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SCIOPERO DEL 15 NOVEMBRE 2013: SOLIDARIETA’ E AZIONE, INSIEME

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download (1)Gli impegni d’aula mi trattengono alla Camera per le interpellanze urgenti in programma al mattino, ma non posso mancare d’essere al fianco di quanti scenderanno in piazza oggi per manifestare, nella giornata di sciopero, la preoccupazione e la volontà di azione comune per affrontare le difficoltà del sistema produttivo nella nostra regione e specialmente in provincia di Pordenone. L’unità a difesa del sistema produttivo, è l’elemento fondamentale da cui partire per far fronte ai deficit che la crisi ha messo in evidenza. Solidarietà e azione devono aiutarci a colmare i vuoti che rischiano di aprirsi e spingerci verso il futuro con una rinnovata e innovativa capacità imprenditoriale.

Anche l’iniziativa di spinta e sostegno a livello parlamentare è trasversale e unitaria. Dopo il question time dei giorni scorsi, in questi giorni, insieme alla collega trevigiana Simonetta Rubinato e a molti altri, abbiamo interpellato con urgenza la presidenza del Consiglio dei Ministri a partire dal caso Electrolux sulla crisi dell’elettrodomestico per chiedere in modo chiaro: se non ritenga di avocare a sé l’iniziativa in materia per istituire con estrema urgenza il tavolo nazionale per il settore dell’elettrodomestico di concerto con il Ministero dello sviluppo economico e con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, coinvolgendo le rappresentanze sindacali e di categoria, nonché le Regioni interessate, stante l’urgenza di intervenire in un comparto produttivo strategico per l’industria in Italia, alla pari di Fiat, Alitalia e Telecom, per definire entro i prossimi mesi una strategia di politica industriale di breve e medio periodo e per implementare con urgenza le azioni necessarie per il rilancio del settore, inclusa la sorveglianza di mercato per il sostegno e la difesa del valore aggiunto del prodotto italiano, affinché possa continuare a dare il suo importante contributo alla crescita del Paese e alla salvaguardia dei livelli occupazionali; se non ritenga, in occasione del semestre italiano della presidenza europea, di affrontare la questione del declino del mercato europeo occidentale dell’elettrodomestico e del rischio della desertificazione produttiva nei paesi nell’Europa occidentale a causa della delocalizzazione del “bianco” nei paesi dell’Europa dell’Est, ponendo a tema delle politiche comunitarie, di concerto con il Vicepresidente della Commissione europea con delega per l’Industria e l’Imprenditoria Antonio Tajani, la situazione di insostenibile disparità tra i paesi membri in tema di costo del lavoro e dei servizi; se non ritenga di intervenire direttamente nei confronti della proprietà e del management di Electrolux per rendere esplicita la volontà del Paese di mantenere una forte presenza del Gruppo in Italia, sollecitando l’operatività del tavolo di confronto già esistente presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministro dello Sviluppo Economico tra i vertici dell’azienda Electrolux ed i sindacati, coinvolgendo anche le Regioni interessate, in particolare Veneto e Friuli Venezia Giulia, e le amministrazioni locali, con l’obiettivo da un lato di verificare l’attuazione da parte di Electrolux del piano di allineamento, assestamento e ripresa industriale nei termini concordati nel marzo 2011, e, dall’altro, di individuare nuove misure di sostegno alla competitività che possono essere messe in campo dalle istituzioni e dalle parti sociali e quelle di competenza dell’azienda che consentano di salvaguardare i poli produttivi in Italia, in particolare quelli di Susegana e Porcia, ed i livelli occupazionali, potenziando in ogni caso il settore strategico della R&S e lavorando infine anche sulla proposta di assegnazione delle aree dismesse dalla multinazionale svedese nei due siti alle società strumentali delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, per dare corso ad un piano di reindustrializzazione, che potrebbe comprendere anche l’ipotesi di interventi di ottimizzazione energetica utili al rilancio degli investimenti; se non ritenga infine di attivare l’introduzione anche in Italia di norme fiscali sulle riorganizzazioni transfrontaliere e delocalizzazioni che, sull’esempio di quanto già avviene in alcuni paesi quali la Germania, nel rispetto della normativa comunitaria, salvaguardino l’interesse economico e sociale nazionale pur senza contraddire i principi della libera concorrenza e della libertà di stabilimento.

