28 Ottobre 2026, mercoledì
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Crisi, record di fallimenti nel 2013: quasi 10mila, +12% rispetto al 2012

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Crisi, in Italia record di fallimenti: nei primi nove mesi del 2013 sono stati quasi 10mila (9.092 per la precisione), in aumento del 12% rispetto allo stesso periodo del 2012. E riguardano quasi tutti i settori e le forme di società, oltre che quasi tutte le regioni italiane, con picchi in Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Lazio.
Secondo i dati Cerved visionati dall’agenzia Ansa, i fallimenti sono al livello ”massimo osservato da più di un decennio nel periodo gennaio-settembre”.
La crescita dei default riguarda tutte le forme giuridiche, con tassi di aumento a due cifre: +12% per le società di capitale, +10% per le società di persone e +11% per le altre forme giuridiche. E tutti i settori: a cedere maggiormente sono le industrie dei servizi (con un aumento dei fallimenti del 14%), seguite dalla manifattura (+11%), che inverte il trend positivo del 2012. In aumento anche i fallimenti nelle costruzioni (+9,7%), il settore che sta pagando il dazio più pesante alla crisi.
L’aumento dei default è un fenomeno diffuso anche dal punto di vista geografico: la Lombardia accusa di gran lunga il numero assoluto maggiore di fallimenti (2.250 nei primi nove mesi) con un aumento del 13%. Peggiore il trend di Emilia Romagna e Veneto (+19% per entrambe le Regioni) e del Lazio (+15%). Male anche il Sud, frenano i default Liguria (-11%) e Umbria (-18%).

Evasione fiscale all’italiana: 6 trucchi, dalle false fatture alle Cayman

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Evasione fiscale all’italiana: 6 trucchi per frodare il Fisco. Come evadono le tasse gli italiani ce lo dice il Rapporto 2013 dell’Unità di Informazione Finanziaria: il classico “spallone” fa ancora la spola con la Svizzera, ma i metodi, anzi gli “schemi d’evasione”, sono tanti quanti la fantasia criminale (perché di un crimine si tratta) può escogitarne. Con l’aiuto del Sole 24 Ore che li ha messi in fila, vediamo in dettaglio, quali sono quelli più utilizzati dagli italiani.
Conti correnti privati per i movimenti dell’azienda. Schema collaudato, funziona così: l’impresa dirotta su parenti o amici consenzienti una fetta dei ricavi invece che registrarli sui bilanci aziendali. In questo modo, la diluizione dei ricavi consente l’elusione di una fetta della tassazione prevista. Molto popolare, nel 2012 ci sono state 5 mila segnalazioni.
Carte elettroniche. Si sta assistendo alla diffusione di un uso anomalo di carte elettroniche (carte di credito, carte prepagate). Un vero boom, segnala l’Unità di Informazione Finanziaria. Proliferano soggetti titolari di un numero “elevatissimo di carte”: autentici prestanome, i quali, nel circuito illegale dei pagamenti elettronici, eludono il tetto di mille euro al contante, consentendo tranquille transazioni totally black, invisibili e non tracciabili.
Rientri sospetti da scudo fiscale. 300 segnalazioni sono pervenute su fondi in rientro coperti dallo scudo fiscale e reinvestiti con operazioni in conto corrente.
Flussi di contante sospetti. La necessità di rendere il più possibile tracciabili i pagamenti resta una questione politica controversa (il Pdl contesta il tetto al contante a mille euro e c’è chi propone di elevarlo a 5 mila). Per chi si occupa di contrasto all’evasione fiscale, i flussi di cash restano una spia preziosa per scoprire il nero accumulato.
Falsa fatturazione. Un classico nei manuali del perfetto evasore: false fatturazioni per operazioni mai esistite. La fattura può essere falsa integralmente (nessuna operazione, inesistenza oggettiva). Poi si può parlare di sovrafatturazione o sottofatturazione: “ad esempio, l’aumento dell’esborso indicato (supponiamo: da 20 a 100 euro) per accedere a maggiore deduzioni sui costi e/o detrazioni delle imposte”. Mai passata di moda, infine, è la “frode carosello”: una società di comodo si mette tra venditore e acquirente reali, dichiara di cedere il bene e ci incassa l’Iva sopra.
Paradisi fiscali. Spiagge a perdita d’occhio e riservatezza impenetrabile, specie sulle ricchezze affluenti: si mette insieme il gruzzolo nel paese d’origine,si trasferiscono in società di comodo nella più totale “opacità proprietaria, reddituale e finanziaria” e si sfruttano i segreti bancari o le aliquote più vantaggiose dei paesi d’approdo.

