28 Ottobre 2026, mercoledì
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Patente a punti per gli appalti

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Serve un «responsabile tecnico in possesso di adeguate competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro». E la dimostrazione da parte delle imprese del possesso del «requisito di onorabilità» (assenza di procedimenti in corso a carico degli operatori) e della capacità tecnico-finanziaria. Queste alcune delle novità contenute nel regolamento per la qualificazione delle imprese (che ha ottenuto il via libera dal consiglio di stato e deliberato preliminarmente dal consiglio dei ministri) previsto dall’articolo 6, comma 8, lettera g) del dlgs 9 aprile 2008, n. 81. Vengono dunque stabilisce i requisiti inderogabili richiesti alle imprese per il rilascio da parte della camera di commercio (sezione speciale per l’edilizia) della «patente a punti» per partecipare agli appalti.  Il regolamento individua le caratteristiche, attinenti alla salute e sicurezza sul lavoro, delle quali le imprese devono essere in possesso per avere titolo preferenziale alla partecipazione di gare relative ad appalti e subappalti pubblici e per l’accesso ad agevolazioni, finanziamenti e contributi a carico della finanza pubblica.

Pronta la lista dei primi immobili Inps da mettere sul mercato

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È pronta la lista dei primi immobili dell’Inps da mettere sul mercato. Già dallo scorso settembre sono partiti i contatti tra l’ente previdenziale e Invimit, la sgr del ministero dell’economia che avrà il compito di valorizzare gli asset tramite la creazione di un fondo ad hoc. L’istituto guidato da Antonio Mastrapasqua, scrive il quotidiano Mf, avrebbe già individuato un primo pacchetto di circa un migliaio di edifici e terreni da conferire a Invimit. Si tratterebbe di asset immediatamente trasferibili, perché a posto con tutta la trafila burocratica propedeutica a questo tipo di operazioni, che sarebbero stati pescati tra i circa 12 mila tornati in pancia all’Inps dopo le operazioni di cartolarizzazione dei primi anni Duemila (Scip 1 e Scip 2). Benché sia ancora prematuro parlare di una valutazione precisa, il loro valore sarebbe quantificabile in qualche centinaia di milioni di euro, considerando che quello di tutti i 12 mila asset ex Scip è stimato in circa 2 mld di euro complessivi.

Assessore Abruzzo Luigi De Fanis arrestato: “Soldi Regione per hotel e champagne”

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Luigi De Fanis (Pdl), assessore alla Cultura della Regione Abruzzo, è stato arrestato per concussione martedì mattina, 12 novembre. E’ accusato di aver usato i fondi della Regione per spese private e di aver chiesto tangenti agli imprenditori della cultura. Ma uno di loro, Andrea Mascitti, ha denunciato.
Secondo quanto scrive Giuseppe Caporale su Repubblica, De Fanis avrebbe usato i fondi destinati alla cultura in Abruzzo
“come un bancomat personale a suo uso esclusivo. (…). Soldi per gli alberghi, soldi per lo champagne. (…). E anche per le amiche della segretaria Lucia Zigarello, pure lei finita ai domiciliari come complice”.
In altre parole, spiega ancora Caporale, i soldi a disposizione dell’assessorato
“venivano utilizzati per tutto, tranne che per la cultura. E così, se da una parte la Regione piangeva miseria e respingeva le richieste di finanziamento di centinaia di associazioni culturali (tra cui anche quella della scrittrice Dacia Maraini) dall’altra l’assessore aveva messo in piedi un sistema per mettersi in tasca i fondi pubblici. Già, perché a quei pochi imprenditori della cultura ai quali l’ente concedeva soldi, De Fanis chiedeva tangenti, micro-tangenti, come microscopici erano i fondi di cui disponeva”.
A far arrestare l’assessore è stato un giovane imprenditore, Andrea Mascitti. Scrive Caporale:
“Le richieste dell’assessore De Fanis di alterare il preventivo e poi di consegnargli del danaro in nero mi hanno profondamente sconvolto…”, ha fatto mettere a verbale Andrea Mascitti davanti agli uomini del Corpo Forestale dello Stato. Da quel momento sono scattate le indagini.

