26 Ottobre 2026, lunedì
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LA MAGISTRATURA E’ UNA CASTA?

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di Vittorio Angelici

Volentieri riceviamo e publichiamo:

silvio_scaglia_Silvio Scaglia, ex Amm.Del. di Fastweb dopo aver fatto 80 giorni di carcere e altri 12 mesi di arresti domiciliari, è stato assolto con formula piena per che il fatto non costituisce reato.Quindi il Magistrato ha commesso un errore gravissimo che è costato ad una persona umiliazioni, danni morali, psichici, familiari. Silvio Scaglia era uno dei manager più in vista del Paese ed in pochi giorni vide crollare intorno a se tutto ciò che aveva costruito con talento, volontà, sacrifici ecc. ecc. Adesso chi lo ripagherà di tanto danno subito? Sopratutto il Magistrato che lo ha massacrato socialmente, umanamente,psichicamente risponderà di qualcosa? No assolutamente. Anche se Scaglia chiederà i danni economici causati da quel magistrato inadeguato a dir poco,per lui pagheremo noi cittadini italiani contribuenti. Egli continuerà ad avere tutti i vantaggi di cui gode un Magistrato. Non è giusto sotto tutti i punti di vista: etico, politico, sociale, economico. Bisogna metterci riparo. Se le caste vanno smantellate, nel nostro Paese non c’è solo quella dei politici.

Vittorio Angelici

FINANZIARIA LETTA MACELLAZIONE HALAL

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di MARCO DELLA LUNA

Volentieri riceviamo e pubblichiamo:

macellazione halal L’Italia sta andando per la giusta via – dice Obama – ma giusta… per chi?

Quando si vuole fare uscire tutto il sangue da un animale prima di ucciderlo, non gli si taglia l’arteria carotide, cioè la mandata del sangue al cervello, perché così morirebbe subito, il cuore si fermerebbe e il sangue non uscirebbe più. Gli si taglia invece la vena giugulare, ossia il ritorno del sangue dal cervello al cuore, in modo che il suo cuore continuerà a pulsare mandando sangue al cervello fino a che il sangue non sarà uscito tutto. E’ su questo principio, che funzionano il metodo ebraico detto kosher e quello islamico detto halal. E anche quello di Dracula, suppongo.

Ed è così che funziona la politica economica italiana, al servizio di interessi stranieri, da qualche decennio a questa parte: svuotare il Paese di tutta la sua linfa, ma lentamente, in modo che non “muoia”, ossia che non tracolli, interrompendo il deflusso; e che non soffra troppo, arrivando a ribellarsi. All’avvio dell’Euro, qualche anno di bassi tassi per la finanza pubblica, per gonfiare fabbisogno strutturale e debito, poi, di colpo, austerità e tassi alti (spread), per creare l’emergenza, imporre il presidenzialismo de facto e la “sospensione della democrazia” a tempo indeterminato.

maastrichtMa già con la riforma monetaria del 1981-83 e col Trattato di Maastricht era stata scardinata, senza tanti problemi di legalità e di osservanza delle forme, la prima parte della Costituzione, i principi fondamentali, iniziando dalla sovranità nazionale e dal primato del lavoro. Una volta fatto questo, tutto il resto è stato in discesa: un completamento, una conseguenza, un dovere…

Svuotare il paese delle sue industrie pregiate, dei suoi capitali, dei suoi cervelli scientifici, tecnici e imprenditoriali, della sua capacità di formazione e ricerca. In favore della finanza apolide e del suo feudatario-kapò europeo, ossia la Germania, che, grazie a questa alleanza, sta oggi apparentemente riuscendo nel suo obiettivo storico di sottomettere tutta l’Europa, denn heute gehoert uns Euro und morgen die ganze Welt. Vedremo…

pil germania italiaI numeri e i grafici confermano ormai senza ombra di dubbio che ciò è quanto avvenuto e sta avvenendo, soprattutto nel confronto tra Germania e Italia: pil, occupazione, flussi di capitale, investimenti, quote di mercato internazionale, qualità della scuola, prospettive per i giovani e per i pensionati… chi ha guadagnato e chi ha perso è un fatto, un fatto visibile. Le industrie e le banche italiane di pregio sono oramai quasi tutte in mano di capitalisti stranieri, primariamente tedeschi e francesi, così come molte aziende di servizi pubblici essenziali.

