28 Ottobre 2026, mercoledì
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Il direttore dei lavori e la verifica della disponibilità delle aree

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Nel processo di realizzazione dell’opera pubblica, la verifica della permanenza delle condizioni di avvio e, conseguentemente, della disponibilità delle aree, costituisce una fondamentale attività propedeutica prevista dalla legge ed attribuita essenzialmente al direttore dei lavori.
Sul punto, già la previsione, oggi in vigore, dell’art. 106 del DPR 207/2010 anticipa una prima e fondamentale valutazione del direttore dei lavori sulla disponibilità delle aree all’avvio della procedura di affidamento, volendo escludere impedimenti o circostanze che potrebbero compromettere la regolare esecuzione delle opere.
Sulla base di tali indicazioni di massima, la sezione giurisdizionale per il Lazio della Corte dei Conti, con sentenza del 25 settembre 2013, n. 644, ha ripercorso le condizioni per la sussistenza della responsabilità del direttore dei lavori nel caso in cui la realizzazione dell’opera sia stata da subito ostacolata dall’indisponibilità di alcune aree private a causa della mancata conclusione delle procedure di occupazione e della tardiva richiesta di bonifica da ordigni bellici presenti nelle zone da espropriare.
Seguendo il ragionamento dei giudici, la responsabilità amministrativa ed erariale si configura non nella ipotesi di semplice negligenza, trascuratezza ed imperizia, ma solo nel caso di una avventatezza ed irrazionalità tali da poter qualificare come “grave” il livello della violazione dei parametri della diligenza richiesti dal rapporto di impiego o di servizio, in relazione al quale i punti di riferimento sono più propriamente le regole della corretta amministrazione ed, in particolare, i principi di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa.
Nel caso esaminato, gli esiti delle verifiche istruttorie hanno individuato elementi di criticità nella realizzazione dell’opera principalmente per effetto dell’indisponibilità di alcune aree interessate dalla realizzazione dell’opera e della necessità della redazione di una variante in corso d’opera che ha implicato modifiche dimensionali e tipologiche rilevanti.
Di tali circostanze non può che ritenersi responsabile l’ufficio della direzione dei lavori perché colposamente ha disatteso la normativa di riferimento compiendo gravi inadempienze ed irregolarità in relazione alla consegna dei lavori appaltati, che sono stati realizzati con significativo ritardo e con aggravio di oneri finanziari.
Infatti lo stesso, tra l’altro, non ha adeguatamente rilevato nel verbale di consegna parziale gli impedimenti alla realizzazione dell’opera e non ha specificato l’assenza di autorizzazioni alla bonifica da ordigni bellici, né al permanere di tali impedimenti ordinato la sospensione lavori. Emerge pertanto la gravità del suo comportamento, in quanto la normativa era chiaramente definita e quindi il parametro legale cui improntare l’azione amministrativa era sufficientemente delineato
Ovviamente a tale responsabilità può aggiungersi in concorso anche quella del responsabile del procedimento se risulta pienamente consapevole, sin dal momento della consegna lavori, delle difficoltà di sgombero dei beni espropriati

Cassa integrazione truffa: una su quattro è fasulla

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Mancano i soldi. Il governo, gira che ti rigira, ha deciso di sfilarli dalle solite tasche dei soliti italiani che pagano già tutto e più di tutto. Però. Però c’è una bugia, grande come il Parlamento, che merita di venir denunciata.

Una bugia che si chiama cassa integrazione. L’hanno smascherata con una sapida inchiesta i colleghi del quotidiano Il Mattino di Napoli. E che cosa hanno scoperto? Hanno scoperto, una volta di più che i soldi pubblici (già, quelli che mancano o mancherebbero secondo le acute analisi dei politici) in realtà per la cassa integrazione ci sono. E vengono puntualmente sprecati. A conti fatti, a conclusione del 2013, questo strumento, istituito per tamponare un’emergenza temporanea di aziende in crisi e dei lavoratori senza stipendio, sarà costato oltre 5,3 miliardi di euro. E, per arrivare a fine anno, continuando a dispensare elargizioni, piangono le Regioni, servirebbero almeno 800 milioni di euro. Una progressione incontrollata, se si considera che, soltanto cinque anni fa, nel 2008, non si era andati al di sopra del miliardo. Una cifra ancora più significativa se raffrontata all’abolizione dell’Imu che da sola vale 3,8 miliardi.

