26 Ottobre 2026, lunedì
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Ispirare, costruire e valorizzare idee imprenditoriali innovative

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Dr. Start-Upper: un progetto di alta formazione per la creazione di nuove imprese promosso da Camera di Commercio e Università Cattolica sarà presentato  in un incontro aperto ad aspiranti imprenditori, neo imprenditori, dottorandi, neo dottorati e studenti di master.

Il progetto Dr. Start-Upper offre un percorso formativo  innovativo con il duplice obiettivo di  sensibilizzare e motivare i giovani ad intraprendere azioni imprenditoriali sviluppando le loro competenze manageriali e dall’altro favorire la nascita e la crescita, sul territorio milanese, di imprese più competitive.

Ospiti dell’evento: Federica Olivares e Selene Biffi.

Quando: ore 11.00/13.00
Dove: Università Cattolica, L.go Gemelli, 1, Aula Pio XI

La partecipazione è gratuita.

Per informazioni su programma e iscrizioni:
Università Cattolica del Sacro Cuore

Ufficio Dottorati di ricerca
Tel. 02 7234.5633
dottorati.ricerca-mi@unicatt.it

Roxxy la nuova bambola proveniente dagli Stati Uniti

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di Rita Occidente Lupo

roxxy 2 Made in Usa, Roxxy, 1,70 d’altezza, 27 kg. peso corporeo, novella Caterina,
capace di far compagnia agli italiani! Personalizzabile, già
in vendita sui mercati internazionali con diversi colori di capelli e di
pelle,dal tatto molto vicino a quella umana, le richieste per la macchina
sessuale, stanno accodandosi. Il robot non soddisferà solo i bisogni primari, ma sarà
anche di compagnia, incarnando un’ideale femminile, già così acclarato con
la pellicola di Sordi “Io e Caterina”. La ricetta spicciola di un uomo che,
amante della tranquillità, licenzia le tre donne della sua vita, in cambio d’un
robot tuttofare…finchè la macchina non diventa umanizzata, al punto da rendersi
autonoma dal suo stesso costruttore. Caterina, in grembiulino e crestina, è capace di servire, ma pretende rispetto! Fedele
in tutto, impone incondizionato ed esclusivo rapporto! Una macchina che cessa
di essere tale, nel momento in cui entra in gioco la competitività femminile!
Per Roxxy, tutt’altra storia: è comunque una bambola. I costi, quelli della novità,
principialmente con zeri da capogiro!

Rita Occidente Lupo

Diffamazione: niente carcere per i giornalisti, pene pecuniarie e rettifica senza replica

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Mai più carcere per i giornalisti in caso di diffamazione, ma solo pene pecuniarie. In compenso, obbligo di rettifica senza commento a favore dell’offeso. È questa la principale novità della proposta di legge sulla diffamazione (che modifica la legge  8 febbraio 1948, n. 47, il codice penale e il codice di procedura penale in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante), approvata ieri dalla Camera e ora attesa al Senato.

Iacopino (Odg), primo passo importante
Per Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, “È un primo passo, importante ma non conclusivo: la strada per garantire ai cittadini il diritto a una informazione libera da condizionamenti è ancora lunga”.  “È doveroso ringraziare la Camera dei Deputati – scrive Iacopino in una nota – che ha abolito il carcere per i giornalisti, approvando quasi con un blitz una nuova normativa sulla diffamazione che, ora, passa all’esame del Senato. Ma – aggiunge – restano dei punti che avrebbero meritato un approfondimento. Il tema delle querele temerarie, presentate per intimidire i giornalisti, non può considerarsi risolto prevedendo una ammenda che va da 1.000 a 10.000 euro. Si tratta di somme esigue, che possono essere affrontate con disinvoltura dalle varie criminalità, non solo da quella comune”. Iacopino porta ad esempio Ester Castano “che con la sua inchiesta ha portato allo scioglimento di un Comune per infiltrazioni mafiose e che è stata citata in Tribunale, vivendo periodi di grave tensione”.

Stop carcere
Niente più carcere per chi diffama a mezzo stampa, ma esclusivamente una multa in caso di attribuzione di un fatto determinato che va dai 5mila ai 10mila euro. Se il fatto attribuito è consapevolmente falso, la multa sale da 20mila a 60mila euro. Alla condanna è associata la pena della pubblicazione della sentenza. In caso di recidiva, vi sarà anche l’interdizione da uno a sei mesi dalla professione. La rettifica sarà valutata dal giudice come causa di non punibilità.