On. Giulietti: “Il collegio Itaca servizio di qualità che potenzi l’offerta universitaria di Perugia”

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Giampiero-Giulietti1L’on. Giampiero Giulietti ha partecipato questo pomeriggio all’inaugurazione del collegio universitario internazionale Itaca di Perugia.

“Il collegio è un servizio di qualità che potenzia e migliora l’offerta universitaria di Perugia e dell’Umbria – ha detto il deputato del Pd – La nostra regione è in grado di offrire una vasta rete di servizi di accoglienza agli studenti che scelgono di venire a studiare qui e la struttura inaugurata oggi conferma la validità del polo universitario perugino, oltre alla bontà delle misure adottate dall’Ente regionale che ha investito e continua ad investire per il diritto allo studio”.

Trasmesso e pubblicato

Ufficio Stampa

On. giampiero Giulietti

Pensionati cercano lavoro occasionale, boom di annunci sul web

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Gli anziani colpiti dalla crisi e appesi alla pensione minima o prepensionati ancora troppo giovani provano a rientrare dalla finestra del lavoro occasionale e spesso in nero. Oggi su internet, è un boom di annunci: “Abbiamo ancora voglia di lavorare”.

«Sono un ragioniere, ho ancora l’auto e ci vedo bene. Ho 75 anni e mi piace lavorare». Rodolfo vive in provincia di Bologna con la moglie. «Per l’annuncio online mi ha aiutato mio nipote — racconta — mi serviva un’entrata in più, visto che con la pensione a malapena riempio il frigorifero ». Rodolfo fa piccoli lavoretti in nero (per questo preferisce non rivelare il cognome): «Vado a pagare le bollette per alcuni condomini della mia palazzina e tre volte a settimana porto a scuola i bambini di una famiglia della zona». Poca cosa, ma sempre meglio di niente. Del resto basta cliccare qua e là per accorgersi di un fenomeno emergente: il boom di annunci di lavoro di over 65enni, dal nonno a ore, al pensionato consulente.
Un dato per tutti: su Kijiji. it (grande sito di annunci gratuiti online) a fronte di un aumento del numero generale di annunci pari al 10% nei mesi di settembre e ottobre 2013 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, gli annunci che vedono protagonisti i pensionati in cerca di nuova occupazione sono cresciuti di ben il 54%. Insomma, un esercito di “nonni” è sbarcato su internet. «Questa tendenza — afferma Roberto Tucci, responsabile sviluppo di Kijiji in Italia — mostra come ormai gli annunci online siano diventati un aiuto per persone di ogni età».

Scelta Civica: Stefania Giannini segretario, Alberto Bombassei presidente

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La senatrice Stefania Giannini è il nuovo segretario di Scelta Civica. E’ stata nominata dall’assemblea che ha votato all’unanimità il nuovo organigramma del partito che vede alla presidenza la conferma di Alberto Bombassei ce ha preso le redini del partito dopo le dimissioni di Mario Monti.
L’assemblea ha anche istituito la figura della presidenza onoraria ma la casella è al momento rimasta vuota. Nessun ripensamento? E’ stato chiesto a Mario Monti che non chiude la porta e dice: “In futuro vedremo”.
L’Assemblea nazionale ha completato la composizione del Comitato di presidenza nominando inoltre Renato Balduzzi vicepresidente vicario e Ilaria Borletti vicepresidente al posto della dimissionaria Paola Merloni.

Roma, via i sanpietrini. “Li rimuoveremo dalle strade trafficate”

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Scoppia la battaglia dei sanpietrini a Roma. Entro la fine del 2014 a Roma sarà pedonalizzato tutto il Tridente, entro il 2018, data fine mandato Marino, saranno interamente pedonalizzati i Fori Imperiali e realizzato il parco archeologico dell’Appia Antica.
In generale, col nuovo bilancio 2014, partirà un piano di manutenzione delle strade, per eliminare le famigerate buche da vie e marciapiedi, e nel frattempo dalle vie ad alto scorrimento della Capitale dovrebbero essere tolti i sanpietrini. E’ questa la road map tracciata dal sindaco di Roma Ignazio Marino durante un videoforum su Repubblica Tv.