Detto questo arriviamo al pubblico sbugiardamento. Non è che non ci sono i soldi e che la crisi divora il divorabile, la verità vera è ben diversa: la verità vera è che un cassintegrato su quattro è falso. E questa vera verità l’ha detta, tra le virgolette di una dichiarazione ufficiale, Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, deputato piddino e molto vicino, peraltro, al presidente del Consiglio, Enrico Letta. Peccato che in Parlamento nessuno abbia dato credito e peso alle parole di Boccia, che sembrerebbero avere più di un fondamento, perché almeno il cinquanta per cento della cassa integrazione è ottenuto, oggi come oggi in Italia, in assenza dei requisiti di legge, quindi è un colossale falso, che puzza di truffa. E risponde ad una mera logica di assistenzialismo, in omaggio e in ossequio, allo strapotere del sindacato. Un esempio sufficientemente eloquente? Un caso che, proprio in Campania, brilla su tutti, quello degli ex Ixfin (ex Olivetti, ex Texas) che da sette anni ricevono i sussidi erogati dalla cassa integrazione senza che sia stato fatto anche un solo, timido tentativo, in tutto questo tempo, di trovare una reale ricollocazione di parte o di tutti i dipendenti.

Comodo quindi, troppo comodo, lasciare le cose come stanno e lasciare che il denaro pubblico della cassa integrazione venga sprecato. Sarebbe per un politico, che con la politica ci campa, una manovra impopolare muoversi, per una volta, controcorrente e chiedere conto di questa montagna di soldi pubblici sprecati solo per tenere a galla situazioni e fabbriche che hanno perso da tempo capacità concorrenziale e produttiva. E dunque? Dunque meglio lasciare che parlino certi numeri. In Calabria, per esempio, la spesa per la cassa integrazione tocca la ragguardevole quota di 440 milioni di euro e supera largamente quella della Lombardia, dove qualche aziendina in più c’è, che si ferma a 372 milioni di euro. I conti non tornano anche se ci si sposta da Est ad Ovest. In Veneto la spesa per la cassa integrazione è davvero un dato più che interessante: 561 milioni di euro. Una cifra pari a più del doppio di quella del Piemonte che presenta un conto di 212 milioni di euro. C’è il sospetto quindi, soltanto prendendo in considerazione questi pochi casi, che da un lato ci si trovi davanti a situazioni di reale emergenza, e, dall’altro, a concessioni di privilegi per conquistare consenso e foraggiare clientele varie.

Il prete-dipendente è pedofilo? L’azienda Chiesa paga i danni

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Il prete è pedofilo? Paga la Diocesi. Perché un vescovo è come un normale datore di lavoro: risponde dei suoi dipendenti. Anche quando indossano una tonaca.
È questa la tesi che in Slovenia ha portato il Tribunale Superiore di Maribor a condannare la locale Arcidiocesi al pagamento di 80.000 euro in favore di una ragazza – oggi trentenne – ripetutamente violentata dal proprio parroco quando di anni ne aveva 7 ed in canonica andava per seguire le lezioni di catechismo.

