Le autorità cinesi stanno valutando l’apertura di un’indagine nei confronti di Apple per le commissioni applicate agli sviluppatori di app sull’App Store, una mossa che potrebbe acuire le tensioni nella già complessa guerra commerciale tra Pechino e Washington.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, la State Administration for Market Regulation (SAMR) ha iniziato a esaminare nel dettaglio le politiche di Apple, concentrandosi in particolare sulla commissione fino al 30% applicata sui pagamenti in-app e sul divieto imposto agli sviluppatori di utilizzare metodi di pagamento alternativi o store di terze parti.
Fonti vicine alla questione riferiscono che l’Autorità Antitrust cinese avrebbe già discusso di questi aspetti con i dirigenti di Apple e con alcuni sviluppatori locali fin dallo scorso anno. L’eventuale apertura di un’indagine ufficiale potrebbe rappresentare un’ulteriore sfida per il colosso di Cupertino, già alle prese con un periodo di forti tensioni economiche e regolatorie tra Cina e Stati Uniti.
Il contesto è reso ancora più delicato dalla recente decisione di Washington di imporre dazi del 10% sui prodotti cinesi, una misura che ha già scatenato reazioni nel settore tecnologico. Se Pechino dovesse procedere con un’azione contro Apple, la mossa potrebbe essere interpretata come una risposta strategica alle pressioni economiche statunitensi, aumentando ulteriormente l’incertezza per le aziende tecnologiche che operano tra i due giganti economici.
La questione delle commissioni sulle app e delle restrizioni sui pagamenti è già stata oggetto di controversie in altri mercati, con Apple che ha affrontato indagini e cause legali in diverse parti del mondo, dall’Unione Europea agli Stati Uniti. Tuttavia, un’inchiesta in Cina potrebbe avere implicazioni ancora più significative, considerando il peso del mercato cinese per l’azienda di Cupertino e la crescente competizione con le big tech locali.
Per ora, Apple non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito. Resta da vedere se la SAMR deciderà di trasformare il suo esame preliminare in un’indagine formale, un passaggio che potrebbe aprire un nuovo capitolo nelle tensioni economiche tra le due superpotenze.