Rettifica senza commento
Le rettifiche delle persone offese devono essere pubblicate senza commento e risposta menzionando espressamente il titolo, la data e l’autore dell’articolo diffamatorio. Il direttore dovrà informare della richiesta l’autore del servizio. In caso di violazione dell’obbligo scatta una sanzione amministrativa da 8mila a 16mila euro.

Testate online
Nella legge sulla stampa rientrano ora anche le testate giornalistiche online e radiofoniche


Risarcimento danno
Nella diffamazione a mezzo stampa il danno sarà quantificato sulla base della diffusione della testata, della gravità dell’offesa e dell’effetto riparatorio della rettifica. L’azione civile dovrà essere esercitata entro due anni dalla pubblicazione.

Responsabilità direttore
Fuori dei casi di concorso con l’autore del servizio, il direttore o il suo vice rispondono non più a titolo di colpa ma solo se vi è un nesso di causalità tra omesso controllo e diffamazione, la pena è in ogni caso ridotta di un terzo. E comunque esclusa per il direttore al quale sia addebitabile l’omessa vigilanza l’interdizione dalla professione di giornalista. Le funzioni di vigilanza possono essere delegate, ma in forma scritta, a un giornalista professionista idoneo a svolgere tali funzioni.

Querele infondate
In caso di querela temeraria, il querelante può essere condannato al pagamento di una somma da mille a 10mila euro in favore delle casse delle ammende.

Segreto professionale
Non solo il giornalista professionista ma ora anche il pubblicista potrà opporre al giudice il segreto sulle proprie fonti.

Ingiuria/diffamazione
Anche per l’ingiuria e la diffamazione tra privati viene eliminato il carcere ma aumenta la multa (fino a 5mila euro per l’ingiuria e 10mila per la diffamazione) che si applica anche alle offese arrecate in via telematica. La pena pecuniaria è aggravata se vi è attribuzione di un fatto determinato. Risulta abrogata l’ipotesi aggravata dell’offesa a un corpo politico, amministrativo o giudiziario.

Le agevolazioni per la casa nel “Decreto Imu”

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Il D.L. 102/2013, al fine di contrastare l’emergenza abitativa, ha introdotto una serie di misure volte a fornire soluzioni in grado di superare la logica di misure occasionali e sporadiche di interventi emergenziali, inserendo, al contrario, una serie di misure strutturali e più incisive volte a tutelare il settore abitativo. Per tali motivi oltre a rifinanziare alcuni Fondi già preesistenti è stato istituito un nuovo Fondo di sostegno per l’accesso alle abitazioni in locazione. Particolare attenzione è stata data alle giovani coppie e ai genitori single con figli minori che possono richiedere un mutuo agevolato fino a € 200 mila per comprare casa. Ferma restando l’età inferiore ai 35 anni dei richiedenti.
Il D.L. 102/2013 (a pag. 1669), oltre a prevedere misure in materia di IMU, fiscalità immobiliare e lavoro, ha varato un nuovo piano per la casa che contempla la creazione di un nuovo Fondo e il rifinanziamento di tre fondi già esistenti in passato prevedendo una dotazione complessiva di € 200 milioni (riquadro 1) al fine di rendere più sostenibili gli oneri del mutuo e della locazione della prima abitazione per le famiglie e le persone più svantaggiate. Elenchiamo brevemente i contenuti, le caratteristiche e i criteri per l’accesso ai rispettivi Fondi.

Fondo di solidarietà per i mutui prima casa
Il Fondo ha la finalità di sostenere i proprietari, titolari di mutui prima casa, nel pagamento delle rate del mutuo, mediante una sospensione nel pagamento delle rate stesse.
Il Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, introdotto dalla legge 244/2007, è stato rifinanziato con € 20 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015.
Possono accedere a tale agevolazione:
– solo i proprietari di immobili adibiti ad abitazione principale che versano in temporanea difficoltà;
– i titolari di un mutuo non superiore a € 250 mila;
– se in possesso di indicatore ISEE non superiore a € 30 mila.
Oltre a ciò la legge richiede che il proprietario dell’immobile deve dimostrare di possedere almeno uno dei seguenti requisiti:
– perdita del rapporto di lavoro subordinato sia a tempo determinato che a tempo indeterminato;
– perdita del rapporto di lavoro parasubordinato;
– insorgenza di condizioni di non autosufficienza ovvero handicap grave dell’intestatario o di uno dei cointestatari del contratto di mutuo.
La sospensione del pagamento delle rate del mutuo può essere effettuato per un periodo determinato: massimo di 18 mesi. In tale arco temporale sarà il Fondo a sostenere i costi relativi agli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo della sospensione.