La vicenda era cominciata nel 1990: don Karl Jost, all’epoca titolare della parrocchia di Artie, attira la bambina nel suo ufficio con la scusa dei dolcetti. Chiuse le porte, ne abusa sessualmente. E per un lustro la storia si ripete, fino a quando la fanciulla non trova il coraggio di denunciare. Come lei, si scoprirà successivamente, in quei cinque anni altre 15 adolescenti sono costrette con la forza a soddisfare le voglie del prete. Ne nasce un processo che non approda a nulla, perché l’imputato muore prima del verdetto.
È il 2007: per molte famiglie la morte dell’uomo che aveva rubato l’infanzia alle figlie salda il conto. Ma per una di esse non basta. Si va avanti, in sede civile, reclamando giustizia per la depressione e la bulimia patite dalla ragazza a causa delle violenze subite. Dopo sei anni, arrivano infine la sentenza ora definitiva e la condanna a 80.000 euro di risarcimento.
Una mazzata, per l’Arcidiocesi del capoluogo stiriano, peraltro già segnata dal crack milionario seguito al fallimento delle sue finanziarie «Zvon 1» e «Zvon 2» a seguito di investimenti folli sul mercato immobiliare e nelle fibre ottiche. Ma a far notizia è il principio posto a base della decisione: la Chiesa, paragonata ad una normale azienda, dovrà pagare perchè ritenuta giuridicamente responsabile dell’operato dei suoi sacerdoti, nella visione del Tribunale sloveno proiezione di dipendenti legati all’istituzione ecclesiale non solo dalla fede ma anche da relazioni lavorative.
Insomma, il riconoscimento di una responsabilità oggettiva che qualora dovesse diventare criterio diffuso scatenerebbe pure nel Vecchio ed un tempo cattolicissimo Continente la corsa al risarcimento, sulla scia di quanto avvenuto in America.
In realtà, e per questo negli uffici vaticani è suonato l’allarme attorno ai sacri forzieri, il pronunciamento della Corte slovena pare essere già la cristallizzazione, con forza di giudicato, di un orientamento tutt’altro che marginale. In Italia, a fine agosto, il Tribunale di Bolzano ha condannato la diocesi bolzanina e la parrocchia «San Pio X» a rifondere con 700.000 euro la vittima di abusi di pedofilia consumati da un loro sacerdote, don Giorgio Carli, per il quale la Cassazione aveva dichiarato la prescrizione dei reati riconoscendo però alle parti lese il diritto al risarcimento. E quando la palla è passata alla Sezione Civile del Tribunale, i giudici hanno tirato in ballo l’articolo 2049 del codice civile, quello che disciplina la responsabilità dei padroni e dei committenti: «I sacerdoti – si legge nella sentenza – agiscono in esecuzione del mandato canonico loro affidato».
E poichè il parroco aveva affidato a don Carli il catechismo dei ragazzini, «in capo a diocesi e parrocchia sorge una responsabilità di tipo oggettivo: alla guida degli enti ecclesiastici vi sono il parroco e il vescovo, ai quali il diritto canonico attribuisce determinati poteri-doveri di direzione, vigilanza e controllo».

Magie dell’India : Shop Magie dell’India a Treviso“

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La Mostra

Dopo le quattro grandi mostre dedicate alla Cina e lo straordinario successo dell’esposizione dedicata al Tibet fa da cornice ai  capolavori d’arte provenienti dalla millenaria civitlà indiana. La Mostra  “Magie dell’India. Dal Tempio alla Corte, Capolavori d’Arte Indiana”, attraverso elementi architettonici, miniature, fotografie d’epoca, oggetti di uso rituale e quotidiano, costumi, tessuti, gioielli, accanto a statue e bassorilievi provenienti da importanti collezioni museali e private italiane, si pone l’obiettivo di  ricostruire le tappe salienti della civiltà indiana attraverso l’esposizione di opere dell’arte antica e moderna, dal II millennio a.C. all’epoca dei Maharaja, collocate in un adeguato contesto scenografico che ne ricrei gli ambienti originari.

Il comitato scientifico – coordinato da  Adriano Màdaro, già ideatore e curatore delle precedenti mostre sull’Oriente  – composto da  Marilia Albanese, indologa d’ampia formazione e l’esperto d’arte indiana Renzo Freschi, ha studiato un particolare percorso espositivo articolato in due parti: “L’arte nell’India Classica” e  “L’india dei Maharaja”. Due poli, quello del Tempio e quello della Corte, che sfuggono al dualismo tipicamente occidentale tra sacro e profano.

La prima parte della mostra illustra alcuni temi fondamentali della cultura indiana e include  sculture e altorilievi in pietra, immagini in bronzo e oggetti rituali provenienti dall’ambito religioso, corredati da miniature di soggetto affine, coprendo un arco di tempo che va dal II millennio a.C fino al XVII sec.

La prima sala è dedicata alle religioni dell’India: Hinduismo, Buddhismo, Jainismo e Sikhismo, le quattro autoctone, e la religione dei Parsi, il Cristianesimo e l’Islam, le tre importate; seguono due sale sui miti e le grandi epopee, che raccontano le storie divine e in modo particolare il “Ramayana” e il “Mahabharata”;  si continua con la sala dedicata ai rapporti tra India e Grecia, che hanno prodotto la singolare arte del Gandhara; la straordinaria ricchezza del pantheon hindu si dipana nelle  cinque sale in onore degli dei dell’India: la Dea, Shiva, Vishnu e le sue incarnazioni provvidenziali sulla terra, Krishna. Le ultime tre sale del percorso si soffermano sulla rappresentazione del corpo umano, maschile e femminile, e sull’arte erotica.