Blocco dei cambi, veto delle protezioni doganali, privatizzazione della gestione delle banche centrali, politiche di tagli e tasse: queste mosse hanno prodotto e continuano a produrre esattamente i risultati opposti a quelli promessi e per cui erano stati imposti, e come reazione a tali risultati quei medesimi principi vengono ora imposti con ancor maggiore assolutezza e irreversibilità. Il che dimostra che il vero fine per cui sono stati concepiti e imposti è molto diverso da quello dichiarato, probabilmente opposto, ossia di creare disperazione, paura, miseria, distruzione, la fine delle democrazie parlamentari, della responsabilità dei governanti verso i governati, della possibilità di un’opposizione e persino di un dissenso culturale, scientifico, giuridico.

fmi-lavoro-Persino il FMI ha riconosciuto che, su 167 paesi che hanno applicato misure di risanamento e rilancio economici basati sulla c.d. Austerità (tagli e tasse), nessuno si è risanato e rilanciato, ma tutti sono peggiorati, soprattutto in quanto al pil e al rapporto debito pubblico/pil. Grecia, Spagna, Italia confermano questa regola empirica.

In Italia, già si era visto che l’aumento dell’iva dal 20 al 21% fatto da Monti aveva prodotto, come previsto, non un aumento, bensì un calo del gettito iva, poiché aveva scoraggiato i consumi, la domanda aggregata, svolgendo quindi un effetto recessivo. Ebbene, il governo Letta, col pretesto di dover aumentare il gettito iva per non sforare il tetto del 3% del deficit pubblico, la ha ulteriormente alzata al 22%. Così produrrà un’ulteriore contrazione del gettito, della domanda aggregata, del pil. Il che è quello che vuole, quello per cui è stato voluto, così come il governo Monti.

nave britanniaI vent’anni di stagnazione e declino e delocalizzazioni ed emigrazioni, senza capacità di recupero, di questo Paese, nonostante i diversi cambi di maggioranze parlamentari e di inquilini del Quirinale, sono un aspetto di questo processo di lungo termine. Vent’anni inaugurati dal Britannia Party e da Mani Pulite.

A questo sono serviti l’architettura dell’UE, del mercato comune, dei parametri di convergenza, e soprattutto di quel sistema di blocco dei naturali aggiustamenti dei cambi monetari noto come Euro. A questo piano hanno lavorato molti governi e gli ultimi capi dello Stato. Ne ho parlato ampiamente nei miei ultimi tre saggi: Cimit€uro, Traditori al Governo, I Signori della Catastrofe (Arianna-Macro Edizioni).

debito pil euroE chi ha cooperato ad esso, non ha mai avuto problemi giudiziari e, se ne aveva, gli sono stati risolti. E sì che, con la faccenda del Britannia Party, e la successiva campagna di svendita di assets pubblici, vi era ben di che… altro che Ruby e diritti Mediaset! Qualche magistrato coraggioso, invero, ci provò, ma suoi colleghi più grossi lo dissuasero presto.

Però sospendete il giudizio morale e politico sugli attori di questo processo, almeno fino alla fine di questo articolo.

La legge finanziaria o di stabilità proposta da Letta per il 2014 e vigorosamente difesa da Napolitano è una legge halal, o kosher, se preferite: policy del dissanguamento lento e pacifico in favore dei Paesi e dei capitali dominanti. Si basa sui due pilastri della politica italiani degli ultimi decenni:

– mantenere la struttura di potere e consenso autoctona italiana, basata su una spesa pubblica clientelare spartitoria, ampiamente improduttiva e parassitaria, indispensabile per consentire alla casta di “mangiare” in proprio e di “foraggiare” i propri consensi e sostegni elettorali, affaristici e istituzionali; infatti la nuova legge finanziaria non rilancia i grandi investimenti, non riduce se non derisoriamente la pressione fiscale, non taglia minimamente le spese parassitarie, non attua minimamente i costi standard, mentre predispone clausole di salvaguardia che aumenteranno le tasse se il gettito fiscale e i risparmi previsti saranno insufficienti;