Fondo per l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa
La finalità del Fondo è offrire le garanzie necessarie per ottenere un mutuo per l’acquisto della prima casa. È lo Stato che garantisce il 50% della quota capitale del mutuo che viene concesso.
Il Fondo per l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa, istituito con il D.L. 112/2008, viene ora rifinanziato con altri € 30 milioni, per ciascuno degli anni 2014 e 2015.
Il D.P.C.M. 103 del 24 giugno 2013 (a pag. 1677), predisposto dal Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 209 del 6 settembre 2013 ed entrato in vigore il 21 settembre,) ha emanato un nuovo regolamento sulla disciplina del Fondo per l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie o dei nuclei familiari monogenitoriali. Il provvedimento ha modificato il precedente decreto 256 del 17 dicembre 2010, intervenendo sulla superficie dell’abitazione e sui requisiti reddituali.
Potranno utilizzare questa agevolazione:
– le giovani coppie o i nuclei familiari anche monogenitoriali con figli minori;
– i giovani di età inferiore ai 35 anni titolari di un rapporto di lavoro atipico (anche in assenza di un contratto di lavoro a tempo indeterminato);
– il reddito ISEE complessivo non deve essere superiore a € 40 mila;
– non bisogna possedere altri immobili a uso abitativo.
L’immobile acquistato deve essere adibito ad abitazione principale e non deve rientrare in determinate rendite catastali (A1 – A8 – A9). La superficie utile non deve essere superiore a 95 metri quadrati e non deve avere le caratteristiche di lusso. Il mutuo attivabile con il Fondo non deve essere superiore a € 200 mila e il tasso applicato sarà stabilito dai singoli istituti bancari ma con un tasso massimo «pari o equivalente a Euribor +150 punti base per mutui di durata superiore a 20 anni e a Euribor +120 punti base per mutui di durata inferiore, nel caso di mutui a tasso variabile, nonché a un tasso massimo pari o equivalente a IRS +150 punti base per mutui di durata superiore aventi anni e a IRS +120 punti base per mutui di durata inferiore, nel caso di mutui a tasso fisso» bensì «non superiore al tasso effettivo globale medio sui mutui, pubblicato trimestralmente dal Ministero dell’economia e delle finanze ai sensi della legge 108 del 7 marzo 1996».
Le banche si impegnano a non chiedere ai mutuatari garanzie aggiuntive oltre all’ipoteca sull’immobile e alla garanzia fornita dallo Stato.

Fondo per l’accesso alle abitazioni in locazione
È stato previsto anche un Fondo nazionale Fondo di sostegno per l’accesso alle abitazioni in locazione che prevede l’erogazione di contributi a favore di famiglie che hanno un canone di locazione registrato che si trovano in difficoltà nel pagare l’affitto.
Tale Fondo, già istituito dalla legge 431/1998, viene incrementato di ulteriori € 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015. Lo Stato, con legge finanziaria, stabilisce l’importo da ripartite tra le regioni entro il 31 marzo. Successivamente saranno i comuni a definire l’entità e le modalità di erogazione dei contributi e i requisiti dei conduttori che possono beneficiarne. Le somme erogate sono concesse come contributi integrativi per il pagamento dei canoni di locazione dovuti dai conduttori in difficoltà ai proprietari degli immobili, di proprietà sia pubblica sia privata.
Possono presentare la domanda tutti i cittadini in possesso di determinati requisiti:
– reddito annuo imponibile complessivo non superiore a due pensioni minime INPS, rispetto al quale l’incidenza del canone di locazione risulti non inferiore al 14%;
– reddito annuo imponibile complessivo non superiore a quello determinato dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, rispetto al quale l’incidenza del canone di locazione risulti non inferiore al 24%.
In presenza di queste condizioni i conduttori potranno accedere al Fondo partecipando ai bandi pubblici comunali.

Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli
Per la prima volta è stato istituito un Fondo di garanzia a copertura del rischio di morosità di locatari altrimenti affidabili. Avrà una consistenza di € 20 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015 e sarà finalizzato a garantire il rischio di morosità da parte di quei locatari, generalmente affidabili che, a causa della sfavorevole situazione economica che attraversa il Paese, si trovano momentaneamente in difficoltà. Il Fondo cerca anche di arginare o prevenire l’apertura di procedimenti di sfratto. L’accesso al fondo consentirà la sospensione temporanea del pagamento dei canoni di affitto. Caratteristiche e requisiti per accedere al Fondo saranno previsti da un decreto ministeriale.
I requisiti dovrebbero i seguenti:
– un reddito annuo imponibile complessivo non superiore a due pensioni minime INPS, rispetto al quale l’incidenza del canone di locazione risulti non inferiore al 14%;
– un reddito annuo imponibile complessivo non superiore a quello determinato dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Immobili di edilizia popolare e sociale
Il D.L. 102/2013 ha anche previsto delle particolari misure nei confronti dell’edilizia popolare e sociale prevedendo un’assimilazione al trattamento IMU prima casa per gli alloggi degli Istituti autonomi case popolari e quelli delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari.
Dal 2013 le cooperative edilizie a proprietà indivisa sono adibite ad abitazione principale con le relative pertinenze. In merito invece agli immobili di edilizia sociale dall’1 gennaio 2014 viene applicato il trattamento IMU prima casa anche per gli alloggi sociali.(1)
Con questo incentivo il Governo mira a incentivare gli investimenti in alloggi sociali tramite le risorse attualmente disponibili presso il Fondo investimenti per l’abitare (FIA), al fine di non solo incrementare l’offerta abitativa in alloggi sociali, ma anche di attivare ulteriori investimenti, con considerevoli ricadute anche dal punto di vista occupazionale.
Viene anche modificato il richiamo normativo (introdotto nell’art. 13, comma 10 del D.L. 201/2011), già operativo in precedenza, per l’estensione della detrazione per abitazioneprincipale agli alloggi assegnati dagli IACP o enti assimilati ex art. 93 D.P.R. 616/77.

Cedolare secca per affitti concordati
Il D.Lgs. 23/2011, all’art. 3, introdusse la “cedolare secca sugli affitti”, ovvero un’imposta che sostitutiva:
– IRPEF e addizionali sul reddito degli affitti;
– imposta di registro e imposta di bollo alla registrazione;
– imposta di registro sulle risoluzioni e proroghe del contratto di locazione;
– imposta di bollo (se dovuta) sulle risoluzioni e proroghe del contratto.
Tale opzione può essere esercitata in relazione agli appartamenti e relative pertinenze locate congiuntamente all’abitazione. Nella prima versione l’imposta sostitutiva era pari al 21% calcolato sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti, ovvero quella ridotta del 19% per i contratti di locazione a canone concordato relativi ad abitazioni ubicate nei comuni con carenze di disponibilità abitative.
Il Dipartimento delle finanze, con l’introduzione di questo nuovo istituto, si aspettava incassi per circa € 2,6 miliardi, ma tenuto conto degli acconti versati e stimando la cifra del saldo da versare nei prossimi mesi, l’introito per l’erario è di circa € 500 milioni, circa un quinto di quanto preventivato. Per tali ragioni in occasione dell’entrata in vigore del D.L. 102 si è prevista, di inserire all’interno del “pacchetto casa”, anche la riduzione dell’aliquota della cedolare secca per contratti a canone concordato dal 19% al 15%.
Per rendere ancora più appetibile il ricorso a tale strumento si è deciso di far decorrere la riduzione già dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, in pratica, per l’intero anno 2013. In pratica i contribuenti possono perciò beneficiare della riduzione anche in sede di acconto per il 2013, sia per i versamenti in corso, in caso di rateazione del primo acconto per il 2013, sia per l’acconto di novembre, in scadenza il 2 dicembre prossimo in quanto il 30 novembre è sabato e l’1 dicembre è domenica.
Questa nuova riduzione dell’aliquota di tre punti percentuali non può che far aumentare la convenienza del regime a imposta sostitutiva.

Germania, Spd pronta a trattare per una grande coalizione entro Natale

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Fine dei tatticismi e delle esplorazioni: da mercoledì non si sonda più ma si negozia sul serio per un Governo di larghe intese in Germania. L’ultimo ostacolo è stato rimosso oggi dal congresso ristretto della Spd a Berlino, che ha votato a grandissima maggioranza per l’avvio di trattative con i cristiano-democratici della cancelliera Angela Merkel. A Natale, forse, il nuovo Governo.