Scrive Carlo Alberto Bucci

I black bloc strappano i sanpietrini dalla strada per scagliarli nelle manifestazioni a Roma. Ma quei blocchetti di pietra nera sono al centro di una battaglia che va al di là della violenza di piazza. E riguarda la permanenza stessa del selciato lavico romano lungo le strade di scorrimento della Città Eterna. Una querelle sulla quale si spaccano sinistra e destra capitolina. Al centro della tenzone, sono i sempiterni sanpietrini. I “serci” della Roma papalina e, poi, della capitale umbertina. Sulle barricate appaiono schierati i motociclisti, stanchi di farsi massaggiare-massacrare la colonna vertebrale dai sobbalzi in sella allo scooter o di volare gambe all’aria alla prima pioggia che rende il manto lavico una saponetta. Sul fronte opposto, l’architetto Paolo Portoghesi e gli altri difensori di una tradizione urbanistica che risale al programma sistino di papa Peretti e che si sostanzia della nostalgia della Roma sparita del Belli, di Pinelli e degli acquerelli di Roesler Franz.
Ora, ad affiancare i centauri, arriva da sinistra lospoils system sul sanpietrino che è ben più rigoroso di quanto fatto, ad esempio, con i manager delle partecipate dei trasporti. La pietra dello scandalo riguarda l’ottocentesca via Nazionale. E l’ha scagliata giovedì il sindaco Ignazio Marino aRepubblica tv: «I sanpietrini sono bellissimi in talune piazze come il Pantheon, ma forse in alcune strade ad alto scorrimento, come via Nazionale, è meglio sostituirli con l’asfalto». Del resto, è di quest’anno la rimozione a Milano dello scivoloso pavè di piazzale Baracca, sollevato per lasciar posto a un avveniristico asfalto rosso. E se Torino si coccola i suoi cubettini di porfido per le suole dei passanti di piazza San Carlo o di via Lagrange, le traballanti chianche di Bari Vecchia sono l’ossessione delle caviglie dei pedoni mentre a Palermo si dice: «Devi parlare solo quando si asciugano lebalate della Vucciria», ossia: mai, visto che sono sempre bagnate dai banchi del pesce.
Ma a Roma, Marino riuscirà dove Rutelli e Veltroni fallirono? «L’idea di rimuovere i sanpietrini da via Nazionale è un chiodo fisso dei “sindaci di sinistra”» s’indigna Fabrizio Ghera di Fratelli d’Italia che, da assessore pdl ai Lavori pubblici dell’era Alemanno, aveva mandato a monte l’opera dismantellamento iniziata dal suo predecessore, il pd Giancarlo D’Alessandro. Che, a sua volta, invece rivendica: «Al tempo di Walter (Veltroni, ndr), li abbiamo tolti da decine di strade, da via Appia a via Marmorata, e ci sono gli abitanti di via Po che ancora mi ringraziano. Ma via Nazionale me l’hanno scippata di mano». (…) Eppure il progetto della giunta Veltroni era andato molto avanti prima della restaurazione alemanniana. E prevedeva la rimozione dei caratteristici cubetti dai due sensi di marcia su cui passano qualcosa come 190 autobus l’ora.

L’On. Giulietti all’inaugurazione della mostra del mobile: “Occasione di Rilancio”

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Giampiero-Giulietti1“Occasione di rilancio dell’economia dell’Alta Valle del Tevere”

“Un appuntamento fondamentale per valorizzare le eccellenze dell’Alta Valle del Tevere ma anche un’occasione di rilancio dell’economia locale attraverso un prodotto che, come il mobile in stile, rappresenta con orgoglio il made in Italy”. E’ quanto dichiarato dall’on. Giampiero Giulietti che ha partecipato oggi alla cerimonia di inaugurazione della Mostra del mobile in stile di Città di Castello organizzata dal Consorzio Smai e visitabile fino al 24 novembre presso il Centro Servizi di Cerbara.

“In un momento difficile dal punto di vista economico,appuntamenti di questo tipo acquisiscono un valore ancora maggiore perché sono in grado di far conoscere le eccellenze del nostro territorio e di aprirsi a nuovi mercati, coniugando la tradizione dell’arte del mobile con l’innovazione e il design. – ha affermato il deputato del Pd –  Città di Castello vanta un’antica tradizionedell’arte del mobile, un patrimonio inestimabile che deve essere salvaguardato e valorizzato e che può costituire un nuovo volano di sviluppo per l’economia dell’Alta Valle del Tevere e dell’intera regione Umbria”.