Il mondo delle corti opulente e dei maharaja, sovrani ricchissimi ed eccentrici, che tanto hanno colpito l’immaginario europeo  è ricostruito, nella seconda parte della mostra, attraverso i colori brillanti dei dipinti e delle  miniature d’epoca e reso tangibile dai  sontuosi costumi, dagli  splendidi gioielli, dalle  armi raffinate e dagli oggetti preziosi, con un’ampia sezione che offre una serie di fotografie di fine Ottocento/inizi Novecento, suggestive testimonianze di un tempo che fu. L’ultima tappa è dedicata ai rapporti fra Italia e India, le cui origini risalgono addirittura all’epoca romana.

Molti furono, infatti,  viaggiatori, avventurieri e ricercatori del sacro presero la  “via delle Indie”: l’apostolo Tommaso, il grande Marco Polo, Niccolò Manucci, che fece fortuna come medico alla corte dei Moghul, e tanti altri passati alla storia.  Tutti cercavano un’India immaginata, di volta in volta terra di favolose ricchezze e di avventure mirabolanti, fonte di saggezza e di spiritualità, luogo di vita ascetica e di raffinato erotismo. Ci fu anche chi in India non andò mai, come il veneto Emilio Salgàri, che tuttavia seppe con le pagine dei suoi romanzi affascinare intere generazioni di lettori.

Ed è proprio un viaggio entusiasmante quello che la mostra si propone di offrire ai visitatori: La leggenda  di Sandokan e l’epoca favolosa dei Maharaja; il fruscio delle sete dai mille colori cangianti e lo scintillio dei gioielli; le statue delle divinità più sinuose e gli arazzi più pregiati. Presentando gli  aspetti salienti e affascinanti di un Paese dalla cultura plurimillenaria, oggi alla ribalta del mondo.
CASA DEI CARRARESI
Via Palestro, 33 – Treviso
Orario
dal Lunedì al Venerdì 9.00-19.00- Sabato e Domenica 9.00-20.00
Chiusure
25 e 31 Dicembre – Apertura straordinaria: 1 gennaio 2014 14.00-20.00

Camera di Commercio Avellino, contributi alle PMI per abbattere gli interessi sui finanziamenti bancari

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La Camera di Commercio di Avellino concede contributi alle PMI della Provincia di Avellino per l’abbattimento del tasso d’interesse sui finanziamenti bancari diretti alle operazioni d’investimento in crescita, rafforzamento aziendale e acquisizione di liquidità. La misura è dotata di risorse per € 1.000.000.

Sono ammesse ai benefici le piccole e medie imprese (PMI) abbiano sede legale ed operativa in provincia di Avellino, iscritte nel Registro delle imprese ed attive al momento della presentazione della richiesta di contributo ed al momento della relativa erogazione.

Il contributo erogabile viene impiegato per l’abbattimento del tasso d’interesse sui finanziamenti erogati da banche a partire dalla data di pubblicazione del bando, ovvero dal 30 aprile 2013.
L’entità dell’abbattimento del costo di ciascun finanziamento viene determinato nella misura di
3 punti percentuali del tasso di interesse effettivo corrisposto da piccole e medie imprese su finanziamenti, fino ad un massimo di € 6.000.
La durata dell’agevolazione non potrà essere superiore a 3 anni qualunque sia la durata del finanziamento.

Sono ritenute ammissibili le spese (al netto di IVA e di altre imposte e tasse) sostenute successivamente alla data di erogazione del finanziamento bancario riguardanti:

Investimenti fissi: immobili, impianti, attrezzature, ristrutturazioni;
Investimenti immateriali: marchi, brevetti, ricerca, pubblicità, ecc.;
Incremento stabile del capitale circolante (scorte) conseguente al programma di investimenti;
Investimenti in progetti di ricerca & sviluppo per la realizzazione di nuovi prodotti e servizi o per il rinnovo dei processi produttivi;
Investimenti rivolti all’innovazione tecnologica, alla tutela ambientale e alla sicurezza sugli ambienti di lavoro: macchinari, attrezzature, impianti, progettazioni, consulenza, spese per certificazioni ambientali e di qualità, formazione del personale,ecc.;
Investimenti specifici nel settore dell’Information & Communication Technology – ITC : Hardware informatico e per le telecomunicazioni, reti locali, software gestionali, creazione di call center, investimenti in eBusiness, reazione di portali aziendali, ecc.;
Progetti di internazionalizzazione delle imprese (spese relative alla partecipazione a fiere, mostre e manifestazioni specializzate);
Acquisizioni di rami aziendali: partecipazioni in altre società (anche estere);
Investimenti per formazione;
Sono altresì ritenuti ammissibili i finanziamenti finalizzati al consolidamento delle passività a breve termine dell’impresa richiedente. Sono escluse dal contributo le spese relative ad opere di urbanizzazione, di manutenzione ordinaria, quelle relative a contratti di assistenza e in generale le spese di gestione.

La domanda di contributo dovrà essere presentata entro il 31 dicembre 2013 (salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili) esclusivamente per via telematica attraverso la piattaforma http://webtelemaco.infocamere.it.

– See more at: http://www.campaniaeuropa.it/archives/4013?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+CampaniaEuropa+%28Novit%C3%A0+sui+Finanziamenti+Europei+in+Campania%21%29#sthash.r2HZwFWV.dpuf

Irpef, no tax area fino a 12mila euro. Emendamento Pd-Pdl a legge di stabilità

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Esentare dall’Irpef i redditi inferiori ai 12.000 euro. Proposta che arriva, con due emendamenti diversi, sia dal Pd sia dal Pdl.
La legge di stabilità arriva in Parlamento e subito, almeno in materia di cuneo fiscale, Pd e Pdl sembrano marciare paralleli ma nella stessa direzione. Non a caso una proposta analoga è stata presentata separatamente dai due partiti: il primo emendamento, proveniente dalle file del Pdl ha come prima firmataria Anna Cinzia Bonfrisco. L’altro quello del Pd ha come primo firmatario Giancarlo Sangalli.
Al momento la soglia di esenzione Irpef varia, a secondo della tipologia di lavoro, tra i 7500 e gli 8mila euro.
Ma la legge di stabilità sembra destinata a profonde modifiche. In un altro emendamento, infatti, l’ex ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, ora presidente della Commissione Lavoro al Senato, chiede di tassare tutto il salario di produttività al 10% sostituendo così il taglio del cuneo fiscale. Nella proposta Sacconi l’imposta al 10% si applicherebbe solo ai redditi inferiori ai 40.000 euro annui su una retribuzione lorda non superiore ai 6.000 euro.
Se sul cuneo fiscale Pd e Pdl sembrano andare d’accordo, sulla questione casa, invece, le posizioni restano distanti. Il Pdl ha presentato infatti un emendamento per escludere dalla tassazione con nuovo regime, ovvero dalla Tasi, tutte le prime case. Copertura? In parte con la spending review. Ma su questo punto un accordo resta lontanissimo.

Italia-Malta, accordo su crescita e immigrazione

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D’accordo sulla necessità di uscire dall’austerity e sulla volontà di fare della prossima legislatura europea e del semestre di presidenza italiana dell’Ue la leva per risolvere i problemi della cresciat e dell’occupazione che mancano. Enrico Letta e il premier maltese Joseph Muscat, nel corso di una conferenza stampa a La Valletta, hanno chiarito gli obiettivi dell’incontro nell’isola in prima linea, come l’Italia, nel fronteggiare l’emergenza dei migranti. “Dobbiamo uscire dall’austerity e favorire la crescita  e l’occupazione”, ha detto Muscat. “Intendiamo lottare contro la disoccupazione giovanile”. Il premier maltese ha poi annunciato che sulla questioni delle esplorazioni petrolifere nel Mediterraneo “sono stati compiuti enormi progressi e siamo ansiosi di siglare un accordo tra Italia e Malta sui giacimenti da sfruttare”. E ha spiegato che Italia e Malta si ritengono “partner fondamentali sul tema dell’immigrazione”:  “Riteniamo che l’Europa debba fare di più”, ha detto iMuscat, “e speriamo di ottenere grandi risultati a breve termine. Perciò  al  consiglio europeo discuteremo alcune proposte messe a punto dai nostri paesi. Riteniamo che la  Libia debba essere coinvolta nel problema dell’immigrazione, non possiamo permetterci che resti così debole”. E’ stato poi Letta ad approfondire i temi affrontati con Muscat.