Isole Cook, addio paradiso (fiscale): niente più segreti sui soldi italiani in Polinesia

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Addio Isole Cook: un paradiso fiscale in meno per gli italiani sul mappamondo. Non si potranno più portare soldi impunemente alle Isole Cook. Lo stabilisce un accordo internazionale fra l’Italia e le suddette Isole sullo “scambio di informazioni in materia fiscale”.
Il ministro degli Esteri Emma Bonino ha ottenuto dal governo la ratifica e l’esecuzione di un accordo con le Cook firmato due anni e mezzo fa a Wellington (Nuova Zelanda), il 17 maggio 2011.
L’arcipelago delle Cook è composto da 15 piccole isole, per una popolazione di quasi 20 mila abitanti. Si trovano in mezzo all’Oceano Pacifico, in Polinesia, a quattro ore di aereo dalla Nuova Zelanda, Stato dal quale dipendono per la difesa, mentre per la politica estera le Cook si muovono autonomamente.
Negli anni questi atolli che un tempo ospitavano solo i maori sono diventati il rifugio di risparmi e società off-shore in fuga dalle tasse. Soldi e società anche italiani.
Questi gli atti internazionali approvati dal governo, insieme all’accordo con le Cook:
“Su proposta del Ministro degli Affari esteri, Emma Bonino, il Consiglio ha approvato sette disegni di legge per la ratifica e l’esecuzione dei seguenti Atti internazionali:
Accordo fra l’Italia e le Isole Cook sullo scambio di informazioni in materia fiscale;
Protocollo di modifica alla Convenzione fra l’Italia ed il Messico per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali;

Aiutato e abbandonato dalla politica, la storia di Jean Claude Ndumbi

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Due attivisti del MoVimento 5 Stelle Bari Davide De Lucia e Fabio Leli hanno documentato la storia di Jean Claude Ndumbi, un atleta di 21 anni di origine congolese, ma che ha passato metà della propria vita in Italia con regolari permessi, frequentando anche le scuole italiane.
Alcuni politici locali, promettendo un aiuto concreto per quest’atleta, sono finiti sui giornali con i soliti titoloni di solidarietà. Nella realtà però, oltre agli spot sulle testate giornalistiche, non si è visto nulla di concreto per questo ragazzo. Jean Claude teme che la sua vicenda sia stata soltanto strumentalizzata dalla politica. Dorme in un luogo degradato, mangia in compagnia di moscerini. Il nostro impegno è quello di dare un futuro a questo ragazzo volenteroso, dotato di un ottimo cervello e di passione per lo sport.

[youtube=http://youtu.be/kUGjsLgL1XM]

Trasmesso e pubblicato

Ufficio Stampa

MoVimento 5 Stelle – Bari

Comunicato di De Rosa su ampliamento linea Rho-Parabiago

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binari stazione-2Diciamo no alla realizzazione del quarto binario della Rho-Parabiago.

Il progetto di ampliamento ferroviario rischia di far deragliare ancora una volta territorio e cittadini! Ieri, 12 novembre 2013, su segnalazione di alcuni cittadini della zona, abbiamo presentato un’interrogazione al ministro dell’Ambiente ed al ministro dei Trasporti in merito all’ampliamento della tratta ferroviaria “Rho-Parabiago”. Nel 2005 viene approvato dal CIPE (65/2005) un progetto preliminare che prevede l’aggiunta di un terzo binario da Rho a Gallarate (linea del Sempione) per potenziare il trasporto regionale.
Nel progetto preliminare si cita chiaramente che: “la scelta di realizzare un terzo binario piuttosto che un quadruplicamento della linea è dettata dai vincoli imposti dal fitto contesto urbanistico di riferimento, che non consente l’inserimento di un ulteriore quarto binario nella sede esistente, senza bisogno di ampliamenti”. Nell’agosto del 2009 RFI presenta però un progetto definitivo che anziché dare esecuzione al preliminare a 3 binari prevede l’inserimento di un quarto binario solo per la tratta tra Rho e Parabiago (8,9 Km). Costo complessivo stimato dell’opera 450 Milioni di Euro;
Il progetto definitivo è approvato dal CIPE (33/2010 pubblicato in GU il 21 febbraio 2011) senza che siano state accolte le richieste dei cittadini dei comuni coinvolti che non vogliono il quarto binario. Richieste che difendono facendo ricorso al TAR verso la delibera CIPE ed ottenendone l’annullamento con la sentenza del TAR n° 1914 del 9 luglio 2012
Ma il 15 ottobre 2013 il Ministero dell’Ambiente presenta una nuova VIA solo per il quadruplicamento della tratta Rho-Parabiago. In sostanza resta il vecchio progetto definitivo. Di fatto riducono quanto sentenziato dal TAR e dal CdS alla “sussistenza di difetto motivazionale” nel parere reso dal Ministero dell’Ambiente in ordine alla compatibilità.