Non saranno comunque trattative facili: i socialdemocratici hanno stilato una lista di dieci punti irrinunciabili. Fra le condizioni della Spd, un salario minimo fissato per legge di 8,5 euro l’ora. Viceversa, la Cdu-Csu la spunta sul dogma del ‘no tasse’ ripetuto fino alla noia in campagna elettorale.

Al congresso ristretto di oggi solo 31 delegati – su 229 – hanno votato contro trattative di governo. Due si sono astenuti: l’86% in favore. Un successo politico per il leader Sigmar Gabriel. La direzione Cdu aveva già votato venerdì per l’avvio di trattative. Il segretario generale Herman Groehe si è detto soddisfatto: «La Spd ha ribadito i suoi interessi centrali ma d’altra parte il nostro successo elettorale ci conferisce il mandato per attuare i contenuti decisivi del nostro programma», ha messo in chiaro. «Sono sicuro che troveremo dei compromessi».

 

Grande successo del libro “Come risanare il debito pubblico senza chiedere un euro ai cittadini”

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di redazione

come sanare il debito pubblico 3Procede con grande successo di adesioni e di pubblico la presentazione del libro “Come risanare il debito pubblico senza chiedere un euro ai cittadini” edito dalla casa editrice DREAMS ENTERTAINEMENT e scritto da due autori non molto conosciuti ma che cominciano a farsi apprezzare il prof. Giuseppe Catapano rettore della Università Popolare degli Studi di Milano e direttore dell’Osservatorio Europeo e l’avvocato tarantino Michele Imperio, direttore responsabile di questo blog.

Il libro avanza una interessante proposta per contenere e abbattere il debito pubblico e poi per abbattere la pressione fiscale, una sorta di regional bond a basso tasso di interesse che – secondo gli autori – si otterrebbe dalla concessione di indipendenza per un limitato numero di anni di alcuni territori del Nord del centro e del sud del paese, così come avvenne per la città di Honk Konk dal 1898 al 1997 che si rese indipendente dalla Cina comunista per il tempo limitato di cento anni, attraverso un trattato fra Cina e Gran Bretagna e con altre iniziative a sfondo geopolitico meglio descritte nel libro. Dopo la prima manifestazione di Brescia alla quale è intervenuto l’assessore al bilancio del comune di Montichiari, già vicepresidente della provincia di Brescia Massimo Gelmini, il quale si è detto entusiasta dell’idea, Il libro è stato nuovamente presentato il 13 ottobre 2013 alla fiera campionaria di Eboli alla presenza dell’assessore al bilancio del comune di Eboli Adolfo Lavorgnaeboli 2 ed è stato nuovamente presentato a Taranto il 15 ottobre 2013 presso la sala-convegni del bar Poseydon con l’intervento di due noti e autorevoli commercialisti tarantini Michele Marino e Franco Mennaconvegno taranto e il 18 ottobre 2013 a Napoli presso la sala convegni del bar la Caffetteria (Piazza dei Martiri)conl’autorevole presenza del prof. Luca Filipponi presidnte del Festival Art di Spoleto autore della prefazione e dell’avv. Sergio Sbarra autore della post-fazione. napoli come risanare 3 bisAncora sarà presentato il 26 ottobre 2013 a Praia a Mare (provincia di Cosenza). Altre manifestazioni sono in corso di organizzazione a Bari, a Lecce e a Milano. Il 6 novembre p.v. gli autori saranno ascoltati a Roma dinanzi la Commissione Parlamentare per le riforme. Un grosso net-work nazionale della Rai si è interessato all’idea e sta preparando una trasmissione ad hoc. Ovunque finora il libro è stato presentato sia in sede istituzionale che nelle sedi periferiche il libro ha registrato positive adesioni in quanto l’idea, benchè originale, viene giudicata fattibile e foriera finalmente di prospettive di crescite e di sviluppo dell’intero paese.

redazione

I veri conti a confronto della vecchia Imu e della nuova Tasi

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La nuova Tasi, il tributo sui servizi indivisibili previsto dalla legge di stabilità per il 2014, vale 3,76 miliardi di euro ad aliquota standard, cioè con il livello-base dell’1 per mille: 470 milioni in più dell’Imu sull’abitazione principale che, sempre ad aliquota standard, vale 3,3 miliardi e sembra destinata a scomparire con il nuovo anno.

