La tensione tra Stati Uniti e Cina si inasprisce con un nuovo capitolo nella guerra commerciale avviata dall’ex presidente Donald Trump e ora proseguita sotto la nuova amministrazione. Il servizio postale statunitense (Usps) ha annunciato lo stop all’accettazione di pacchi provenienti dalla Cina e da Hong Kong, ufficialmente a causa di problematiche legate ai servizi doganali. Una decisione che ha provocato la dura reazione di Pechino, che denuncia quella che definisce una “soppressione irragionevole” e invita Washington a porre fine a misure che danneggiano il libero commercio.
Effetti immediati: crollo delle azioni dell’e-commerce cinese
L’impatto della decisione statunitense si è fatto subito sentire sui mercati finanziari. Le principali società cinesi di e-commerce, che fanno ampio affidamento sulle spedizioni internazionali per il loro business, hanno registrato forti ribassi in Borsa. Le ripercussioni potrebbero essere ancor più pesanti se la misura dovesse rimanere in vigore a lungo, mettendo in difficoltà colossi del settore e milioni di piccole imprese che esportano verso gli Stati Uniti.
L’Europa cerca una strategia comune
Mentre il blocco Usa scatena polemiche e tensioni, l’Unione Europea si muove per trovare una via diplomatica. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha confermato che Bruxelles avvierà un negoziato con Washington per difendere gli interessi europei e scongiurare l’escalation commerciale. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha ribadito la necessità di un dialogo costruttivo con gli Stati Uniti per evitare una guerra dei dazi che avrebbe conseguenze devastanti per l’economia globale: “L’Unione Europea deve costruire una nuova cooperazione strategica con Washington. L’escalation di tensioni commerciali danneggerebbe tutti noi.”
Parigi e Londra divise sulla risposta a Washington
Non tutti i Paesi europei sono però sulla stessa linea. La Francia adotta una posizione intransigente, escludendo qualsiasi concessione agli Stati Uniti e ventilando possibili misure di ritorsione. “Non cederemo alle pressioni americane. Siamo pronti a rispondere con fermezza”, hanno dichiarato fonti dell’Eliseo.
Diverso l’atteggiamento del Regno Unito. Il primo ministro Keir Starmer ha chiarito che Londra punta a mantenere una solida relazione con gli Usa, pur monitorando da vicino l’evoluzione della situazione. “Il nostro obiettivo resta una partnership forte e vantaggiosa con Washington, senza compromessi sui nostri interessi economici”, ha dichiarato Starmer.
Un nuovo fronte nella guerra commerciale
Il blocco delle spedizioni dalla Cina e da Hong Kong segna l’ennesimo colpo di scena nella disputa economica tra le due superpotenze. Se gli Stati Uniti non faranno marcia indietro, le tensioni potrebbero sfociare in ulteriori restrizioni commerciali, con conseguenze imprevedibili per l’economia globale. La partita è aperta e l’Europa si trova davanti a una scelta cruciale: schierarsi con Washington o tentare di mediare per evitare una tempesta economica senza precedenti.
