28 Ottobre 2026, mercoledì
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Sondrio, donna scomparsa da 17 giorni, trovata morta nel lago di Como

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Scomparsa il 28 ottobre, Francesca Tarca è stata trovata morta nelle acque del lago di Como. Mamma di una bimba di 3 anni, residente a Mello (Sondrio), era sparita senza aver lasciato tracce. Il cadavere è stato rinvenuto davanti a Gravedona e il corpo non avrebbe mostrato alcun segno di violenza.

La notizia del ritrovamento è stata ersa nota dai carabinieri di Menaggio, che hanno anche confermato in un comunicato stampa che si tratta di suicidio. La salma, recuperata dai Vigili del Fuoco di Dongo, è stata ricomposta alla camera mortuaria del locale nosocomio, in attesa dell’autopsia, già disposta dalla Procura della Repubblica di Como. «Gli elementi finora esaminati – scrivono i carabinieri – riconducono univocamente ad ipotesi suicidiaria, escludendo responsabilità di terzi nella triste fine della malcapitata».

Il cadavere è affiorato a 30 metri di distanza dal luogo in cui era stata parcheggiata l’auto. Le ricerche dei giorni scorsi nel lago non avevano dato esito. Poi erano state sospese, per riprendere oggi.

Il re dei videopoker che imbarazza Letta

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Porsia (Hbg) finanziò il premier nel 2004. Ora è indagato, ma il governo gli fa lo sconto.

A mettere in fibrillazione il governo spunta lo sponsor imbarazzante del presidente del Consiglio Enrico Letta. Antonio Porsia oggi è a capo di Hbg, uno dei dieci colossi del settore giochi e videopoker che in Italia grazie al boom dei giochi online guadagnano più dello Stato (9,7 miliardi contro 8,7). Martedì Porsia su Italia1 ammette alle Iene che nel 2004 avrebbe dato – personalmente, la Hbg non c’era ancora – 15mila euro a Enrico Letta, allora candidato della Margherita alle Europee. Lo staff di Letta lo aveva sempre negato: sì, in passato, Sisal e Lottomatica (altri due colossi del settore) hanno dato in tutto 20mila euro alla Fondazione VeDrò, che fa capo al premier, ma mai a Letta jr. E Letta? L’inviato delle Iene Filippo Roma, mercoledì sera, raggiunge il premier alla presentazione del libro di Pier Luigi Bersani, Giorni bugiardi: «È vero che ha ricevuto 15mila euro da Porsia?». Letta bofonchia: «Sinceramente non ho idea, però le darò una risposta puntualissima. Andrò a rivedere tutti i conti perché è tutto pubblico». In effetti non ci sarebbe nulla di male, visto che il finanziamento era alla luce del sole. Ma adesso Porsia è sotto inchiesta con l’ipotesi di frode fiscale: per i pm romani Pierfilippo Laviani e Giuseppe Deodato Hbg avrebbe trasferito all’estero (in particolare in Lussemburgo) il patrimonio societario per aggirare il Fisco. E come se non bastasse il governo ha concesso alle società del gioco d’azzardo (Hbg compresa) un maxi sconto sui debiti contratti con l’Erario, scesi dai 98 miliardi calcolato dalla Corte dei Conti a poco più di 700 milioni.

Per fare ordine bisogna tornare al Duemila, quando grazie al governo di Massimo D’Alema scoppia la Bingo mania. E proprio Porsia, scrive nel 2010 il Secolo XIX, è il manager che per primo capisce «le potenzialità del tombolone del nuovo millennio» e apre «diverse sale al Sud». Lui, goriziano di origine, casualmente «negli anni Novanta si era fatto notare dal mondo politico nella segreteria dell’ ex ministro del Lavoro Tiziano Treu», ministro del governo D’Alema I. Coincidenze. Dopo il Bingo tocca ai videopoker, che dalle mani della criminalità organizzata passano a quelle dello Stato, a patto che siano collegati con il cervellone centrale gestito dalla Sogei, la società di servizi informatici del ministero dell’Economia, per verificare che il 75% di quanto incassano venga restituito al giocatore. Qualcuno, però, fa il furbo. Delle 200mila macchinette ne sono collegate solo 130mila. E la Corte dei Conti, nel 2008, stabilisce in 98 miliardi (50 euro per ogni ora di mancato collegamento) il giusto risarcimento che lo Stato avrebbe dovuto pretendere dai re delle slot machine come Atlantis/B-plus («Che fa capo all’ex latitante Francesco Corallo, figlio di Gaetano Corallo, sospettato di essere stato anni fa in affari con il clan Santapaola», ricorda Dagospia), Cogetech, Snai, Lottomatica, Cirsa, Codere, Sisal, Gmatica, Gamenet e appunto Hbg, che dovrebbe pagare 11 miliardi. Il 17 febbraio 2012 la Corte dei conti condanna le concessionarie e due dirigenti dei Monopoli a risarcire 2,5 miliardi (150 milioni alla sola Hbg). Letta, a caccia di soldi per scongiurare il ritorno dell’Imu sulla prima casa, fa lo sconto: bastano 700 milioni. I signori dei videpoker ringraziano.