Quest’opera rappresenterebbe l’ennesima ferita ad un territorio che si considera “perso” e quindi terra fertile di abusi! L’impatto acustico è sottostimato, in quanto lo studio effettuato considera il passaggio di soli 20 treni merci giornalieri, quando in realtà il traffico risulta già oggi essere molto più intenso. Una verifica diretta sulle ripercussioni derivanti dalle vibrazioni, relative alle abitazioni circostanti, sarà possibile solo successivamente alla realizzazione delle barriere fonoassorbenti, ma le stesse si preannunciano come fortemente impattanti su territorio e cittadini;
Si espropriano e demoliscono abitazioni, innalzano barriere antirumore di 8 metri contro le finestre delle case, si mettono in pericolo il territorio e la sicurezza ferroviaria costruendo due nuovi binari che passeranno a ridosso di alcuni impianti a rischio di incidenti rilevanti. Spendere 450 milioni di Euro per un’opera del genere significherebbe solo favorire speculazioni a discapito del territorio interessato e dei propri abitanti.
Dal punto di vista ambientale, poi, la nuova infrastruttura costituirebbe la distruzione di numerose aree naturali o agricole residuali, provocherebbe l’interruzione di importantissimi corridoi ecologici, avrebbe un pesantissimo impatto in termini di consumo di suolo ed inquinamento. Chiediamo al Governo di assumere finalmente decisioni di buon senso, che siano produttive per il nostro Paese e i cittadini!

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Ufficio Stampa

On. Massimo De Rosa

Lettera al ministro Zanonato sul mutuo soccorso

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mutuo_soccorsoIn relazione alla mia interpellanza parlamentare sulla questione delle Società Operaie e a seguito della risposta non soddisfacente che mi ha fornito il Vice Ministro Candela, ho deciso di scrivere direttamente al Ministro Zanonato per avere maggiorni delucidazioni e chiarimenti su questa tematica, che vede moltissime realtà ancora col fiato sospeso, in attesa di capire quale sarà la loro sorte. Ecco il testo del mio scritto:

A seguito della risposta fornita l’11 ottobre scorso alla Camera dal viceministro ministro Carlo Calenda alla mia interpellanza parlamentare urgente in merito alla riforma delle Societ à di Mutuo Soccorso (da ora SMS), introdotta dal Decreto Legge 179/2012, convertito in legge il 17 dicembre 2012, desidero esprimere nuovamente alcune preoccupazioni e un auspicio, anche a nome di molti soggetti coinvolti.

La risposta infatti risulta poco chiara e in certi punti persino contraddittoria. Da un lato si afferma che, se una SMS non rispetta gli adempimenti dell’art.1 della legge 3818/1886, perde la qualifica di SMS, non acquisisce né mantiene la personalità giuridica ecc., però ciò non significa che debba sciogliersi, né tantomeno devolvere il proprio patrimonio. Si inquadrerebbe, ha detto il viceministro, quale associazione non riconosciuta senza obbligo di iscrizione al registro delle imprese o all’albo delle cooperative. Dall’altro però, citando il comma 5 dell’art.23 del DL 179/2012 afferma una cosa diversa e cioè che in caso di liquidazione o di perdita di “natura” (qualifica?) di SMS (non di perdita di personalità giuridica) vige l’obbligo della devoluzione del patrimonio ad altre SMS o a fondi mutualistici, ecc.

Che cosa vuol dire? Nella prima parte della risposta, qualifica (o natura) della SMS e personalità giuridica costituiscono un unicum, nella seconda parte della risposta invece vengono separate; nella prima parte si afferma che se una SMS non si adegua alla norma di riferimento, comunque continua a vivere senza obbligo di sciogliersi o di devolvere il patrimonio, nella seconda parte si afferma l’esatto contrario.

Pare dunque necessario un chiarimento, come ho avuto modo io stesso di sottolineare direttamente al viceministro al termine della discussione sull’interpellanza.

