Non un gesto d’impeto, ma un delitto studiato nei dettagli. È questa la linea accusatoria della Procura di Civitavecchia che ha chiesto il giudizio immediato per Claudio Agostino Carlomagno, indagato per l’omicidio della moglie Federica Torzullo, uccisa nel gennaio 2026 ad Anguillara Sabazia, alle porte di Roma.
La richiesta, resa nota dal procuratore Alberto Liguori, arriva al termine di un’indagine che delinea un quadro ben diverso da quello prospettato dall’uomo. A Carlomagno vengono contestati il reato di femminicidio aggravato dalla premeditazione e dal vincolo coniugale, oltre all’occultamento e al vilipendio di cadavere: accuse che, se confermate, traccerebbero il profilo di un omicidio maturato nel tempo e non frutto di una reazione improvvisa.
Nel corso degli interrogatori, l’indagato ha ammesso di aver ucciso la moglie, sostenendo però di aver agito sotto la spinta di un momento di forte tensione emotiva. Secondo la sua versione, il gesto sarebbe stato determinato dalla paura di perdere la custodia del figlio della coppia, in un contesto familiare ormai deteriorato.
Una ricostruzione che gli inquirenti ritengono incompatibile con gli elementi raccolti. Le risultanze investigative – tra cui gli esiti dell’autopsia e delle consulenze biologiche e forensi – suggeriscono infatti una dinamica diversa, riconducibile a un’azione pianificata. La morte di Federica Torzullo è stata collocata tra la serata dell’8 gennaio e le prime ore del 9 gennaio 2026, in un arco temporale che si inserisce in un contesto già segnato dalla decisione della donna di interrompere definitivamente la relazione.
Secondo la Procura, proprio questa scelta avrebbe rappresentato il movente del delitto. L’intenzione di intraprendere un nuovo percorso di vita, autonomo e separato, sarebbe stata percepita da Carlomagno come una minaccia concreta, non solo sul piano personale ma anche rispetto alle possibili conseguenze sull’affidamento del figlio minore.
La richiesta di giudizio immediato – che presuppone un quadro probatorio ritenuto solido – segna ora un passaggio cruciale verso il processo. Sarà l’aula di tribunale a stabilire se dietro la morte di Federica Torzullo si nasconda davvero un disegno preordinato o se, come sostenuto dalla difesa, si sia trattato di un tragico gesto d’impeto.
Se vuoi, posso rendere il pezzo ancora più narrativo oppure più tecnico-giudiziario, in base alla linea editoriale del quotidiano.