Trasmesso e pubblicato

Ufficio Stampa

On. Giorgio Zanin

I Comuni più ricchi e più poveri secondo l’Irpef: da Basiglio a Valsolda

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Il Comune più ricco dell’Italia è Basiglio, in provincia di Milano, con una media Iperf di oltre 53mila euro procapite. Il più povero invece è Valsolda, in provincia di Como, dove la media Iperf è di poco meno di 12mila euro procapite.
Questa la classifica della ricchezza e della povertà nei comuni italiani secondo i dati sui redditi del 2011 del ministero delle Finanze, che confermano un divario il divario di ricchezza tra nord e sud Italia, ma solo per le grandi città.
Dalla classifica si nota subito che i 10 comuni più ricchi si trovato tra Lombardia e Piemonte, spiega Mario Sensini sul Corriere della Sera. Quasi a sorpresa anche tra i 10 comuni più poveri ben 6 sono nel nord Italia, tra le province di Como e Cuneo.
La “Top 10″ dei comuni più ricchi in Italia secondo la media Iperf in cifre procapite:
1 – Basiglio (Milano): 53.589 euro;
2 – Galliate Lombardo (Varese): 44.814 euro;
3 – Campione D’Italia (Como): 42.772 euro;
4 – Cusago (Milano): 42.119 euro;
5 – Carate Urio (Como): 40.022 euro;
6 – Pino Torinese (Torino): 39.971 euro;
7 – Torre d’Isola (Pavia): 39.954 euro;
8 – Fiano (Torino): 38.334 euro;
9 – Segrate (Milano): 37.659 euro;
10 – Pecetto Torinese (Torino): 37.360.
La “Top 10″ dei comuni più poveri in Italia secondo la media Iperf:
1 – Schiavi di Abruzzo (Chieti): 13.308 euro;
2 – Cairano (Avellino): 13.260 euro;
3 – Castelmagno (Cuneo): 13.073 euro;
4 – Elva (Cuneo): 12.744 euro;
5 – Carvagna (Como): 12.413 euro;
6 – Mazzarrone (Catania): 12.400 euro;
7 – Val Rezzo (Como): 12.390 euro;
8 – Gurro (Verbano): 12.377 euro;
9 – Platì (Reggio Calabria): 12.233 euro;
10 – Valsolda (Como): 11.988 euro.

Rimborsi Irpef a 96mila di disoccupati per 75mln €: regalo di Natale del fisco

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Per 96 mila di disoccupati a Natale il regalo arriva dall’Agenzia delle entrate, che manderà assegni del rimborso Irpef per 75 milioni di euro. L‘Agenzia delle Entrate ha così attuato rapidamente le nuove norme relative ai rimborsi con il 730. I rimborsi saranno accreditati sui conti corrente dei contribuenti a partire dal 15 dicembre, mentre i rimborsi in contanti partiranno dal 21 dicembre presso gli uffici postali.
In una nota l’Agenzia delle entrate annuncia: ”Settantacinque milioni di euro di rimborsi fiscali sotto l’albero di Natale per gli oltre 96mila contribuenti – annuncia l’Agenzia in una nota – che, non avendo più un datore di lavoro e vantando un credito fiscale, hanno usufruito dell’opportunità offerta dal Decreto del Fare (art. 51-bis del Dl n. 69/2013) di presentare il modello 730 Situazioni particolari (Sp) lo scorso settembre”.
A partire dal 2014, i contribuenti che non hanno più un posto di lavoro, potranno presentare la dichiarazione 730 non soltanto nel caso di somme a credito, ma anche nel caso di importi a debito. I rimborsi Irpef ”pro-disoccupati” si aggiungono al milione di rimborsi Iva annunciati il 13 novembre dall’Agenzia, che nelle prossime settimane consentiranno a 4 mila imprese di ricevere un po’ di ossigeno finanziario. Un importo che fa salire a oltre 10 miliardi di euro la somma complessivamente rimborsata da inizio 2013 a oltre 39mila imprese.