Cosa succede se una SMS, il cui statuto fa riferimento alla legge 3818/1886, ma che da decenni ormai non svolge più alcuna attività riconducibile al mutuo soccorso, quando non intenda o non riesca in tempi rapidi ad adeguarsi ai nuovi indirizzi postulati dall’art.23 del DL 179/2012 e non intenda iscriversi conseguentemente all’albo delle imprese sociali o a quello delle cooperative? Non pare che in questa materia sarebbe opportuno definire con chiarezza che le SMS che si richiamano nei propri statuti alla legge 3818/1886, ma che non svolgono più alcuna attività riconducibile al mutuo soccorso e che non intendono iscriversi al registro delle imprese sociali, non sono soggette in alcun modo agli obblighi sanciti dall’art.23 del DL 179/2012, essendo, di fatto, associazioni non riconosciute ai sensi dell’art.36 CC, il cui patrimonio resta pertanto di esclusiva e legittima disponibilità dell’associazione che, in caso di scioglimento, lo devolverà in base a quanto stabilito dal proprio Statuto?

Si tenga conto inoltre che  il decreto ministeriale emanato il 6 marzo 2013, con il quale vengono definiti i criteri e le modalità di iscrizione delle SMS al Registro delle imprese, sezione imprese sociali, tenendo opportunamente conto delle loro peculiarità non profit, prevede che le società di mutuo soccorso che vorranno iscriversi dovranno presentare istanza entro il 18 novembre 2013. Tale scadenza si sta rivelando troppo ravvicinata. Infatti, al fine dell’iscrizione al registro è determinante che le Società di Mutuo Soccorso aggiornino i loro statuti che, in molti casi,risalgono a decenni fa e a tale adempimento spesso si affianca anche la necessità di rinnovare i regolamenti operativi. Si tratta di impegni che non possono essere assolti in pochi mesi. Le stesse società di capitali e cooperative, in occasione della riforma del codice civile del 2003, ebbero più di 12 mesi per adeguare i loro statuti.

In ragione dunque della necessità di ulteriori definitivi chiarimenti e di un percorso adeguato di applicazione delle norme, Le sottopongo pertanto l’opportunità di prevedere un rinvio di sei mesi della scadenza: dal 18 novembre 2013 al 18 maggio 2014.

Tale proroga darebbe modo per altro a molte Società di provare ad esperire nel modo migliore eventuali trasformazioni dalla loro attuale condizione, nell’ottica di un pieno dispiegamento delle loro potenzialità in termini di sostegno al welfare comunitario, ratio implicita nell’art.23 dello stesso DL 179/2012.

Trasmesso e pubblicato

Ufficio Stampa

On. Giorgio Zanin

La Stanza del Sé – Laboratorio di Autoritratto e Autorivelazione (I livello).

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A cura dei fotografi dello Studio.1 e della Dott.ssa Michela Taglialatela Scafati

19|26 novembre; 3|10 dicembre

Vernissage 15 dicembre

“Davanti all’obiettivo io sono contemporaneamente: quello che io credo di essere, quello che vorrei si creda io sia, quello che il fotografo crede io sia, e quello di cui egli si serve per far mostra della sua arte”

(La camera chiara. Nota sulla fotografia di Roland Barthes). 

Ne “La Stanza del Sé” si entra alla ricerca di inesplorate parti del proprio Sé e si avvia un dialogo, un’indagine che definisca al meglio la propria identità. Usando l’autoritratto si impara ad abitare la propria faccia e a fotografarsi ‘anche’ metaforicamente. Un percorso che è un laboratorio di confronto, con guide discrete e specializzate. Stanze di ispirazione dove vi accoglieranno un fotografo e uno psicologo.

Dal 19 Novembre cinque appuntamenti settimanali per riscoprire il Sé davanti all’obiettivo dello Studio.1 e allestire una mostra finale che parli di noi.

Il laboratorio è un percorso di arte-terapia e fotografia, aperto a tutti, professionisti e principianti. Ogni incontro sarà l’ispirazione di un autoscatto, con l’assistenza tecnica e professionale, ma senza nessuna ingerenza, dei fotografi dello Studio .1 che metteranno a vostra disposizione tutta l’attrezzatura necessaria per un buon ritratto in studio. La dottoressa Taglialatela Scafati ci aiuterà a scoprire quegli angoli bui e quelle particolarità tutte nostre in grado di rendere un momento sul nostro volto una fotografia di cui siamo i veri autori, con consapevolezza. Proiezioni, lezioni sul ritratto, sulle dinamiche di auto-osservazione ci avvieranno in un viaggio di auto-conoscenza, scoperta e confronto che attraverso la fotografia diverrà parte illustrata della nostra biografia. 