Sorgenia, Tirreno power: dieci indagati per “disastro ambientale”, superperizia in arrivo

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Una decina di indagati per “disastro ambientale” e una superperizia commissionata dalla Procura di Savona in arrivo: importanti novità sulla Tirreno Power, centrale elettrica a carbone della Sorgenia (controllata al 39% dal Gruppo Cir della famiglia De Benedetti). L’impianto si trova a Vado Ligure (Savona).
Riporta La Stampa del 14 novembre:
“La superperizia (ma tecnicamente è una «consulenza») commissionata dalla Procura di Savona sulla Tirreno Power, depositata quest’estate e che ha portato a una svolta nell’inchiesta sulla centrale, passata da «ignoti» a «noti» e all’individuazione del reato di «disastro ambientale», uscirà dalle stanze al sesto piano di Palazzo di Giustizia per entrare negli uffici ambiente di Regione, Provincia di Savona, Comuni, Ministero dell’Ambiente. Oltre naturalmente all’Osservatorio salute e ambiente istituito nell’ottobre 2012 dalla Regione proprio per monitorare la centrale e informare la popolazione.
Insomma, le amministrazioni che, pur vincolate dal segreto d’ufficio, potrebbero avere interesse a conoscere quei dati. Lo ha comunicato ieri il procuratore Francantonio Granero senza precisare però «quando» materialmente la corposa consulenza sarà trasmessa agli enti amministrativi. Il documento, frutto di due anni di lavoro dei consulenti, ha una parte epidemiologica in cui si valutano le conseguenze per la salute dei cittadini nel territorio di influenza della centrale, e una parte ambientale che analizza i dati sulle emissioni in atmosfera, ma non soltanto, dei residui di lavorazione”.
Del 4 novembre è la notizia degli indagati, sempre de La Stampa:
“Spuntano i primi alcuni indagati (secondo indiscrezioni sarebbero una decina) per «disastro ambientale». La conferma ufficiale è arrivata oggi dal procuratore Francantonio Granero che però ha ritenuto, per motivi legati allo sviluppo delle indagini che sono tuttora in corso, di non svelare né i nomi né il numero esatto delle persone iscritte nel registro degli indagati. Le quali per il momento potrebbero anche non essere state ancora informate dell’iscrizione a loro carico.
La svolta della Procura potrebbe confermare che il lavoro investigativo ha messo i primi punti fermi per quanto riguarda ruoli, comportamenti e responsabilità. Oltre ai dirigenti e tecnici della centrale, direttamente coinvolti nella produzione di energia elettrica con il carbone e nelle emissioni in atmosfera, è possibile che l’inchiesta coinvolga anche altre figure, ad esempio tecnici e amministratori pubblici ai quali competeva il ruolo di controllo sulle emissioni e in generale sulle «ricadute» che la centrale ha avuto nel corso degli anni sul territorio circostante”.

Antibiotici “intelligenti” del futuro: batterio ucciso dalle sue stesse tossine

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Gli antibiotici del futuro saranno “intelligenti” e indurranno i batteri che infettano l’organismo al “suicidio”. Un nuovo studio condotto da Michael Laub del Massachusetts Institute of Technology, o Mit, di Boston, ha messo a punto una tecnica affinché i batteri vengano debellati proprio dalle tossine da loro prodotte. Questa scoperta è molto importante perché pone le basi per sconfiggere le resistenze dei batteri agli antibiotici a cui, col tempo, si “abituano” e che così diventano inefficaci.
Le tossine scoperte da Laub hanno il potere di bloccare la proliferazione del batterio, fermando di fatto la sua diffusione nell’organismo che è infettato. La scoperta dei ricercatori americani è stata pubblicata sulla rivista Molecular Cell e potrebbe così rispondere alle preoccupazioni della sanità pubblica, che teme sempre più le resistenze che i batteri sviluppano nei confronti di antibiotici in uso.
I ricercatori hanno studiato la coppia molecolare SocB prodotta dai batteri chiamata “tossina-antitossina”: il batterio in pratica si costruisce un veleno e l’antidoto ad esso. Normalmente l’antidoto resta attivo e neutralizza il veleno, cosicché il batterio si nutre e prolifera. Ma quando le condizioni ambientali sono estreme, e il nutrimento è poco, al batterio conviene entrare in quiescenza e smettere di proliferare. A quel punto l’antitossina viene degradata, il ‘veleno’ fa effetto e impedisce ai batteri di replicare il proprio Dna e riprodursi.