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Ufficio Stampa

On. Giampiero Giulietti

Sopralluogo al canile comunale di Bari, animali e volontari in difficoltà

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Sopralluogo_canile_di_BariE’ stato fatto un sopralluogo al canile comunale di Bari in via dei Fiordalisi presso la zona industriale di Modugno, in cui sono ospitati 139 cani dell’associazione ACA, reso operativo esclusivamente grazie all’ordinanza sindacale N. 2012/00260 del 02/03/2012.

A distanza di più di un anno dall’ordinanza, la struttura è ancora senza le opportune autorizzazioni sanitarie. Con la presenza del portavoce al Senato del MoVimento 5 Stelle Lello Ciampolillo, abbiamo riscontrato una situazione di degrado assoluto dovuto ad uno spreco incommensurabile di denaro pubblico, 2 milioni e 800 mila euro, per un ambiente che alla prima giornata di pioggia si allaga completamente. Gli animali sono curati soltanto grazie al lavoro dei volontari.

Per il lavoro che stiamo svolgendo al fine di risolvere il problema del randagismo a Bari, abbiamo ricevuto una lettera di ringraziamento dall’associazione ACA ONLUS nella quale lamenta l’attuale progetto di realizzazione del canile comunale.

La nostra determinazione è improntata nell’ottenere una struttura pubblica efficiente ed efficace, cosa che oggi, nei fatti, manca.

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Ufficio Stampa

Fabio Leli

Attivista MoVimento 5 Stelle Bari

M5S PARLAMENTARI PUGLIESI SUL commento telefonata Vendola-Archinà

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36ea3d756d34c4f69f259d9f33d751ceBasta guardare i dati diffusi dallo studio Sentieri sulla mortalità per tumori a Taranto, o le perizie chimiche ed epidemiologiche della Procura di Taranto, per capire che di marcio ce n’è davvero tanto tra tutti coloro che in questi anni hanno avuto responsabilità nella gestione dell’ILVA.

Ad ogni livello qualcuno poteva fare qualcosa in più per tutelare la salute dei cittadini e non l’ha fatto, dal sindaco, ai dirigenti, fino al Presidente di Regione.

Oggi Vendola e tanti suoi consiglieri, amici e compagni d’affari sono indagati, personaggi come per esempio Girolamo Archinà, già agli arresti domiciliari, il braccio destro di Riva, proprietario dell’ILVA. Archinà con il quale proprio il governatore poeta si divertiva al telefono, con il quale si complimentava per la prontezza di riflessi avuta nello strappare di mano il microfono dallo scomodo giornalista che indagava, evitando che questi potesse ottenere da Riva qualche dichiarazione compromettente.

Noi del M5S ci siamo stati a Taranto e abbiamo parlato direttamente con i cittadini disperati per le condizioni in cui versa la loro città. Una città antica, con storia e cultura importantissime, una città a vocazione turistica trasformata dallo Stato in un polo industriale che di fatto l’ammazza ogni giorno.

A Taranto non è più possibile allevare, coltivare, giocare all’aria aperta e persino tumulare i defunti per via dell’inquinamento ambientale, a Taranto praticamente non si può più vivere.

Segue una nota a firma dei parlamentari pugliesi 

La politica tradizionale, quella dei partiti, quella che non vede altro che gli interessi delle lobbies, il mercato,  i flussi di denaro, quella che ci ha ridotti nello stato pietoso in cui siamo, non trova altre soluzioni che non decreti e supercommissari che non risolveranno un bel niente.

Noi invece abbiamo in mente soluzioni rivoluzionarie, vorremmo veder diventare Taranto la nuova Bilbao. Questa modesta città del nord della penisola iberica che ha avuto il coraggio di puntare sulla cultura e ha stravinto la scommessa diventando la terza meta turistica in Spagna dopo Barcellona e Madrid. È questo che vogliamo per Taranto, una vera e propria rinascita e lotteremo in tutte le sedi per ottenere questo risultato.