L’emergenza immigrazione. Tema principale del vertice è stata l’emergenza immigrazione, ha detto Letta.  “Devo ringraziare Muscat e Malta per la collaborazione”, ha detto il premier. “Siamo orgogliosi di Mare nostrum (la missione umanitaria della marina militare italiana nelel acque del Mediterraneo, ndr) , sono state salvate centinaia di vite. La tragedia di Lampedusa ha commosso il mondo, l’Europa e Malta, ma si sarebbe potuta ripetere varie volte nelle ultime settimane con altri mille e più migranti che avrebbero perso la vita se non ci fosse stato il lavoro molto intenso dei nostri militari che voglio ringraziare per l’efficienza straordinaria e lo spirito di solidarietà. Voglio ricordare che è il decimo anniversario della strage di Nassirya in Iraq e che in questa tragica ricorrenza stiamo salvando vite umane”. Il premier ha aggiunto che “il tema delle migrazioni ha bisogno di decisioni europee, le nazioni non bastano. Perciò Malta e Italia si presenteranno al consiuglio europeo di dicembre e al consiglio dei ministri dell’interno al principio del prossimo mese con una comunanza di poisizioni su Frontex ed Eurosur se sulle triangolazioni tra Ue e paesi terzi: c’è bisogno di in’ iniziativa europea sulla Libia per gestire l’emergenza e i flussi migratori diversamente da quello che è stato fatto finora.
  Expo 2015, Malta ci sarà. Il premier ha poi ringraziato Malta, che ha confermato l’adesione e la partecipazione a Expo2015 in programma a Milano.

Antiriciclaggio, istruzioni per l’uso

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I controlli antiriciclaggio negli studi professionali sono in lento ma costante aumento. Se negli ultimi tre anni e mezzo, infatti, la Guardia di finanza ha effettuato 283 ispezioni, nel 2013 supereranno certamente il centinaio. E’ questo uno degli spunti che emerge dalle importanti risposte che Guardia di finanza, ministero dell’Economia e Uif-Banca d’Italia, hanno dato alle decine di quesiti proposti da ItaliaOggi7 e pubblicate in esclusiva in questo numero del settimanale.

Ad innescare le verifiche sono, di solito, i precedenti fiscali o penali del professionista, o segnalazioni specifiche, oppure operazioni particolari messe in cantiere dalla Guardia di finanza. Ma la cosa che dovrebbe far preoccupare è che i 103 interventi eseguiti nel 2012 hanno consentito di accertare 71 violazioni penali, la maggior parte relative agli obblighi di registrazione dei dati o di identificazione della clientela. Sono state rilevate anche 64 violazioni amministrative. E’ il caso di dire che, tra i professionisti, i casi di corretto adempimento delle disposizioni antiriciclaggio sono piuttosto rari. E se ne capisce anche facilmente il motivo. I controlli e gli adempimenti richiesti, spesso di natura meramente formale e ripetitiva, sono in stridente contrasto con la natura del rapporto fiduciario che lega il professionista con il suo cliente.

Hayan fa strage nelle Filippine. Oltre diecimila morti

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Haiyan, il più potente tifone mai registrato, ha ucciso migliaia di persone nelle Filippine, devastate da una tempesta che non ha precedenti.  Tra il 70 e l’80 per cento della provincia di Leyte è stato raso al suolo venerdì, ha detto il capo locale della polizia. I 10 mila morti e i 2 mila dispersi sono solo quelli di Tacloban, il capoluogo di Leyte. Ma sono state colpite almeno altre sei isole centro-orientali dell’arcipelago che compone le Filippine: oltre che a Leyte le devastazioni più gravi sono a Samar e Cebu. Da Samar il responsabile della Protezione civile ha riferito di avere 300 morti confermati e 2 mila dispersi. E ci sono ancora intere comunità isolate, dalle quali non arrivano segni di vita. Manila ha mobilitato 15 mila soldati divisi in colonne, ma le squadre di soccorso ieri notte non avevano ancora notizie di Guiuan, città di 40 mila abitanti che è stata la prima ad essere investita dal tifone. Baco, 35 mila abitanti nella provincia orientale di Mindoro, è sott’acqua per l’80 per cento. Una castastrofe che ha colpito con durezza inusitata malgrado l’allarme e le evacuazioni. Ma con un vento che ha superato i 300 chilometri orari e ha spazzato via qualsiasi difesa, scoperchiato abitazioni, scagliato schegge e oggetti come proiettili mortali verso la gente indifesa non c’è stato nulla da fare. E il bilancio della catastrofe è destinati ad aggravarsi minuto dopo minuto, ora dopo ora. Anche perché dopo il passaggio del tifone, che ha investito il Vietnam e la Cina, si sono scatenati i saccheggi nelle abitazioni devastate o rimaste incustodite: i superstiti entrano nelle case, razziano ciò che trovano per fare scorta, in particolare di generi alimentari.