Università, concorsi truffa: “Bocciati i migliori per far passare i raccomandati”

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Bocciare i più bravi per fare passare i raccomandati. La Legge Gelmini avrebbe dovuto eliminare il problema delle “spintarelle” nei concorsi locali per diventare professore, introducendo la cosiddetta abilitazione nazionale per spostare la valutazione dei candidati a livello nazionale. Ma, secondo la segnalazione di un ricercatore di organizzazione aziendale, ha soltanto peggiorato la situazione. L’aspirante idoneo, che ha rivelato la sua identità a ilfattoquotidiano.it ma preferisce restare anonimo, racconta di avere scoperto di non avere passato il concorso nel settore 13 B3-organizzazione aziendale grazie all’anticipazione dei risultati, che di per sé rappresenta una violazione del segreto professionale richiesto ai commissari. E spiega come con la nuova riforma le pressioni sulla commissione non si limitano più alle raccomandazioni per fare passare qualcuno, ma viene anche chiesto ai commissari di bocciare i candidati più bravi, che altrimenti rischierebbero di ostacolare i raccomandati nella selezione successiva a livello locale.

Enzo Prosperi, l’imprenditore diventato clochard

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Da imprenditore a clochard. E’ la parabola discendente di Enzo Prosperi, ex funzionario Fininvest e direttore tecnico del telegiornale di Indro Montanelli, che ora vive in piazza Duomo a Milano grazie alla solidarietà dei passanti.

Ha raccontato la sua storia al quotidiano online L’Intraprendente, senza risparmiare dure accuse al sistema Italia: “Nel nostro Paese”, racconta Enzo Prosperi, “non si può essere imprenditori onesti. Se si è onesti, si chiude o ci si uccide”. Lui ha optato per la prima soluzione, ma solo quando un accanimento giudiziario e mille cavilli burocratici gli hanno precluso ogni alternativa.

In realtà Prosperi nel dicembre 2012 aveva provato a suicidarsi, tentando di impiccarsi ad una finestra di Montecitorio. In quell’occasione venne fermato e denunciato per procurato allarme. Oggi si giustifica, dicendo che “era solo un gesto di procurata attenzione”.

Le difficoltà per Prosperi iniziano nel 1989, quando decide di mettersi in proprio, creando una società di produzione di programmi tv e documentari a carattere medico-scientifico. Dopo un inizio brillante, il progetto fallisce quando l’allora ministro della Salute Francesco De Lorenzo decise di tagliare i fondi per la ricerca e gli ospedali, che prima acquistavano i filmati dalla società di Prosperi, smisero di farlo.

L’imprenditore fu costretto a chiudere l’azienda. Poco dopo, però, acquistò un grande supermercato ad Arezzo. E a quel punto iniziarono i problemi con la burocrazia. Vittima di una truffa da parte della società che si occupa della contabilità della sua azienda, Prosperi si ritrova con un bilancio in rosso ed è costretto, suo malgrado, ad andare incontro al fallimento, mentre la sua azienda deve ancora saldare un debito con alcuni fornitori. Non spetterebbe più a Prosperi pagarlo, visto che, dopo il fallimento, non è più lui il titolare del supermercato. Eppure, ancora una volta, Prosperi scopre di avere a carico un’accusa di truffa.

Di qui cominciano qui le sue traversie giudiziarie che gli eviteranno per un soffio il carcere ma che di fatto gli renderanno impossibile trovare un altro lavoro per via della fedina penale sporca. Per denunciare la malagiustizia e la burocrazia asfissiante, Prosperi ha iniziato a stazionare per giorni interi davanti a piazza Duomo. Qui organizzerà il prossimo 7 dicembre una manifestazione chiamata “Riprendiamoci l’Italia”: “un grido affinché gli imprenditori si riprendano la loro azienda, l’azienda Italia, che può essere fonte di ricchezze impensabili. E un atto di insofferenza contro questa politica inefficiente e dannosa, che contesteremo bruciando le nostre tessere elettorali”, ha detto al quotidiano L’Intraprendente.