Pensioni. Inps al Governo: “Inpdap ed Enpals ci rovinano”

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Pensioni. Inps al Governo: “Inpdap ed Enpals ci rovinano”. Il rosso Inps fa paura, o perlomeno non fa dormire sonni tranquilli sulle pensioni, specie se a dirlo è il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua. Il quale, visto il bilancio dell’ente, appurato che il recente accorpamento dei dissestati Inpdap ed Enpals nella nuova super Inps è una zavorra gigantesca, ha scritto una lettera al ministro dell’Economia e a quello del Welfare per lanciare l’allarme.
“Ho scritto sia al ministro Saccomanni che al ministro Giovannini, come fatto con l’esecutivo precedente — ha spiegato — invitandolo a fare una riflessione su questo punto essendo il bilancio Inps ormai un bilancio unico ed essendo il disavanzo patrimoniale ed economico una cosa che, vista dall’esterno, nel mondo della previdenza, può dare segnali di non totale tranquillità”. L’eufemismo non nasconde la gravità della situazione patrimoniale dell’ente: l’Inpdap accorpata all’Inps ha scaricato sul suo bilancio ben 10,2 miliardi di euro di disavanzo patrimoniale e quasi 5,8 miliardi di euro di passivo per l’esercizio 2012.
Ma come nasce questo buco Inpdap, buco peraltro già noto? La colpa è rintracciabile nel calo delle entrate contributive per i tagli ai dipendenti pubblici ma, in misura più larga, a causa dello “Stato evasore”. Proprio così: le amministrazioni pubbliche, in special modo gli enti locali, almeno fino al 1995 non versavano i contributi alla Cassa dei Trattamenti pensionistici e dopo il ’96 solo la la quota della contribuzione a carico del lavoratore. In pratica, solo l’8,75% invece del 24,2% che avrebbero dovuto corrispondere. Con grave pregiudizio, alla fine, del patrimonio totale di SuperInps.

Domeniche a piedi a Roma: primo dicembre e pausa pranzo

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Il 1° dicembre tornano le domeniche a piedi nella città di Roma. Contro lo smog il sindaco Ignazio Marino ha fermato lo stop al traffico dalle 7,30 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 20,30. Prevista dunque una “pausa pranzo” in cui si potrà liberamente circolare, senza restrizioni. Il 1° dicembre sarà solo la prima domenica “verde” nella capitale, per le altre bisognerà attendere il 19 gennaio, il 23 febbraio e il 23 marzo 2014.
Su Repubblica edizione di Roma, Cecilia Gentile spiega che la domenica a piedi non sarà solo divieti di circolazione per Roma, ma comprenderà anche iniziative per attirare turisti:
“Per rendere più appetibili le giornate a piedi, il Campidoglio già pensa alla programmazione di iniziative diverse, come visite guidate ai musei comunali, al Bioparco, a fiere dei prodotti agricoli delle aziende a chilometri zero, da concordare con i vari assessorati, nonché al potenziamento del trasporto pubblico, per facilitare gli spostamenti di romani e turisti”.

Un milione e mezzo di download per la app di ADP

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Più di un milione e mezzo di utenti per la app Mobile Solutions di ADP, creata per fornire ai dipendenti un accesso costante alle informazioni salariali, alla rubrica aziendale e per gestire la richiesta di assenze da ogni device mobile.

Un milione di download sono stati fatti da iTunes, mentre più di 450mila hanno interessato Google Play. La app Mobile Solutions è disponibile in 35 paesi e in 27 lingue e permette di raccogliere in una unica soluzione tutti gli strumenti necessari all’HR.

«Il lancio di ADP Mobile Solutions conferma, ancora una volta, ADP quale leader nell’innovazione HR anche sul mercato italiano – afferma Nicola Uva, Strategy & Marketing Director di ADP Italia –, non siamo noi a dirlo, ma i feedback ricevuti dai nostri clienti (oltre 60mila utenti attivi finora) che hanno iniziato a utilizzare con soddisfazione la nostra app».

M-payment: una nuova app da Visa Europe e Orange

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Una spinta in più all’ecosistema dei mobile payment. Visa Europe e Orange hanno stretto un accordo per la creazione di Orange Cash: una app per smartphone che permette ai clienti francesi di Orange di pagare contactless con un telefono NFC.

orange cashLa app Orange Cash è stata sviluppata con il supporto di Wirecard Card Solutions, membro di Visa Europe, e permette di creare un account prepagato su cui caricare denaro proveniente dalla propria carta di credito, di debito o prepagata. Gli acquisti sono immediati e si può scegliere un PIN per gli acquisti superiori ai 25 euro.

