La crisi nel Golfo Persico entra in una fase di nuova e pericolosa intensità. Nella notte, gli Stati Uniti hanno condotto un ciclo di raid durato circa sette ore contro obiettivi militari iraniani, concentrati in particolare nell’area strategica dello Stretto di Hormuz e lungo le coste del Paese. A renderlo noto è stato il Comando Centrale americano (Centcom), che ha parlato di “decine di bersagli colpiti” nell’ambito di un’operazione mirata a indebolire le capacità militari di Teheran nella regione.
Un’azione che si inserisce in un quadro già altamente instabile e che ha provocato una reazione immediata da parte dell’Iran. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha infatti annunciato una linea durissima: lo Stretto di Hormuz resterà chiuso “fino alla fine degli atti di aggressione statunitensi”. Una dichiarazione che, se tradotta in fatti, rischia di avere conseguenze globali, considerando che attraverso quel passaggio marittimo transita una quota significativa del petrolio mondiale.
Il messaggio dei pasdaran è chiaro e senza ambiguità: “Le operazioni di rappresaglia dei combattenti continueranno”. Non solo. Teheran ha rivendicato anche attacchi contro strutture riconducibili alla Quinta Flotta americana in Bahrein, ampliando di fatto il perimetro dello scontro ben oltre i confini iraniani.
Sul piano politico, il presidente Donald Trump ha ribadito una posizione di forte pressione su Teheran: “Non ha scelta se non raggiungere un accordo”. Una dichiarazione che riflette una strategia improntata al negoziato forzato, sostenuto però da un’escalation militare che rischia di rendere sempre più difficile qualsiasi spiraglio diplomatico.
Nel frattempo, l’attenzione globale resta puntata su Hormuz, snodo cruciale per l’equilibrio energetico mondiale e simbolo, oggi più che mai, di una crisi che potrebbe rapidamente travalicare i confini regionali. In gioco non c’è solo il confronto tra Washington e Teheran, ma la stabilità di un’intera area già segnata da tensioni croniche e interessi strategici contrapposti.