Difficilmente riusciamo a vederci. Vedere noi stessi per quello che siamo, per quello che vorremmo essere, per quello che ci nascondiamo. Per questo abbiamo sempre bisogno di uno strumento: uno specchio, una macchina fotografica, l’altro. La fotografia è in grado di fermare il perenne fluire del nostro personale universo sul nostro volto. Essa è il linguaggio per eccellenza di un racconto immediato e verosimile. Ma cosa accade quando siamo noi stessi gli autori del nostro ritratto, quando determiniamo di fondere la funzione dello specchio con quella della macchina fotografica e l’altro siamo noi?

Con queste premesse parte dal 19 novembre presso lo Studio .1, a Napoli in via Medina 5, con la guida fotografica di Michela Iaccarino e Pasquale Sanseverino e la consulenza psicologica della dottoressa Michela Taglialatela Scafati, “La Stanza del Sé”. Il laboratorio prende il nome dalla volontà di trasformare la sala da posa in un luogo dove il sé possa emergere dal semplice gesto di porsi con consapevolezza davanti all’obiettivo. Attraverso la scoperta di una parte della storia della fotografia, lasciandosi suggerire qualche escamotage dallo studio dei grandi maestri, confrontandosi con le visioni di tutti i partecipanti, sfruttando qualche esercizio di introspezione psicologica, si avrà la possibilità di accedere ad un sé spesso inesplorato. Manifestarlo con la fotografia è un passo verso l’arricchimento della nostra personalità e un’opera d’arte.

“Chi di noi non ha provato a migliorare attraverso delle strategie un ritratto di se stesso…tutti abbiamo la sensazione che ci siano dei giorni in cui siamo più belli di altri. La nostra immagine probabilmente cambia poco rispetto al nostro modo di guardarci. Questo laboratorio si propone di migliorare la capacità di ispezionarsi, di andare oltre il nostro sguardo e – perchè no – imparare dei “trucchi” per realizzare una bell’immagine. Tutto ciò attraverso la consulenza di esperti fotografi e una psicoterapeuta e, cosa fondamentale, di un lavoro di gruppo”. Michela Taglialatela Scafati

“Un viaggio astrale, in cui si riesce ad essere soggetto, autore e spettatore. Riuscire a chiudere il ciclo emozionale di un’opera d’arte. Click! Tempo, spazio, materia si dissolvono e fon“dono in un’unica esperienza: “eccoci”. Ci siamo ‘visti’. Siamo pronti a condividere?” Pasquale Sanseverino

“Rinunciare al riflesso rassicurante e controllato dello specchio, confrontarsi con la potenza espressiva del proprio volto nella solida intimità di una sala posa deserta, sperimentare poi con gli altri l’efficacia e le frange di questo linguaggio: esperienze simili, distanti da una certa catarsi dell’autoritratto, si pongono al centro delle vicende vitali di chi veramente vuole vedersi e accettarsi come un’opera d’arte, l’inizio di un percorso che va dal profondissimo sé al futuro. Questo è un laboratorio di autoritratto di I livello, l’attenzione è assolutamente concentrata sul volto, pertanto, tecnicamente, è sopratutto uno studio sul ritratto; l’ispirazione nasce da testi fondamentali come La camera chiara di Roland Barthes o L’anima del volto di Tullio Pericoli”. Michela Iaccarino

Per partecipare al laboratorio, che è a numero chiuso, è necessario iscriversi entro il 15 novembre.

La quota di iscrizione è di € 100.00

 Studio.1 – Via Medina 5 [cit.8], Napoli

Tel. 081 19323567 – info@effettonapoli.it

www.facebook.com/lastanzadelse?ref=ts&fref=ts

Licei Artistici, “Salve” le attività laboratoriali

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download (1)Il sottosegretario Toccafondi risponde all’On. Giulietti

E’ stata discussa questa mattina l’interrogazione presentata dall’on. Giampiero Giulietti in cui si invitava il Governo a salvaguardare le attivit à laboratoriali nei licei artistici, tutelando così le specificità e le professionalità presenti nei vari istituti, e a  prevedere norme transitorie di passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento a tutela degli insegnanti delle discipline delle arti applicate.

