Lavazza stanzia 160 mln di euro di investimenti in Italia per accelerare la crescita all’estero, soprattutto nel segmento delle capsule, oggi al 3% del mercato ma destinate ad arrivare in breve al 20%. «Il nostro obiettivo», ha spiegato Antonio Baravalle, a.d. di Lavazza, «è creare stabilimenti in grado di realizzare sia le capsule sia il caffè in polvere. Solo in questo modo riusciremo a rispondere in fretta ai picchi di mercato dividendo il rischio su più fabbriche», ha aggiunto il top manager. «Un modello quindi di stabilimento produttivo polifunzionale, per realizzare il quale l’azienda ha previsto un investimento di 60 milioni di euro. A questi si aggiungono altri 100 milioni, già annunciati da Lavazza qualche tempo fa, per la realizzazione della nuova sede dell’azienda a Torino».
Comuni, manovra a saldo zero
La riforma della fiscalità locale parte a saldo zero per i comuni. Ma se i sindaci decideranno di spingere sulla leva fiscale, il conto positivo per i municipi sarà destinato a crescere. Le tabelle contenute nella relazione tecnica della legge di stabilità alzano il velo sulla sostenibilità finanziaria della mini-rivoluzione fiscale che in un colpo solo ha abolito definitivamente l’Imu sulla prima casa, pensionato la Tares e istituito la service tax (Trise) nella duplice veste di Tasi (servizi) e Tari (rifiuti). La cancellazione dell’Imu prima casa (escluse le abitazioni di lusso) vale 3,3 miliardi se calcolata sulle aliquote 2012. A questa cifra, poi, bisogna aggiungere il tesoretto derivante dall’abolizione delle detrazioni per i figli a carico (che con l’Imu prima casa ancora in vigore avrebbero generato un extra gettito di 400 milioni) più una serie di ulteriori perdite di gettito conseguenti all’esenzione Imu degli immobili delle cooperative a proprietà indivisa (4 milioni), degli alloggi sociali (10 milioni), delle abitazioni di dipendenti del comparto sicurezza (5 milioni) e dell’abitazione assegnata al coniuge in caso di divorzio (14 milioni). Totale: 3,764 miliardi di gettito mancante, esattamente quanto i comuni incamererebbero dalla nuova Tasi applicando l’aliquota base dell’1 per mille. I calcoli della Ragioneria dello stato non prendono però in considerazione due variabili in grado di influire pesantemente sui saldi finali.
Microcredito avanti tutta
Oltre 63 milioni di euro. A tanto ammonta la cifra complessiva, erogata lo scorso anno, in Italia, per 106 iniziative di microcredito, per un totale di 7.167 microprestiti che hanno soddisfatto meno della metà (45,9%) della domanda esplicita, vale a dire delle richieste sottoposte a valutazione. Per numero, quasi i 3/4 dei microcrediti sono stati concessi con finalità socio-assistenziali, per ammontare erogato, invece, prevale il valore dei microcrediti concessi con finalità di auto impiego (quasi il 60% delle risorse, ossia oltre 37 milioni di euro, circa 11 milioni in più dei 26 milioni destinati al microcredito sociale). Sono questi due degli elementi che compongono la prima fotografia del settore, scattata dall’Ente nazionale per il microcredito (Enm), organismo riconosciuto ente pubblico, che assiste le politiche di microfinanziamenti, nell’ambito del progetto «Monitoraggio dell’integrazione delle politiche del lavoro con le politiche di sviluppo locale dei sistemi produttivi relativamente al Microcredito e alla Microfinanza», realizzato in collaborazione con il ministero del lavoro.
Appalti, serve la moralità
Negli appalti pubblici sono necessari i controlli sulla moralità professionale anche per i procuratori e non soltanto per il direttore tecnico e gli amministratori con poteri di rappresentanza. È possibile l’esclusione dalla gara solo quando si dimostri che manca in concreto il requisito morale o professionale. E’ illegittimo, se non è previsto nel bando di gara, escludere per la mera assenza della dichiarazione di insussistenza della causa di esclusione (auto certificazione) da parte del procuratore. È quanto afferma il Consiglio di stato con la pronuncia dell’Adunanza plenaria del 16 ottobre 2013 n. 23 rispetto ad una controversia relativa alla fase di verifica dei requisiti che i partecipanti alle gare di appalto pubblico sono tenuti ad auto dichiarare ai fini della partecipazione. Nel caso specifico era stata esclusa una impresa di costruzioni che non aveva prodotto la dichiarazione del procuratore, nonostante negli atti di gara non fosse stato richiesto anche al procuratore la dichiarazione sui requisiti morali e professionali di norma prodotta dal direttore tecnico e dagli amministratori. Il tema delle dichiarazioni da rendere in sede di gara e, in particolare, dei requisiti morali e professionali è disciplinato dall’art. 38, lettere b) e c) del dlgs 163/2006 (Codice dei contratti pubblici). La norma prevede l’obbligo dichiarativo per gli «amministratori muniti del potere di rappresentanza» o per i direttori tecnici, se si tratta di società o di consorzi organizzati nelle forme diverse dall’impresa individuale, in accomandita, o in nome collettivo (o del socio unico persona fisica, o del socio di maggioranza per le società con meno di quattro soci).