Coinvolti anche italiani. L’Unità di crisi della Farnesina, attraverso l’ambasciata a Manila, ha in corso verifiche sull’eventuale coinvolgimento di italiani. In un primo momento non si aveva notizia di stranieri colpiti, ma successivamente l’ambasciatore italiano a Manila Massimo Roscigno, ha chiarito di avere ricevuto richieste da parte di italiani che hanno familiari venuti per turismo nelle Filippine. E’ accertato che i nostri connazionali godono di buone condizioni di salute”. “La percezione che bilancio salirà è reale”, ha aggiunto, ma le autorità delle Filippine sono molto caute nel fornire i numeri delle vittime del passaggio del tifone Hayan: parlano di “centinaia di morti confermati, non ancora di cifre a tre zeri”. Roscigno ha spiegato che avere un quadro completo della situazione per le autorità è complicato, perché molte aree sono isolate e le comunicazioni pressoché impossibili. I telefoni cellulari non funzionano e solo in alcuni casi sono sostituiti da trasmissioni radio, mentre diversi aeroporti nelle zone colpite sono chiusi. In precedenza era stato il ministro degli Esteri, Emma Bonino, a spiegare:  “La nostra Unità di crisi, che è in attività dai primi momenti, non mi ha comunicato nulla: però è troppo presto per escludere presenze di italiani tra i dispersi”,  l’entità del disastro è tale per cui dobbiamo ancora verificare”, ha aggiunto.

Proclamato lo stato di calamità. Solidarietà e aiuto da tutto il mondo.  In un messaggio al presidente delle Filippine Benigno Simeon Aquino, che ha proclamato lo stato di calamità, il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso esprime “tristezza” e “solidarietà”, e porge le sue “condoglianze” per le vittime. “La Commissione Ue ha già inviato una squadra in supporto alle autorità filippine e siamo pronti a contribuire con soccorso urgente e assistenza se richiesto in queste ore di necessità”.  Per fare fronte alle prime emergenze, la Commissione europea ha sbloccato tre milioni di euro.  Si è anche  messa in moto la macchina internazionale degli aiuti per soccorrere le regioni investite dal tifone che da venerdi’ si ritrovano senza cibo, acqua potabile ed elettricità. Gli Stati Uniti partecipano ai soccorsi con 90 marines, due C-130 e due elicotteri MV-22. L’Unicef si sta mobilitando per assistere i circa quattro milioni di bambini rimasti colpiti dal tifone. Attraverso un ponte aereo, l’Unicef Supply Division di Copenaghen sta inviando aiuti per circa 1,3 milioni di dollari, mentre Unicef Italia ha aperto una campagna di raccolta fondi.  Le prime equipe di dottori di Medici Senza Frontiere sono arrivate nella giornata di sabato a Cebu, a loro si uniranno nei prossimi giorni altri 30 fra medici, psicologi e logisti. La Caritas Italiana ha stanziato 100.000 euro per i primi interventi, mentre la presidenza della Cei ha donato 3 milioni di euro derivanti dall’otto per mille