La riforma del secondo ciclo del sistema educativo ha infatti fortemente penalizzato l’istruzione artistica attraverso una drastica riduzione delle attività laboratoriali, con la conseguente perdita della titolarità dei docenti delle arti applicate, risultati soprannumerari; inoltre l’assegnazione di tali materie ad insegnanti di materie comuni rischia di far perdere la tipicità dell’istruzione artistica. “Le attività laboratoriali – ha dichiarato l’on. Giulietti – hanno da sempre rappresentato la spina dorsale dell’istruzione artistica dal momento che consentono agli studenti di appropriarsi di tecniche operative necessarie al mondo del lavoro”.

All’interrogazione ha risposto il sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Gabriele Toccafondi che ha spiegato che sono le stesse istituzioni scolastiche, d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale e sentito il parere del Collegio dei docenti, a scegliere a quale classe di concorso assegnare i vari insegnamenti, salvaguardando in questo modo la titolarità dei docenti, l’ottimale determinazione delle cattedre e la continuità didattica, e riassorbendo gli esuberi dei docenti soprannumerari.

L’on. Giulietti ha quindi ringraziato il Governo per l’interessamento e per aver accolto l’odg presentato dalla Commissione Cultura in sede di approvazione del Decreto scuola finalizzato ad avviare con urgenza il riordino dell’intera materia della corrispondenza tra titoli di accesso, classi di concorso e materie di insegnamento. “E’ necessario salvaguardare le attività laboratoriali dei licei artistici dal momento che possono contribuire allo sviluppo economico del territorio – ha detto il deputato Pd – e questo vale ad esempio per il comparto della ceramica umbra che comprende Deruta, Gubbio e Gualdo Tadino dove l’istruzione artistica costituisce un elemento fondamentale per lo sviluppo del settore dell’artigianato di pregio”.

Mura (Pd): “Regione e Stato investano su conclusione interventi strade 131, 128 e 125”

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downloadLa Regione e lo Stato devono investire pesantemente sulla conclusione degli interventi sulla 131, sulla 128 e sulla 125 e poi programmare una serie di interventi sulla viabilità che connette l’entroterra con la costa e con i principali poli urbani sardi”.

Lo ha detto la deputata del Pd, Romina Mura, impegnata in questi giorni in una serie di incontri sul tema della viabilità e delle infrastrutture, in Sardegna e a Roma. “Penso alla SS. 198 che collega Lanusei con la SS. 128, la centrale sarda, attraversa la Barbagia di Seulo ( Ussassai, Seui, Sadali, Seulo, Esterzili) e la connette con il Sarcidano e la Trexenta.

I fondi strutturali europei 2014-2020 e i Fondi Fas sono  a riguardo una grande opportunità, considerate anche le direttive europee in materia di interconnessione intermodale fra i vari territori e di facilitazione delle condizioni di accesso a quelli più periferici e distanti dai poli urbani e dalle coste. Come emerso dalla recente visita della Commissione europea per i Trasporti – prosegue la parlamentare, che nei prossimi giorni depositerà una interrogazione alla Camera – la situazione infrastrutturale della Sardegna impedisce il raggiungimento di standard di sviluppo accettabili. Il nostro indice di dotazione stradale e’ pari al 43,9, nel Sud e nelle altre Isole e’ al 111,2. Quello di dotazione ferroviaria e’ pari al 17,4 a fronte del 102,6 del Sud e delle altre Isole.Questi dati evidenziano problemi di continuità territoriale oltre che esterna anche interna.

Distanze, tempi e costi di trasporto di persone e merci da una parte all’altra dell’isola non aiutano ne’ lo spostamento dei flussi turistici, ne’ gli scambi commerciali. La scarsa accessibilità all’entroterra sardo accelera i fenomeni di spopolamento e desertificazione umana e produttiva di intere aree storico-geografiche e le prospettive di sviluppo della Sardegna sono direttamente proporzionali al suo livello di infrastrutturazione. Stiamo lavorando affinché la RAS recepisca questi interventi nei documenti di programmazione che si appresta a definire per la spendita delle risorse europee 2014-2020 e dei Fondi Fas. A fronte di una convinta presa di posizione della Regione rispetto alla necessità di realizzare interventi rilevanti come quello della SS. 198 – conclude Mura – credo che Roma e Bruxelles non potranno che fare la loro parte”.

Trasmesso e pubblicato

Ufficio Stampa

On. Romina mura