– mantenere il Paese nella sua condizione di sottomissione alla volontà e agli interessi della grande finanza apolide e del capitalismo imperialista di Berlino – volontà e interessi incarnati nella Commissione Europea, nel Consiglio Europeo, nella BCE, nel FMI; infatti non prevede alcun termine minimo di equità e alcuna indispensabile correzione dell’Eurosistema, che la Germania, la BCE e la UE debbano rispettare come condizione per la permanenza dell’Italia nell’Eurosistema stesso.

Questi due pilastri sono una sorta di patto: tu, casta italiana, aiutaci a estrarre tutto quello che c’è di buono per noi in Italia, e ad annientare la sua capacità di competere con me sui mercati; in cambio, noi ti lasceremo continuare a mangiare come sei abituata sulle spalle della cosa pubblica, dei lavoratori, dei risparmiatori – ma non troppo rapidamente e voracemente, altrimenti il Paese collassa o insorge, e ciò disturberebbe l’esecuzione del nostro piano. Naturalmente questa operazione deve apparire all’opinione pubblica come perfettamente legittima e democratica, perciò bisogna che tu, casta, metta insieme governi con ampie maggioranze parlamentari. Al resto, provvediamo noi. E non mettetevi strane idee: non vi sono alternative.

Già un quarantennio fa l’economista Nikolas Kaldor aveva anticipato che il risultato di un’unione monetaria europea, ossia del blocco degli aggiustamenti naturali dei cambi tra le valute europee, sarebbe stato di aumentare il vantaggio competitivo, ossia il plus di efficienza, dei paesi europei già più efficienti, a danno di quelli meno efficienti, facendo defluire industrie e capitali e lavoratori qualificati dai meno efficienti ai più efficienti. Un ventennio fa ribadivano questa previsione altri economisti famosi, come Paul Krugman e Wynne Godley. Tutti quelli che hanno architettato l’Euro, sapevano bene su che scogli era diretta la nave, molto meglio di quanto lo sapesse Schettino. Ma il loro scopo era appunto quello di far naufragare la nave.

Le previsioni si sono avverate e continuano ad avverarsi in modo conclamato e sempre più violento da almeno sette anni, ma non è stato introdotto alcun correttivo (ad es., un fisco federale tipo USA che compensi i deflussi e gli squilibri tra aree forti e aree deboli); al contrario, sono state inasprite le misure di squilibramento e sopraffazione; e dove qualche statista ha protestato o parlato di referendum sull’Euro – Berlusconi e Papandreou – è stato sostituito dalla Merkel.

En passant: la sostituzione di Berlusconi, l’appoggio alle politiche distruttive di Monti e alla finanziaria halal di Letta confermano la mia vecchia tesi che, dall’ordinamento internazionale vigente, il Quirinale, volente o nolente, viene usato come un organo di trasmissione alla politica italiana della volontà delle Potenze che dominano questo Paese. Per questo la sua immagine viene tanto esaltata e sacralizzata dai mass media: deve restare al di sopra di ogni sospetto, e soprattutto di quel sospetto. Siamo in una repubblica presidenziale… o pontificale?

debito pil euro L’Euro era quindi, sin dall’inizio, sin dal suo progetto – che molto deve anche ad architetti anche italiani – concepito per macellare l’Italia e altri paesi deboli in favore di Germania e altri paesi forti. Nel Newspeak, o Neolingua, dell’orwelliano 1984, si legge che “guerra” è “pace”, e il Ministero della Verità è quello dove le notizie e i documenti scritti del passato vengono modificati per confermare le previsioni e le dottrine del Partito. Analogamente, nella Neolingua comunitaria “sopraffazione” si dice “solidarietà” e “demolizione” si dice “risanamento” e la pratica dello svuotamento economico per via valutaria viene chiamata “misure di convergenza”.