I sindacati a Letta: non siamo stati precipitosi
Il presidente del Consiglio, Enrico Letta ritiene lo sciopero nazionale indetto dai sindacati contro la legge di stabilità “una risposta precipitosa”. Immediata la replica. “I sindacati non sono stati precipitosi”, affermao il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, intervenendo ad Agoràsu Rai3. Ricordando che “le mobilitazioni sono state fatte anche nel passato”, Bonanni sottolinea che questa volta era “nella coscienza di tutti che bisognava fare qualcosa di più”. Dice. “Avevamo chiesto al presidente del Consiglio di fare un vero e proprio patto, perché ci vuole trasparenza rispetto al Paese e perché il governo era nato senza una base programmatica. Ma abbiamo discusso alla spicciolata e non si è arrivato a nulla”. Per Bonanni “ha vinto il partito della spesa pubblica”, trasversale alle forze politiche: “Anche con Monti successe la stessa cosa. Feudatari e oligarchi di partito, per le pressioni di vassalli e valvassini, non hanno modificato nulla. Si continua a non tagliare la spesa pubblica”. Sulla tenuta del governo il leader della Cisl avverte: “E’ l’ultima spiaggia, il sindacato non voleva una crisi di governo ma vuole che il governo governi, faccia delle cose”.
Dello stesso avviso la Cgil. “La scelta di fare quattro ore di sciopero contro la legge di Stabilità non è stata precipitosa”, risponde il segretario generale Susanna Camusso. “Mi risulta che la legge di stabilità sia stata presentata in Senato e inizia il suo iter. Non capisco dove sia la precipitazione, di cui parla il premier”.
Nokia lancia il suo primo tablet
Nokia fa il suo ingresso, con grande ritardo rispetto alla concorrenza, nel mondo dei tablet lanciando la sua prima tavoletta, il Lumia 2520. La multinazionale finlandese, in attesa di perfezionare la cessione del business dei cellulari a Microsoft, ha lanciato il nuovo tablet nel corso del Nokia World organizzato ad Abu Dhabi insieme ad altri cinque dispositivi, due smartphone, i Lumia 1520 e 1320, e tre cellulari della famiglia Asha. La principale novità è ovviamente rappresentata dal tablet, oggetto al centro di numerose indiscrezioni negli ultimi mesi visto che da tempo Nokia subiva critiche, non solo per le fallimentari strategie nel comparto degli smartphone, ma anche per la mancanza di intraprendenza in un segmento come quello dei tablet diventato sempre più importante al punto da determinare una forte flessione del mercato dei personal computer. Il Lumia 2520 è dotato del sistema operativo 8.1 RT, di uno schermo touchscreen ad alta definizione da 10,1 pollici e di una fotocamera a due megapixel frontale per le videochiamate. Il tutto è piuttosto in linea con gli standard del mercato, ma Nokia ha voluto sottolineare una caratteristica rispetto ai dispositivi disponibili sul mercato, la connettività. Il Lumia 2520 è stato dotato non solo di connessione wi-fi ma anche di connettività 4G Lte per tutte le tipologie di modelli. La durata della batteria è pari a otto ore grazie, in parte, al processore quad-core Qualcomm Snapdragon 800.
Pd, Renzi punta sul maggioritario
Il Pd, in piena campagna congressuale, canta a più voci. Ieri hanno “cantato” in due. Gugliemo Epifani e Matteo renzi. Segretario traghettatore uno, aspirante segretario in pianta stabile l’altro. “Sono per l’alternanza di governo, ma qualche volta le larghe intese, come è accaduto anche in Germania, vanno fatte”, dice Epifani nel corso di Uno Mattina su Rai Uno. Una risposta a Renzi secondo il quale le larghe intese non devono essere mai più fatte. Il segretario si rivolge poi a Walter Veltroni, secondo il quale non è scontata la vittoria del centrosinistra alle prossime elezioni: “Le partite si vincono solo quando si vedono i risultati. I sondaggi per noi democratici sono in risalita, il Pd ha vinto le amministrative ed ha evitato la crisi di governo”.
