12 Maggio 2021, mercoledì
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Giustizia italiana: altro indulto e amnistia?

di Rita Occidente Lupo

carcere-torinoTempo di riforme, made Cancellieri, nel campo della Giustizia italiana! Dopo la ramazzata razionalizzante, ora la vanga del crimine, che spala reati fino a
4 anni…con grossi limiti.

Si sa per esperienza che l’amnistia e l’indulto non risolvono il problema del sovraffollamento delle carceri perché chi esce dalle prigioni, in assenza di valide alternative di lavoro, tende a commettere gli stessi crimini per i quali è entrato. Quindi la società si ritrova a corto tiro di schioppo con lo stesso problema di prima.

Per quanti vedono l’Italia troppo blanda, nell’amministrare la dura lex, questo è quindi un altro colpo di grazia, sferrato al cuore della legalità. Soprattutto
della Giustizia, che cubitalmente ancora resta in piedi sbiadita in qualche vetusta aula di tribunale, con scarso convincimento degli stessi togati,
inclini più ad alzare la manica della clemenza, che a sferrare il colpo della condanna. Troppa illegalità, a braccetto col malaffare, con la delinquenza
dietro l’angolo, inquieta ancora i sonni italiani. Ormai il tam tam cronachistico, tra femminicidi e stragi, resetta anche la curiosità di chi vorrebbe affondare il
naso nel gossip dell’ultim’ora, prima di dover voltare pagina o far scivolare il mouse velocemente, sull’ennesimo crimine insoluto. Troppa violenza,
intollerabile per giorni di crisi, imbastardisce la volontà di guardare oltre.

Perchè allora questo ritorno di fiamma del legislatore per l’amnistia e per l’indulto che sembravano istituti giuridici archiviati con la Prima Repubblica?

Il dubbio che la posta in palio non sia il sovraffollamento delle carceri, come sostiene con ardore il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ma l’eliminazione dei reati di cui è imputato o per i quali è stato condananto Silvio Berlusconi, onde evitare situazioni prodrome di guerre civili, è molto forte. Magari anche per pressioni internazionali.berlusconi carcere

Il governo appare spaccato, il P.D. anche. Il probabile futuro segretario politico del P.D. Matteo Renzi ha detto espressamente di essere contrario.

Questa proposta di amnistia sembra quindi una nebulosa che avanza zigzagando.

Impantanato nelle sabbie mobili dell’indecisione, un governo che riesce a stento a sopravvivere, per conservare privilegi di casta, senza aver prodotto nemmeno la più elementare delle riforme, l’agognata riforma elettorale, biascica laconici tentativi di larghe intese che hanno bisogno dell’amnistia. Su tutto si discetta e di tutto si filtra
il superfluo: giungendo anche a sognare, senza lampada d’Aladino, che il genio magico possa risolvere incancrenite problematiche come quella carceraria.

Ma se amnistia ha da essere, per evitare contrapposizioni politiche troppo accentuate, che essa sia mirata, che sia mirata la scelta dei reati da inserire nella legge clemenziale! Che non si saldino a poco prezzo le troppe violenze sulle donne, i reati frutto di violenza e terrore! Che non si consenta più che chi, sottratto ai giorni, ucciso dentro da stupro e barbarie, debba continuare a srotolare giorni, conscio che il suo killer se la caverà con una blanda punizione, in nome di attenuanti, profumatamente arringate, amnistie e condoni. Questo non lo vogliamo, non lo vuole nessuno!

Rita Occidente Lupo

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