La Francia, e, ancor più, il Regno Unito, vedono l’avanzata nei consensi elettorali di movimenti politici che partono dalla constatazione dei reali effetti dell’Euro, di Maastricht, di Lisbona, della burocrazia comunitaria; e che si propongono di porvi fine nell’interesse nazionale. Si tratta però di due paesi che, all’opposto dell’Italia, hanno conservato buona parte della loro sovranità nazionale, che hanno una classe politica e amministrativa abbastanza efficiente e non solo ladra, che hanno una identità nazionale radicata nella popolazione, e che soprattutto non sono composti da aree con bisogni divergenti in fatto di politiche economiche, finanziarie e monetarie (mi riferisco al Settentrione e al Meridione). Quindi non è probabile che in Italia possa aversi qualcosa di simile. Anzi, l’Italia si trova nella condizione di protettorato in cui è proprio perché è nata come entità politica messa insieme artificialmente, per volontà straniera, mediante conquiste militari, accozzando sistemi-paese e mentalità troppo diversi tra loro, che non si sono mai amalgamati.

napolitano mancinoNapolitano, che rimprovera ai critici del disegno di legge finanziaria presentato da Letta di non tener conto dei vincoli internazionali cui l’Italia è sottoposta, sembra proprio alludere alla condizione di protettorato o di sovranità zero in cui l’Italia si ritrova, oggi molto più di prima che fosse unificata 150 anni fa, e con la quale è da immaturi e da irresponsabili non fare i conti. L’unica realistica alternativa è l’emigrazione, e Monti ha talvolta alluso a ciò.

In un paese ancora oggi inebriato da ideologismi, giustizialismi, moralismi e buonismi, Napolitano si conferma un realista e un saggio disincantato, uno che conosce gli ordinamenti sociali e internazionali per quello che sono, ossia strutture di rapporti di forza, in cui democrazia e legalità e pluralismo servono solo a produrre consenso al sistema. Poiché gli italiani sono in questa condizione, bisogna farli obbedire e agire anche contro il loro interesse, onde risparmiare loro un male peggiore.

E bisogna evitare di divulgare inutilmente alla gente una consapevolezza che la renderebbe solo più infelice, più inquieta e più esposta alle violenze repressive destinate a seguire eventuali velleitari e impotenti tentativi di resistenza popolare.

Il messaggio opportuno e rassicurante da divulgare agli italiani, lo ha dettato il fiduciario dei grandi banchieri USA e del Washington Consensus, Barack Obama, sorridendo compiaciuto a Letta in Tv: “Italy is going the right way”.

Marco Della Luna

Isole da comprare!

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di Rita Occidente Lupo

isoala di budelliMi ami? Regalami un’isola. Potrebbe essere questo il dono che un’innamorata
chiederebbe al suo moroso, come segno di autenticità sentimentale.Cannocchiale
puntato sul bel Paese, dove ultimamente pare che come nel Pacifico, le
lingue di terra marine, super contese all’asta. Ma non in saldo, malgrado la crisi
economica. All’arcipelago della Maddalena, l’isola di Budelli venduta per
2,94 milioni € all’ imprenditore neozelandese Michael Harte, magnate
ambientalista.

isola di santo stefanoIn vendita, per oltre 20 milioni€, l’Isola di Santo Stefano, una delle
pontine, a un miglio circa da Ventotene. La famosa isola di Skorpios, patrimonio
Onassis, rivenduta alla figlia 24enne di un magnate russo, Ekaterina
Rybolovleva
. Naturalmente, tali acquisti, non per tutte le tasche: divi ed
imprenditori, magnati e personaggi famosi, a caccia di un’isola da poter
aggiungere al proprio patrimonio immobiliare, da novelli Robinson anche
senza il Venerdì di turno

