26 Ottobre 2021, martedì
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La verità sulle trame ordite contro il curatore della TAV di Michael Weinberg(Graus edizioni)

«L’inesistenza della certezza del diritto, comunque la si guardi, sia dal punto di vista del reo, sia dal punto di vista dell’innocente, porta a ritenere che non esista giustizia… prescrizioni, condanne, assoluzioni, mentre la vita di un uomo, invischiato nella melma di un procedimento, trascorre inesorabilmente cagionando danni irreparabili» (M.W.)

Le cronache nazionali del tempo se ne occuparono a lungo. Uno dei tanti scandali finiti nel nulla, con tanto di calvario subito da parte dell’ennesima vittima di questo strano modo tutto italiano di amministrare giustizia.

“L’intervista. La verità sulle trame ordite contro il curatore della TAV” di Michael Weinberg (Graus Edizioni, gennaio 2021, pp.184) è un romanzo d’inchiesta che vuole indicare l’altra faccia della realtà, quella deformata dalle indagini giudiziarie e infangata dal clamore mediatico, entrambi responsabili della demolizione dell’immagine pubblica di una persona innocente. È questo il punto di partenza del libro di Weinberg (pseudonimo dietro il quale si cela l’autore), consulente internazionale che ha scelto di non vivere più in Italia proprio a seguito dei problemi giudiziari subiti per il caso TAV.

Il racconto, sotto forma di intervista, vede come protagonista Michele, dottore commercialista costretto dai guai giudiziari a trasferirsi e a lavorare a Dubai. Lì incontra il giornalista Adriano, da sempre impegnato in casi di cronaca insoluti, e si lascia convincere, superando qualche remora iniziale, a ripercorrere tutta la vicenda che lo ha coinvolto per lunghissimi sette anni.

Adriano persuade Michele a far luce sulla sua storia, e lo fa ammettendo anche le responsabilità dei mezzi di informazione: «Vedi, sono un giornalista, ma riconosco che troppe volte non si esita a scrivere di una persona sottoposta ad indagine e, come dici tu, l’onta pubblica è come una condanna senza processo».

Nella lunga intervista che ne scaturisce, portata avanti a ritmo incalzante, Michele riparte da quel 21 gennaio 2013, quando, a seguito del fallimento della società appaltatrice della TAV, fu indagato con l’accusa di aver perseguito interessi personali dietro la conduzione dei lavori di cui era il curatore.

«Sono stato condannato per un mio ritenuto interesse privato, perché avrei prospettato ai giudici delegati delle due procedure un’attività del responsabile della sicurezza dei beni diversa da quella richiesta al coadiutore, ovvero di vera e propria sorveglianza. Tale nomina sarebbe avvenuta sostanzialmente e prevalentemente per interessi miei propri…», spiega Weinberg, che ripercorre con una fredda capacità di analisi tutte le tappe del suo calvario, fatto di intercettazioni, processi, arresti, alterazione dei dati, ricorsi in appello, fino all’assoluzione che lo conduce ad una nuova vita, costata, tuttavia, importanti perdite e conseguenze significative, sul piano psicologico, fisico, professionale.

La vita di un uomo – Michele – travolta da processi interminabili. Dal libro emergono il coraggio e la forza di reagire, andare avanti e crearsi una nuova vita. Ripartire da zero in un altro Paese lontano che, pur con usi e costumi diversi, ha saputo apprezzare la professionalità e le competenze di un uomo che dichiara di essere sempre stato dalla parte della giustizia.

Ora che tutto è finito con un’assoluzione che non lascia dubbi, Weinberg ha deciso di scrollarsi il fango di dosso, di raccontare tutto. Lo fa mettendo in fila tutti i momenti più cupi della sua odissea. È un viaggio che si snoda dagli esordi della carriera professionale e che, attraverso indagini e condanne, arriva fino ai proscioglimenti. Il libro-intervista, che ha voluto affidare all’editore Graus, è per Weinberg come togliersi un grande groppo dallo stomaco. Per il lettore un lucido spaccato su uno dei nodi insoluti di una giustizia italiana che sempre più spesso assume i connotati dell’ingiustizia.

Michael Weinberg

È nato a Torino nel 1967. Dopo la laurea in Economia aziendale, conseguita presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, viene abilitato all’esercizio della professione di dottore commercialista nel 1998. Ha al suo attivo la liquidazione concorsuale di oltre 120 aziende, ed ha svolto altresì attività di pubblicista in materia (per la rivista specializzata “Il Fallimentarista”). Dal 2017 si occupa di consulenza aziendale internazionale e non vive più in Italia a causa degli eventi narrati in questo libro.

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