13 Aprile 2021, martedì
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Comitato interministeriale per la transizione digitale

A cura di Stefano Iorio


Vittorio Colao
 dovrà giocare di sponda con tanti suoi colleghi, perché la digitalizzazione è un tema strategico trasversale tra diversi settori. Occorrerà una forte capacità di coordinarsi. Come è stato detto,    il digitale non è un settore, ma l’ecosistema in cui si deve muovere tutta la politica. Per questo lo staff di Draghi ha già in mente la soluzione ed è già al lavoro per istituire il Comitato interministeriale per la transizione digitale. Un luogo strategico, che dovrà garantire velocità di esecuzione e trasversalità dei progetti.

Una delle prime mosse sarà quella delle connessioni veloci e delle infrastrutture per la banda ultralarga. Per capire il perché la “quinta generazione” di sistemi di telecomunicazione, o 5G, è parte integrante degli sforzi di digitalizzazione e come il suo lancio sarà uno degli elementi costitutivi più critici dell’economia e della società digitali europee nel prossimo decennio, basta leggere lo studio condotto dalla Banca europea per gli investimenti e della Commissione europea.

Lo studio ha esaminato le proprietà trasformative di questa tecnologia e formulato una serie di raccomandazioni per migliorare l’accesso ai finanziamenti per le imprese che intendono abbracciare questa nuova tecnologia.

Già dalle primissime ore dal suo insediamento, Colao ha avuto incontro con gli amministratori dei principali operatori del settore (Tim, Vodafone, Wind, Sky, Fastweb, Open Fiber), con i quali ha condiviso la volontà di spendere bene e velocemente le risorse del Recovery Plan, al di là della cifra finale che verrà assegnata al capitolo digitale. Sul PNRR, va ricordato, c’è un obbligo giuridico di spendere il 20% delle risorse sulla digitalizzazione. Una cifra che si aggira sui 45 miliardi di euro. Una somma enorme, mai sentita prima in Italia per il settore.

I punti chiave trattati, con ogni probabilità, sono state le misure da attuare in tempi brevi: la banda larga, per cui si prevede lo sblocco del bando di gara per la fibra nelle “aree grigie”; il voucher pc per le famiglie, per cui si prevede un’estensione della platea dei beneficiari, grazie alla revisione dei criteri dell’Isee, nonché una revisione sulla procedura per l’assegnazione del bonus, con le compagnie telefoniche chiamate a fornire apparecchiature più performanti in termini di velocità di connessione e specifiche tecniche dei pc.Più complesse le misure di lungo periodo, con in cima il nodo delle infrastrutture. Vedremo se sarà lo Stato a farsi carico di determinati costi di realizzazione, annoverando le spese come debito pubblico “buono”.  Nelle infrastrutture rientra anche il tema della rete unica, con la partita in corso tra Tim e Open Fiber, al momento tutta giocata per individuare i nuovi assetti societari.

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