Rita Occidente Lupo

Nel Pdl nervi a fior di pelle

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Sull’orlo di una crisi di nervi, tra lo scontento per la manovra del governo Letta, troppo carica di incognite fiscali, e il pericolo ormai imminente di un voto rapido che sancisca la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Il Pdl è precipitato in uno psicodramma dopo che la corte di appello di Milano ha rideterminato in due anni il periodo di interdizione del Cavaliere dai pubblici uffici  e ieri la tensione è salita letteralmente alle stelle. Tanto che Daniela Santanchè ha accusato di tradimento non soltanto il Partito democratico, ma addirittura il presidente della repubblica Giorgio Napolitano. “Il primo traditore è  il Pd perché è venuto meno ai patti. Poi c’è il presidente della Repubblica, che sta facendo il suo secondo mandato perché lo ha proposto Silvio Berlusconi”, ha detto  a L’arena in onda su Rai 1. “Napolitano ha tradito,  l’ho votato ma oggi non lo voterei più perché la pacificazione promessa non c’è e ricordo che invece quando vuole il presidente della Repubblica le strade le sa trovare… Ora deve mantenere la parola data, deve essere arbitro della Costituzione e non un giocatore”. Parole durissime, che hanno indotto i  capigruppo del Pdl al senato e alla camera, Renato Schifani e Renato Brunetta, a prendere le distanze da Santanchè  con un comunicato che parla di “gravi affermazioni dell’onorevole Santanchè” e il ministro Maurizio Lupi a dichiararsi “molto dispiaciuto” per le parole della collega di partito.

Anche sulla questione fiscale, dopo che Santanchè  ha parlato di “rischio per il governo, perché Berlusconi non consentirà  che si aumentino le tasse, che l’Imu torni sottoforma di un’altra tassa e che non ci siano soldi per il taglio del cuneo fiscale”, sia Schifani, sia il presidente della commissione bilancio di palazzo Madama,  Antonio Azzollini, hanno tirato il freno a mano: “Sono certo che anche i ministri del Pdl faranno la loro parte e che il governo Letta saprà far suoi tutti i suggerimenti a parità di saldi”, ha detto il capogruppo del Pdl a palazzo Madama. Mentre Azzollini ha attaccato chi esprime “giudizi affrettati sulle tasse della nuova legge di Stabilità.

A completare l’immagine di un partito alle prese con una difficile fase di transizione, l’intervista di Fabio Fazio a Raffaele Fitto, ex governatore della Puglia  e tra i leader dei lealisti del Pdl: “Serve un dibattito all’interno del partito”, ha spiegato. “Non ho nulla contro il segretario Angelino Alfano, ma la mia è una posizione politica. Bisogna tornare a quanto detto dal nostro leader Berlusconi, che prende milioni di voti. Bisogna stabilire regole per l’immediato e per il futuro. Non penso a una fase postberlusconiana”.

La presentazione a Napoli del libro “Come risanare il debito pubblico senza chiedere un euro ai cittadini”

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di redazione

1378674_255814967900997_817890434_nVenerdì 18 ottobre u.s. presso la saletta del noto bar napoletano “la Caffeteria” di Piazza dei Martiri si è svolta la presentazione su Napoli del libro “Come risanare il debito pubblico senza chiedere un euro ai cittadini” edito da DREAMS ENTERTAINEMENT e redatto dal prof. Giuseppe Catapano e dall’avvocato Michele Imperio.

Numerose e estremamente qualificate le presenze al piccolo convegno. napoli come risanare 6 napoli comerisanare 5

Benchè per ora solo presente nelle librerie Ubis “Come risanare il debito pubblico senza chiedere un euro ai cittadini” è un libro che sicuramente farà parlare di sé perché esso è già approdato nelle Isituzioni ed è già stato conosciuto e apprezzato dai maggiori net-work nazionali dove ha già ricevuto eccellenti riscontri.

COVER 3DIl libro contine un lungo excursus sualla formazione storica della moneta e sulle sue evoluzioni e cerca di capire come sia stato possbile che certi stati di piccole dimensioni come Singapore Honk Kong la Svizzera il Lussemburgo il principato di Monaco la Norvegia siano riusciti a costituire un notevole benessere inattaccabile da qualsiasi globalizzazione sopratutto valorizzando i settori economici del bancario del portuale, del turismo e la Svizzera anche dell’agricoltura. Dopo di che gli autori si sono chiesti se non sia possibile anche in Italia perimetrare alcuni territori e renderli indipendenti per un periodo limitato di tempo (come fu per il caso di Honk Kong quando in Cina andò al potere il partito comunista) onde assimilalrli a questi stati prodigio e far finalmente ripertire il pil, contenendo e poi abbttande il debito pubblico.

napoli come risanare 2 bisDivenenedo temporaneamente indipendeti come Honk Konk alcune regioni partirebero da debito zero e quindi potrebero accolarsi il rinnovodel deibot pubblico con interessi più vantaggiosi e quindi emetere dei regional bond garantiti da esse regioni più ricche, operanti in condizioni di autonomia.