La panoramica dei provvedimenti fiscali

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Imu e fiscalità immobiliare: conversione del D.L. 102/2013
La legge 124/2013, in vigore dal 30.10.2013, converte con modificazioni il D.L. 102/2013, che contiene disposizioni urgenti in materia di Imu e fiscalità immobiliare. Di seguito le principali novità:
Immobili di cooperative edilizie a proprietà indivisa: ai fini dell’applicazione dell’Imu, sono equiparati all’abitazione principale gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite a “prima casa” e relative pertinenze dei soci assegnatari. Con riferimento al 2013, tale equiparazione si applica dal 1° luglio.
Benefici Imu – al fine dell’applicazione dei benefici Imu, il soggetto interessato deve presentare, entro il termine di presentazione della dichiarazione di variazione relativa all’Imu, un’apposita dichiarazione che attesti il possesso dei requisiti e indichi gli identificativi catastali degli immobili cui si applicano i benefici.
Immobili concessi in comodato a parenti: per il 2013, limitatamente alla seconda rata Imu, i Comuni possono equiparare all’abitazione principale le unità immobiliari (escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9) e relative pertinenze concesse in comodato dal soggetto passivo a parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come “prima casa”.
(DL 31 agosto 2013 n. 102 convertito nella legge 28 ottobre 2013 n. 124)

Tassa annuale sulle unità da diporto
Pronto il modello per chiedere il rimborso della tassa sulle imbarcazioni versata in più, a seguito della rimodulazione del tributo prevista dal D.L. n. 69 del 21 giugno 2013. La domanda può essere presentata esclusivamente in via telematica, a partire dal 18 novembre, dai contribuenti che hanno già versato la tassa ma hanno diritto all’esenzione dal pagamento o alla riduzione al 50% degli importi dovuti dopo l’entrata in vigore del DL 69/2013. Il provvedimento stabilisce, inoltre, che il modello può essere utilizzato anche per chiedere il rimborso delle somme versate in più per motivi differenti dalla rimodulazione della tassa sulle imbarcazioni.
(Direttore dell’Agenzia delle entrate, provvedimento del 28 ottobre 2013)

Nuova modulistica per Registro delle imprese e REA
Con il Decreto Direttoriale del 18 ottobre 2013 sono state pubblicate: le specifiche tecniche per la creazione di programmi informatici finalizzati alla compilazione delle domande e delle denunce da presentare all’ufficio del registro delle imprese per via telematica o su supporto informatico; le specifiche tecniche necessarie per l’attivazione automatica della iscrizione agli enti previdenziali di cui all’art. 44 comma 8 del DL 269/2003; le specifiche tecniche necessarie per l’iscrizione delle società cooperative all’albo delle cooperative di cui al DM 23 giugno 2004, come modificato dal DM 6 marzo 2013.
(Decreto Direttoriale del 18 ottobre 2013)

Rivalutazione degli immobili d’impresa: modalità di versamento delle imposte sostitutive
Con risoluzione del 23.10.2013, n. 70, l’Agenzia delle entrate fornisce precisazioni in merito alle modalità di versamento delle imposte sostitutive previste in caso di rivalutazione, da parte di società di persone, di capitali ed enti commerciali che non adottano gli Ias, dei propri beni immobili (esclusi aree fabbricabili e immobili-merce) ai sensi dell’art. 15, comma 16-23, D.L. 185/2008, convertito con modificazioni dalla legge. 2/2009.
Con riferimento al computo degli interessi da applicare in caso di pagamento rateale, si ritiene che siano dovuti (sulla seconda e sulla terza rata) nella misura del 3% annuo, indipendentemente dalle diverse misure del saggio degli interessi legali in vigore alla scadenza di tali rate. Con riferimento alle modalità di versamento rateale, la norma dell’art. 15 (che prevede il versamento in unica soluzione o in tre rate con cadenza annuale) non richiama la disposizione dell’art. 20, D.Lgs. 241/1997 relativo ai pagamenti rateali solo per le somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte risultanti dalle dichiarazioni.
(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 70 del 23 ottobre 2013)

Il cassetto fiscale apre a due intermediari
Dal 24 ottobre ogni contribuente può consegnare le “chiavi” del proprio Cassetto fiscale a due intermediari abilitati e non più a uno solo. L’utente è così libero di affidare la consultazione telematica dei propri dati fiscali a più professionisti, per esempio il fiscalista e il consulente del lavoro.
Sempre nell’ottica di migliorare i servizi e alleggerire gli adempimenti, entrano nel Cassetto fiscale anche le informazioni relative all’archivio informatico degli operatori autorizzati a effettuare operazioni intracomunitarie.