Nel lungo sfogo di Totò Riina in carcere, ascoltato di nascosto nei giorni scorsi da un agente della Penitenziaria, non ci sono solo le minacce al pm Nino Di Matteo e ai magistrati del pool “trattativa”.
Il capo di Cosa nostra si vanta anche delle sue gesta criminali più eclatanti, le stragi del 1992.
E in modo sprezzante parla del giudice Giovanni Falcone: “Voleva andare a vedere la mattanza dei tonni, ma la mattanza gliel’ho fatta io”.
Questo ha detto Totò Riina a un compagno del carcere milanese di Opera. E poi è tornato a minacciare Di Matteo: “Gli faccio fare la fine del tonno, come a Falcone”.
Totò Riina ancora intercettato: “A Di Matteo ci faccio fare la fine del tonno, come ho fatto con Falcone”
“Voto anticipato a maggio se il Tar decide subito”
La prima finestra utile che permetterebbe di far soffiare sul Consiglio regionale il vento delle elezioni anticipate potrebbe aprirsi il 9 gennaio 2014. Quel giorno infatti il Tribunale amministrativo regionale potrebbe mettere all’ordine del giorno la richiesta di annullare le elezioni regionali del 2010 dopo la condanna definitiva dell’ex consigliere regionale, Michele Giovine, nel procedimento per le firme false della lista Pensionati per Cota.
Istanza depositata
Ieri, infatti, i legali dell’ex presidente della Regione, Mercedes Bresso hanno depositato l’istanza di definizione dell’udienza dei giudici amministrativi per il responso definitivo sulla regolarità delle Regionali del 2010.
Secondo l’ex presidente si potrebbe arrivare ad una decisione definitiva in tempi brevi anche perché la sentenza del Tar sarebbe immediatamente esecutiva, per quanto appellabile al Consiglio di Stato. Insomma, entro pochi mesi la giunta guidata dal governatore leghista potrebbe decadere e a quel punto «ci sarebbe il tempo per andare al voto già nella finestra elettorale della prossima primavera, in concomitanza con le elezioni Europee e amministrative». Una tesi sostenuta dall’avvocato Giampaolo Zancan. È davvero così? L’avvocato Paolo Davico Bonino, un altro dei difensori della Bresso, si augura che «i giudici amministrativi abbiano il coraggio di fare scelte in tempi brevi».
«Pensionati e Invalidi»
I legali della Bresso si dicono anche convinti la vicenda delle firme irregolari legate alla presentazione della lista Pensionati ed Invalidi coalizzata con il centrosinistra non può avere effetti sull’esito elettorale e, dunque, nemmeno sull’esito del ricorso.
La tesi degli avvocati dell’ex presidente è legata alla conta dei voti: «Anche se volessimo togliere sia i voti apportati da Giovine che quelli della Staunovo e tenuto conto che la differenza di voti è solo di 9.372, il risultato elettorale sarebbe in ogni caso favorevole al centrosinistra». Non la pensa così Mario Carossa, capogruppo leghista: «Bresso può cercare tutti gli avvocati che vuole: la volontà popolare era quella di mandarla a casa, punto e basta».
Napoli, la fidanzata di Lino: «Ora andrò in Africa ad aiutare chi soffre»
La sera del 15 ottobre di un anno fa, Salvatore Baldassarre – condannato ieri all’ergastolo – uccise Lino Romano, il fidanzato di Rosanna. C’era stato un errore di comunicazione con la donna che faceva da palo e l’assassino sparò al giovane che stava appena uscendo da casa della sua ragazza a Marianella e con la faida di Scampia non c’entrava nulla.