«Il nostro accordo con Orange Cash segna un momento significativo nel percorso di adozione dei pagamenti mobile – afferma Sandra Alzetta, Executive Director Mobile di Visa Europe. L’accordo si basa sull’expertise senza eguali di Orange nell’NFC e di Visa nelle tecnologie legate ai pagamenti e sulla fiducia nei rispettivi brand. La partnership è perfettamente in linea con la nostra strategia d’innovazione e ci fornisce l’opportunità di offrire un servizio che semplifica la vita dei clienti».

Al via la Diversity Week di Deutsche Bank

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Deutsche Bank Italia partecipa alla Diversity Week, la settimana dedicata al concetto di diversità, giunta al terzo appuntamento annuale a livello globale. Dall’11 al 15 novembre i dipendenti, insieme a numerosi ospiti, potranno partecipare a iniziative culturali e conferenze dedicate.

L’obiettivo del Gruppo è celebrare e valorizzare i contributi che derivano dalle differenze tra le persone, capaci di apportare nuovi punti di vista, originalità nella ricerca delle soluzioni e una apertura al nuovo.

Inoltre, Deutsche Bank Italia è attivamente impegnata nella diffusione di una cultura aziendale orientata alla diversità, grazie anche alla partecipazione allo European Diversity Council di Deutsche Bank, in cui siede l’Amministratore Delegato Flavio Valeri.

Imprese, nuovo accordo per la gestione del credit risk

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Banca Etruria ha siglato un accordo con Atradius per permettere alle imprese clienti di accedere a condizioni agevolate alle soluzioni assicurative per il ramo credito: oltre alla protezione del fatturato a credito dal rischio d’insolvenza, è stato incluso anche il recupero dei crediti insoluti in Italia e all’estero.

«Quello con Atradius rientra negli accordi di partnership intrapresi per rafforzare l’offerta evoluta alla nostra clientela – afferma Federico Baiocchi Di Silvestri, Direttore Centrale Commerciale di Banca Etruria. Nell’attuale contesto economico, la tutela del portafoglio dei clienti rappresenta una soluzione innovativa per contrastare le dinamiche di mancati incassi innescate dalla crisi. In tal modo offriamo a piccole e medie imprese la garanzia di lavorare in tranquillità con i propri fornitori, assicurando i relativi crediti vantati».

Scazzosi: smobilizzare il credito per aiutare le imprese

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Fare sistema per sostenere le imprese e il tessuto imprenditoriale: è questo il messaggio del Presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate Roberto Scazzosi, che ha invitato i sindaci del territorio di competenza della banca ad aderire a Credito InCassa, l’iniziativa per smobilizzare i crediti scaduti vantati dalle imprese nei confronti della PA.

POCHI ISCRITTI – Sono meno del 10%, infatti, gli enti locali iscritti a Credito InCassa, il progetto promosso dalla Regione Lombardia per rispondere al bisogno di liquidità delle imprese e per sbloccare gli investimenti degli enti locali sul territorio tramite lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese lombarde nei confronti di Comuni, Unioni di Comuni e Province della Lombardia.

COME FUNZIONA – Il meccanismo coinvolge tre attori: le imprese che cedono alle società di factoring il proprio credito; le società di factoring che acquistano “pro soluto” il credito e assumono il ruolo di nuovo creditore verso gli enti locali; gli enti locali che godono di condizioni molto vantaggiose nel pagamento dei debiti.

PLAFOND – Le risorse finanziarie della misura, oltre al miliardo di euro messo a disposizione dalle società di factoring convenzionate (BCC Factoring, società del Credito Cooperativo, mette a disposizione delle aziende clienti delle BCC lombarde un plafond iniziale di 50 milioni di euro), vedono un contributo di 19 milioni di euro da Regione Lombardia e 50 milioni di euro come fondo di garanzia da parte di Finlombarda.

«I crediti scaduti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione rappresentano un problema che si è aggravato negli ultimi anni e che pesa sulle aziende, già colpite dalla crisi – commenta Roberto Scazzosi, Presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate –; quella offerta da Credito InCassa è, quindi, un’occasione da non perdere per stimolare e aiutare la ripresa. Fare sistema significa dimostrare la capacità di intercettare quelle opportunità che vanno a favore del territorio, e questo è il caso».