Cane che abbaia: inquilini condannati per rumori molesti

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L’ art 659 c.p. recita al 1° comma che: “chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 309 euro” .
Segue il 2 comma che: “applica l’ ammenda da 103 euro a 516 euro a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell’autorità”.
Tale tipo di reato si colloca tra quelli di pericolo per la caratteristica del bene da tutelare costituito dalla quiete pubblica e della tranquillità privata con particolare riguardo al riposo delle persone e al tranquillo svolgimento delle loro occupazioni
Elementi costitutivi del reato sono riassumibili nella condotta, di tipo commissivo od omissivo, idonea a determinare il disturbo delle occupazioni o del riposo e il dolo o colpa (elemento soggettivo).
Ai fini della punibilità del soggetto agente è necessario che la stessa sia astrattamente idonea ad arrecare un disturbo diffuso e generalizzato delle occupazioni e/o del riposo di una multitudine di persone, quantunque sia anche una sola persona a lamentarsene.
La vicenda vedeva coinvolta una coppia di coniugi che in seguito alla condanna del Tribunale di Salerno, per schiamazzi e rumori provocati dal suono del pianoforte e dell’abbaiare del loro cane che ne disturbavano l’ occupazione e il riposo di un vicino nelle ore pomeridiane proponevano ricorso per Cassazione.
Con la sentenza n. 44916 del 7 novembre 2013, i Giudici di Piazza Cavour hanno statuito che risponde del reato di cui all’art. 659 c.p. chi non impedisce il molesto abbaiare del proprio cane anche se custodito nella sua proprietà e ciò se l’accaduto viene confermato dall’intero condominio.
Una sentenza quest’ ultima che ha segna la prevalenza su quelle dettate a difesa del diritto esistenziale dell’ animale di abbaiare.

Marsica. Operazione Eldorado: sgominata banda di rapinatori

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Blitz della Polizia in Abruzzo. Gli uomini del Commissariato di Avezzano e della Squadra mobile dell’Aquila stanno eseguendo 20 misure cautelari disposte dal gip del Tribunale di Avezzano Maria Proia nei confronti di altrettanti indagati, quasi tutti italiani. Dal luglio 2012 la banda aveva iniziato a organizzare rapine nella Marsica, terrorizzando la gente, che veniva inseguita nelle strade, rapinata della propria autovettura e malmenata in caso di resistenza.
All’operazione, denominata “Eldorado” per sottolineare la set ed i denaro degli indagati, stanno partecipando oltre 150 agenti della Polizia guidati dal Vice Questore Aggiunto Marco Nicolai. Gli investigatori, coordinati dal pm Guido Cocco, hanno avviato le indagini dopo le rapine ad alcuni centri commerciali della Marsica, Match Point, Compro oro ed il supermercato Decò.
La banda si era anche specializzata nei furti in abitazione, in esercizi commerciali e in edifici pubblici. Tra i reati contestati anche il furto in due scuole, l’Istituto scolastico dell’Agricoltura e quello dell’Istituto scolastico dell’Arte, entrambi razziati nella notte tra il 18 ed il 19 novembre del 2012 ad Avezzano. Tra la refurtiva, oltre a computer, lastre d’argento e denaro, anche rame oggetto poi di successiva ricettazione.
Non solo: c’era anche la droga negli interessi della banda sgominata dalla Polizia nella Marsica. Eroina, cocaina e hashish venivano acquistate in provincia di Roma e rivenduta in Abruzzo: decine sono state le consegne documentate dagli investigatori nel corso di quasi due anni di indagini. E nello spaccio erano molto attive anche le donne del clan.

Microcredito FSE Campania, pubblicato il 9° elenco di beneficiari

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La Regione Campania ha pubblicato 9° elenco di domande ammesse e non ammesse, all’esito della verifica istrutoria, ai microprestiti agevolati fino a 25.000 euro attingendo dal Fondo Microcredito FSE.

La misura, di cui ci siamo ampiamente occupati su Campania Europa, è stata dotata di risorse per a 100 milioni di euro. Permetterà a giovani, donne, disoccupati, disabili di avviare ed ampliare nuove imprese e costituire realtà associative.

 

Giuffrè Formazione

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Giuffrè Formazione
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