Da quel giorno Rosanna Ferrigno esce solo per andare al cimitero. E a casa apprende la notizia della condanna del killer. Baldassarre, alla lettura della sentenza avverte spavaldo: «Non mi pento». «E io certo non perdono», dice Rosanna. Ma racconta di seguire un percorso di fede destinato a portarla via da qui. Dove? «In Africa o ovunque ci sia bisogno di me»
Parla il poliziotto del bacio “È stata una provocazione”
Quel tentativo di bacio tra un poliziotto in assetto anti-sommossa e un’attivista, proveniente dall’area autonoma milanese poteva sembrare un gesto distensivo. Ma in realtà così non è. Il giorno dopo i No Tav e la polizia danno la stessa interpretazione: nessun gesto di pace e/o amore. Anzi. «Sta accadendo qualcosa molto più grande di me, mi viene attribuito un comportamento che non mi appartiene. Ho spinto via la ragazza, per due volte, so come devo comportarmi, nessun turbamento». Il poliziotto al centro di un intenso interesse mediatico e protagonista involontario dei social network è un ragazzo siciliano di 25 anni, da pochi mesi a Torino. Fa parte del V Reparto Mobile e ieri mattina, scorrendo giornali e tablet ha avuto un soprassalto. E la ragazza, sul profilo Facebook, la racconta così: «Stavo pigliando per il c… una schiera di poliziotti antisommossa, che ci impedivano la strada».
Giuseppe Corrado, caposquadra del giovane poliziotto e vicesegretario provinciale del Sap, conferma: «Bacio? Diremmo forse meglio un tentativo fallito di provocazione risolto grazie alla professionalità del nostro operatore». Ancora: «E’ stato un gesto fondamentalmente ostile, e che quasi rasenta un reato penale, oltraggio a pubblico ufficiale. Il collega ha mantenuto i nervi saldi, è stato ineccepibile sul piano professionale, nessuno di noi cade in questi equivoci». La ricostruzione del caposquadra va avanti: «Dopo il bacio sulla visiera, la ragazza che era stata gentilmente allontanata, si era infilata due dita in bocca, le aveva bagnate di saliva e poi aveva tentato di toccare il volto dell’agente. Francamente, non mi sembra un gesto granché romantico. Un’altra ragazza, poi, aveva leccato la visiera di un altro poliziotto, insomma, a questi episodi va dato solo il significato che hanno, e non altro». E aggiunge: «I nostri reparti, in Val Susa, hanno un compito delicatissimo, quello di consentire che le proteste, legittime in un Paese democratico, si svolgano nella legalità. Purtroppo, in passato, non è avvenuto. E ora siamo qui, a discutere se quello fu un bacio gradito oppure no».
Quello scatto che ha fatto il giro delle redazioni e anche dei siti del movimento si è portato dietro un mare di polemiche. Non è un caso che Lele Rizzo, uno dei leader del movimento e del centro sociale Askatasusa, vada all’attacco: «Quella foto che ha suscitato tanta approvazione in realtà deve essere letta per quello che è: un’azione non a favore ma contro le forze dell’ordine». Dal suo punto di vista si tratta «dell’ennesimo tentativo da parte dell’informazione di criminalizzare il movimento facendo passare l’immagine che ci sono buoni e cattivi tra i No Tav e che ci sono metodi pacifici e violenti di lottare».
Forestale suicida, lacrime ai funerali: «Le istituzioni non dimentichino»
Parole vibranti, cariche di emozione, restituite alle tante persone che ieri pomeriggio hanno affollato la chiesa della Natività di Aiello del Sabato per l’ultimo saluto a Franco Argenio, l’operaio idraulico-forestale di 54 anni che venerdì scorso ha deciso di farla finita gettandosi in un pozzo alla periferia del paese.
«Non fate finta. Ascoltate le grida del povero. Coloro che hanno il potere si mettano al servizio degli ultimi. Ne risponderanno davanti a Dio. E il giudizio di Dio per chi ha il potere è severo. A chi governa dico di agire per tutti, soprattutto per i più poveri e non per se stessi»: don Carmine Picariello prende a prestito il Libro della Sapienza per rivolgere un monito alle istituzioni. Una storia triste, com’è triste la situazione di tutti gli addetti della comunità montana Irno-Solofrana, colleghi di Franco Argenio, che attendono da 17 mesi il pagamento dello stipendio.