La scena poi è tutta per Matteo Renzi che, parlando al video forum di Repubblica.it, dice di tutto e di più. A una domanda su un possibile ticket con l’altro sfidante alla segreteria, Gianni Cuperlo, risponde. “Siamo già ai ticket…, parliamo dei congressi”. E perché no, anche di riforma elettorale. “Se vinceremo le primarie la legge elettorale di impianto maggioritario la faremo, la imporremo e cominceremo dalla Camera, dove abbiamo la maggioranza assoluta e abbiamo una relazione molto forte con una parte di Scelta civica e con Sel per una legge di impianto bipolarista. I numeri per approvare una legge elettorale alla Camera ci sono”. Almeno su questo è d’accordo anche Epifani: “Il maggioritario a doppio turno è storicamente l’idea del Pd”, commenta in Transatlantico le parole di Renzi, “poi si tratterà di vedere come impostare una nuova legge.
Inevitabile una commento alla legge di stabilità che ha generato malumori anche nel Pd. “ L’idea è buona e le cifre sono basse”, dice. E’ l’occasione per ribadire che “non possiamo immaginare di fare il controcanto al governo Letta. C’è il governo Letta e governa Letta”.
Sforbiciata ai crediti d’imposta
Riduzione in vista per 18 crediti d’imposta. Ma viene meno lo spettro del taglio lineare al 75% in caso di inerzia dell’esecutivo (si veda ItaliaOggi del 17 ottobre scorso). Dal bonus fiscale per il gasolio degli autotrasportatori a quello destinato alle imprese che finanziano progetti di ricerca universitaria, passando per gli investimenti in agricoltura e l’acquisto di beni strumentali nelle aree svantaggiate. Non sfugge alla sforbiciata nemmeno lo sgravio volto a favorire la musica italiana, introdotto appena due mesi fa dal dl n. 91/2013. È quanto prevede la legge di stabilità 2014 che sarà presentata oggi dal governo in senato. Entro fine gennaio palazzo Chigi dovrà rideterminare le percentuali di fruizione dei crediti d’imposta indicati nella tabella in pagina, in misura comunque non inferiore all’85% di quanto spettante sulla base della normativa vigente.
Australia, lotta contro il tempo per spegnere le fiamme
Lotta contro il tempo di 1.500 vigili del fuoco e volontari australiani, per contenere l’ondata di incendi che infuria da quasi una settimana nelle zone boscose che circondano Sydney.
Oggi le squadre impegnate nei maggiori fronti di fuoco hanno approfittato di una giornata più favorevole, meno ventosa e con leggera pioggia, per condurre operazioni di bruciatura preventiva, in vista delle condizioni estreme attese per domani, con il ritorno di temperature sopra i 30 gradi, bassa umidità e venti fino a 100 km l’ora.
Il Nuovo Galles del sud (di cui Sydney è capitale), è ancora devastato da 62 grandi incendi, di cui 14 fuori controllo. Oltre 200 case sono state distrutte e una persona è morta di infarto mentre cercava di difendere la propria casa dalle fiamme.
Stamattina i vigili del fuoco hanno deliberatamente collegato due dei tre grandi incendi che divampano nella regione della Montagne Blu, per meglio gestire la situazione ed evitare che si congiungano con un terzo grande rogo formando un ‘mega-incendio’ con un fronte di centinaia di chilometri, che metterebbe in pericolo l’intera regione, compresa un’area di oltre un milione di ettari inclusa nel patrimonio mondiale Unesco per i suoi valori geografici, botanici, e di cultura tradizionale aborigena. Il più esteso dei tre incendi è quello attorno alla cittadina di Lithgow, che si ritiene causato mercoledì scorso da esercitazioni con esplosivi in una base militare e ha già incenerito oltre 40 mila ettari.
Intanto è caccia ai baby piromani. Ieri sono stati arrestati tre ragazzini fra 11 e 15 anni e domenica due ragazze di 12 e 13 anni con l’accusa di aver appiccato incendi, il primo dei quali ha distrutto capannoni e oltre 5000 ettari di bosco.