La questione nasce da due punti di vista diversi con cui si analizza il tema. Il ministero ragiona in termini di copertura finanziaria, il confronto pubblicato oggi invece riflette sull’impatto sul contribuente. 

In primo luogo, il confronto è stato condotto dal Sole 24 Ore fra le due imposte a regime, l’Imu che si è pagata nel 2012 e ora è in corso di cancellazione, e la Tasi che è in arrivo. La maggiorazione Tares (1 miliardo di gettito complessivo) è invece un’una tantum statale, come prevede il Dl 35, non serve quindi a pagare i servizi indivisibili dei comuni e sarà versata solo nel 2013. Quando si è pagata l’Imu, cioè nel 2012, non si è pagata la maggiorazione Tares, mentre quest’anno accade l’esatto contrario: si pagherà a dicembre la maggiorazione Tares, mentre quest’anno accade l’esatto contrario: si pagherà a dicembre la maggiorazione Tares, ma non si pagherà l’Imu (almeno secondo i progetti del Governo, che intende abolire anche la seconda rata). In breve: è vero che anche la maggiorazione Tares va coperta nei saldi di finanza pubblica (e per questo il ministero la abbraccia nel confronto), ma nei fatti non si è mai aggiunta all’Imu sull’abitazione principale. 

Ispezioni sul lavoro: risponde penalmente il datore che non esibisce la documentazione

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La Cassazione penale, con la sentenza n. 42334  del 15 ottobre 2013, ha stabilito che la mancata esibizione della documentazione legalmente richiesta dalla Direzione territoriale del lavoro concretizza una responsabilità penale perseguibile con l’arresto o l’ammenda, come stabilito dall’art. 4 della legge 22 luglio 1961, n. 628.
La Suprema corte, nel ricordare che l’articolo 4, all’ultimo comma, punisce «coloro che, legalmente richiesti dall’Ispettorato di fornire notizie a norma del presente articolo, non le forniscano o le diano scientemente errate od incomplete», precisa che il reato in questione si configura anche nell’ipotesi di omessa esibizione della documentazione che consenta all’Ispettorato del lavoro la vigilanza sull’osservanza delle disposizioni in materia di lavoro, previdenza sociale e contratti collettivi di categoria, ivi compresa quella sulle assunzioni, necessaria per verificare l’adempimento dei conseguenti obblighi.

Ministero dell’Ambiente, finanziamenti fino a 800.000 euro per la raccolta differenziata e riciclaggio

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Pubblicato il bando del Ministero  dell’Ambiente che avvia una procedura ad evidenza pubblica per la selezione di progetti di riduzione e prevenzione della produzione dei rifiuti, di raccolta differenziata e riciclaggio. Le risorse finanziarie disponibili, pari a circa 7 milioni di euro, attinte dal Fondo per la promozione di interventi di riduzione e prevenzione della produzione di rifiuti e per lo sviluppo di nuove tecnologie di riciclaggio istituito con la legge 24 dicembre 2007, n. 244.

Sono ammessi a partecipare alla procedura i comuni italiani ubicati nelle regioni oggetto di procedure di infrazione o di condanna da parte della Corte di giustizia per violazione della normativa comunitaria in materia di rifiuti, i cui consigli comunali, alla data del 20 novembre 2013, risultino sciolti con decreto del Presidente della Repubblica a causa di collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare.
Ciascun comune può presentare una sola richiesta di contributo.

L’importo massimo di contributo erogabile è pari ad € 800.000. Sono comunque ammessi progetti di importo superiore purché la quota eccedente trovi copertura in risorse fornite dal Comune istante.

I comuni interessati potranno presentare le proprie candidature entro e non oltre il 20 novembre 2013.

 

Corsi di formazione in Campania, 16° serie di corsi attivi fino a tutto il 2013

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Pubblicata la 16° serie di elenchi di enti accreditati dalla Regione Campania che offrono corsi di formazione autofinanziati nel biennio 2012-2013.

Per corso di formazione autofinanziato si intende quello offerto da un ente accreditato presso la Regione Campania sostenuto integralmente a spese del frequentante.Al termine viene rilasciato un attestato di qualifica professionale che ha valore regionale e nazionale.L’attestato pone il formato in condizione privilegiata nella ricerca attiva del lavoro in quanto gli offre la possibilità di inserirsi più facilmente nel marcato del lavoro essendo una qualifica professionale specialistica.