Una tesi molto originale, ma interessante che porterà gli autori Catapano e Imperio, su solecitazione di alcuni parlamentari del P.D. e del P.D.L. a tenere a novembre un intervento dinanzi la commissione Parlamentare per le Riforme, e che li ha portati a esseree attenzionati anche da alcune note trasmissioni televisiva alivello nazionale, una delle quali si appresta a dedicare al libro un’intera trasmisione.

Sono intervenuti i due coautori del libro il prof. Giuseppe Catapano Rettore onorario dell’Università degli Studi di Milano, Presidente dell’Osservatorio Parlamentare Europeo e giornalista free-lance napoli come risanare 13 e l’avv. Michele Imperio, avvocato cassazionista del foro di Taranto e direttore del quotidiano on-line “La Notte” napoli come risanare 10e poi a seguire l’autore della prrefazione avv. Sergio Sbarra, avvocato del foro di Napoli sergio sbarra 1e della prefazione prof. Luca Filipponi, presidente dello Spoleto Festval Art napoli come risanare filipponi 5

Il libro ha già ottenuto un premio all’ultimo Festival-art di Spoleto per la letteratura come uno dei migliori saggi dell’ano corrente 2013.

redazione

Studi professionali digitalizzati

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Carta addio, benvenute conservazione sostitutiva dei documenti, gestione elettronica documentale e attivazione di portali ed extranet negli studi professionali. In base a un’indagine del Politecnico di Milano – School of Management, Osservatorio Ict & Professionisti, circa un terzo dei commercialisti si è dichiarata intenzionata ad adottare, nei prossimi 2-3 anni, una «soluzione di dematerializzazione» dei documenti (si tratterebbe di circa 38 mila su una community di 115 mila), con effetti per quasi un milione di imprese. Si tratta di una partita tutta da giocare, visto che, secondo il Politecnico, ci sono ancora 45 miliardi di documenti «business», ovvero 600 miliardi di fogli, che possono essere trasferiti in digitale, con possibili risparmi per 12 mld di euro l’anno (in costi di cancelleria), 10 miliardi di ore di lavoro in meno, riducendo le emissioni di Co2 di circa 4 milioni di tonnellate.

Immobili pubblici, megafondo da 6 miliardi

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Sei miliardi dalle vendita di immobili. O meglio, attraverso un piano che prevede la nascita di un megafondo al quale saranno conferiti  carceri, caserme, ospedali e altri beni immobili dello stato. Con l’apertura ai privati, perché nel fondo potranno fare l’ingresso capitali non pubblici, e la partecipazione dell’Inps, che getterà sul piatto una parte del suo patrimonio immobiliare e sarà soggetto importante nella costituzione del fondo. Che c’è già, è la Sgr Invimit (affidata dal Tesoro alla già direttrice dell’agenzia del Demanio Elisabetta Spitz, amministratore delegato, mentre Vincenzo Fortunato è il presidente),  ha avuto una decina di giorni fa il benestare della Banca d’Italia, come scrive il Corriere della Sera,  e si prepara a fare risparmiare soldi allo stato, alle regioni e agli enti locali con un meccanismo sulla carta molto semplice. Qualisiasi soggetto pubblico proprietario di immobili può costituire un  proprio fondo al quale conferirli, e poi affidarne la gestione e la valorizzazione a Invimit. Che avrà il compito, inoltre, di trovare soggetti privati disposti a investirvi.