Per quanto riguarda i responsabili dello sfacelo auspichiamo che la giustizia faccia il suo corso e che chi deve pagare paghi. Se Vendola ha la coscienza a posto sarebbe quantomeno opportuno che si scusasse con i cittadini di Taranto, altrimenti si dimetta subito e affronti le sue responsabilità. Le vittime di questa tragedia e le loro famiglie meritano rispetto e giustizia!

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Ufficio Stampa

On. Giuseppe Brescia

Spessotto: Replica alle dichiarazioni stampa di Ferrazza/Tav Venezia-Trieste

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d305668Apprendo con sgomento quanto riportato ieri dagli organi di stampa locali in merito alle dichiarazioni del responsabile ministeriale dei Corridoi Ten-T Roberto Ferrazza sulla realizzazione della Tav Venezia-Trieste, definita dallo stesso Ferrazza un’opera prioritaria.

A dichiararlo è la Deputata del M5S Arianna Spessotto che da anni è impegnata sul fronte Veneto dei no TAV. Stando alle affermazioni di Ferrazza, ribadisce la Spessotto – il Ministero dell?Ambiente starebbe chiudendo il parere di VIA su due ipotesi di progetto, quello del 2010 redatto da Italferr, su cui si sono espressi negativamente i cittadini, gli enti locali, le Regioni, le categorie produttive nonché lo stesso Commissario Straordinario Bortolo Mainardi, e quello sull’ipotesi definita di “affiancamento” che, a differenza di quanto affermato da Ferrazza, non è mai stata tradotta in progetto, e di cui esiste peraltro solo uno studio di prefattibilità, redatto nel 2012.

Ho provveduto oggi stesso ad inoltrare un’apposita richiesta di accesso agli atti al Ministero dell’Ambiente puntualizza la Spessotto per far luce su questo ipotetico progetto di affiancamento alla linea esistente.

Ricordo che l’unica proposta su cui c’era stata una convergenza di tutte le parti coinvolte dal tracciato, era quella di ammodernare ed ottimizzare le linee esistenti, intervenendo in maniera efficace sui passaggi a livello, sui colli di bottiglia, sui sistemi di sicurezza e segnalamento dei treni e sul cadenzamento degli orari.

Forse sfugge al dott. Ferrazza, aggiunge la Spessotto che, per stessa ammissione della Società RFI (Rete Ferroviaria Italiana), non esiste ad oggi un mercato passeggeri e merci che giustifichi la realizzazione dell’alta velocità-alta capacità da Venezia verso Trieste, dal momento che il traffico merci e passeggeri, come ammesso dallo stesso Moretti, viaggia su tutt?altra direttrice!

Ai folli che fin dall’inizio hanno portato avanti l’ipotesi TAV del 2010, vorrei chiedere se si impegneranno personalmente a restituire ai cittadini quei 14 milioni di euro buttati nel realtivo progetto, visto che ad oggi tutti lo hanno bocciato. Fondare su basi errate un investimento di tale portata è del tutto irresponsabile, soprattutto in un momento di crisi come quello che attraversa l’economia italiana ed europea.

Vorrei poi sapere, aggiunge la Deputata del M5S, quanto è costato e quanto costerà ai cittadini italiani il nuovo progetto dell’architetto Bortolo Mainardi e come si concilia l’evidente conflitto di interessi che coinvolge quest’ultimo, dal momento che, oltre ad essere commissario straordinario, di nomina politica, per l’alta velocità Venezia-Trieste, Mainardi è contemporaneamente membro della commissione VIA, la stessa che si occuperà di dare il parere di compatibilità ambientale su questi progetti.

E’ quanto mai urgente, afferma la Spessotto, aprire un tavolo di concertazione con il territorio, per programmare insieme ai cittadini e sulle loro esigenze un piano regionale dei trasporti che ponga fine a uno sviluppo schizofrenico e incontrollato di nuove infrastrutture e per potenziare i necessari interventi sulle direttrici esistenti. Sono ben altre le infrastrutture di cui necessita un Paese post-industriale come l’Italia, conclude la Spessotto: una giustizia più veloce, la certezza del diritto, meno burocrazia, una pubblica amministrazione trasparente ed efficiente, senza imporre costi enormi a cittadini e imprese. Investiamo queste risorse in interventi utili che vadano a beneficio di tutta la popolazione: non è riempendo l’Italia di asfalto e ferrovie che il Paese ricomincerà a crescere.

Trasmesso e pubblicato

Ufficio stampa

On. Arianna Spessotto