Monti: Letta fa quello che dice Berlusconi

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Dopo il pranzo tra il Cavaliere e il ministro della Difesa, Mario Mauro, che ha determinato la spaccatura di Scelta civica e procurato, si dice,  undici voti dei senatori di Sc contro l’ipotesi di decadenza del  presidente del Pdl, l’ex premier e rettore della Bocconi ha scatenato la controffensiva. Intervistato la Lucia Annunziata in Mezz’ora, il senatore a vita ha attaccato il governo guidato da Enrico Letta, “condizionato da Berlusconi” al punto che “spesso le misure si scrivono Letta , ma si leggono Brunetta”. Poi ha sistemato Mauro, passato dal Pdl a Scelta civica e ora pronto al grande ritorno: “Mauro venne da me in ginocchio pregandomi di prenderlo (nel partito, ndr)”, ha detto ad Annunziata. Infine, ha sminuito il tentativo per così dire di tradimento di Mauro e altri, perché, ha spiegato, “alcuni di quegli undici senatori che hanno messo la firma su quella dichiarazione a favore dell’ingresso nel Ppe, mi hanno detto di loro iniziativa che non intendono assolutamente seguire gli altri su due cose: voteranno per la decadenza di Berlusconi e non vogliono un gruppo con l’Udc”.

 

Industria, ad agosto crescono ordini e fatturato

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Ad agosto aumentano sia il fatturato sia gli ordinativi dell’industria, anche se il dato tendenziale risulta ancora negativo. Secondo l’Istat, il fatturato dell’industria, al netto della stagionalità, registra un aumento dell’1% rispetto a luglio, con stazionarietà sul mercato interno e un incremento del 3,1% su quello estero. Nella media degli ultimi tre mesi, l’indice complessivo registra un aumento dello 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti (+1% per il fatturato interno e +0,7% per quello estero). Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 22 di agosto 2012), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 4,8%, con un calo del 7,4% sul mercato interno e un incremento dell’1% su quello estero. Quanto agli ordinativi totali dell’industria, essi registrano un incremento congiunturale del 2%, sintesi di un aumento del 3,9% degli ordinativi interni e una flessione dello 0,5% di quelli esteri.

Pd-Pdl aspettano al varco la manovra

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E anche la legge di stabilità 2014-2016 non fa eccezione, se è vero che i partiti che fanno parte della maggioranza, Pd, Pdl e anche Scelta civica, sono pronti a presentare una vagonata di emendamenti che potrebbero fare lievitare il conto di circa 10 miliardi. Mentre i sindacati, Cgil, Cisl e Uil in testa, oggi potrebbero raggiungere l’intesa sullo sciopero generale già minacciato contro la manovra e anche Confindustria non nasconde la propria delusione. Certo è che da domani in parlamento, nelle aule delle commissioni, comincerà per il premier Enrico Letta una battaglia di posizione difficilissima e dall’esito per nulla scontato. Già, perché la manovra si scontra con la volontà di cambiamento manifestata da Pd e Pdl. Il partito guidato da Guglielmo Epifani ha già chiesto modifiche per la riduzione del cuneo fiscale sul costo del lavoro, per fare in modo che i circa 14 euro in più al mese che i lavoratori dipendenti si troverebbero in tasca con le misure appena varate diventino una cifra più consistente.

Epifani stesso ha chiesto modifiche importanti alla parte della manovra che riguarda lo stato sociale, con più risorse e una maggiore attenzione alle categorie più deboli. Ma dall’altra parte delle Larghe intese il Pdl paventa il rischio che la sostituzione dell’Imu con Trise, Tasi e Tari comporti un aumento delle tasse invece che l’atteso e promesso calo dell’imposizione sugli immobili. Al  punto che il ministero dell’Economia guidato da Fabrizio Saccomanni è stato costretto a negare con un comunicato che le nuove imposte siano più pesanti dell’Imu cancellata.

Altro capitolo, il taglio lineare delle agevolazioni (le cosiddette  tax expenditures) che il Pd vorrebbe evitare.  Il governo ha previsto nelle legge di stabilità, a partire però dal 2015 se non si troveranno le necessarie coperture, la riduzione al 18% con effetto retroattivo già sul 2013 delle detrazioni al 19%, come quelle sulle spese sanitarie o per interessi sui mutui.   Dal 2014 in poi queste detrazioni sarebbero ulteriormente ridotte al 17%.