Reggio: Museo dello Strumento. La Commissione garantisce il “Cilea” per iniziative e spettacoli
La Commissione straordinaria, rappresentata dal Prefetto, dott. Gaetano Chiusolo, e dal vice Prefetto, dott. Giuseppe Castaldo, ha incontrato questo pomeriggio (ieri per chi legge, ndr) a Palazzo S. Giorgio i rappresentanti dell’Associazione del Museo dello Strumento musicale, nei giorni scorsi danneggiato da un violento incendio.
All’incontro con il presidente, dott. Demetrio Spagna, presente anche una delegazione composta dai rappresentanti delle associazioni che operano a sostegno del Museo.
Il dott. Spagna, dopo aver ringraziato i commissari per la sensibilità dimostrata, ha tenuto a sottolineare la necessità di creare sinergia e integrazione tra i diversi Enti preposti alla realizzazione degli interventi strutturali degli spazi ferroviari attualmente utilizzati dal Museo .
Nell’esprimere la più ampia solidarietà e la massima vicinanza ai rappresentanti dell’Associazione, i Commissari , ribadendo la ferma condanna di tali atti intimidatori, hanno ribadito che il loro intento è quello di favorire tutte le azioni di mediazione necessarie ad una riqualificazione ambientale e culturale dell’area in cui insiste tale realtà .
I rappresentanti istituzionali hanno assicurato il loro impegno proponendo, altresì, la piena disponibilità del Teatro Francesco Cilea per una o più iniziative importanti a favore della struttura.
“A voi va il mio incoraggiamento a proseguire, con coraggio- ha esordito il Prefetto Chiusolo- nel prezioso lavoro svolto fin dal 1996, che ha permesso di creare una realtà museale importante, non solo nel panorama regionale, ma, per la sua particolarità, anche nazionale. Sono convinto -ha concluso- che i beni culturali possano assumere un ruolo determinante come elemento fondante di riscatto sociale e , in quest’ottica, il Museo offre, sicuramente, alla cittadinanza una ragione di identificazione e di aggregazione sociale, divenendo l’espressione della comunità e della sua capacità di interagire con il territorio.”
Brunetta querela Gabanelli e Rai per l’inchiesta di Report sulle sue case
Il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, annuncia “citazioni e querele” contro Milena Gabanelli e i vertici della Rai dopo aver appreso che Report proporrà un servizio sulle sue case.
Per Brunetta, si tratta delle “stesse, del tutto false e diffamanti, ‘notizie’ che il settimanale l’Espresso ha pubblicato nel novembre del 2008 e per le quali ho avviato una causa per essere risarcito di lesioni così gravi della mia persona”.
“Apprendiamo dall’anteprima di Report, inviata alle agenzie e pubblicata sul sito del programma, che il settimanale condotto da Milena Gabanelli mandera’ in onda un servizio sulle mie case. Un vero scoop… con cinque anni di ritardo!”, scrive Brunetta in una nota. “Sono, infatti, le stesse, del tutto false e diffamanti, ‘notizie’ che il settimanale l’Espresso ha pubblicato nel novembre del 2008 e per le quali ho avviato una causa per essere risarcito di lesioni cosi’ gravi della mia persona. Purtroppo i tempi della giustizia italiana sono tali da non consentirmi di dire che sono gia’ stati condannati gli autori di quel servizio, ma attendo fiducioso che il procedimento si concluda”.
“Report, appunto, copia da chi è già sotto giudizio della magistratura per diffamazione. Di questi segugi senza fiuto, di questi giustizieri rispettosi del (proprio) padrone, faremo una bella comitiva. Ma senza sconti, anzi con richieste di piu’ dure condanne. A questo punto seguiranno citazioni e querele anche nei confronti di Report, della responsabile della trasmissione Milena Gabanelli, del giornalista autore del servizio Giuliano Marrucci, degli operatori che hanno registrato le immagini, del presidente della Rai Anna Maria Tarantola e del direttore generale Luigi Gubitosi, per questa insensata, pervicace e fors’anche concordata iniziativa. Se queste stesse persone lo avessero voluto, solo informandosi con appena decente professionalità, avrebbero evitato di nuotare in un acquitrinio di menzogne e di schizzare fango”.
“E’ questo il servizio pubblico?”, attacca ancora Brunetta.
Pochi giorni fa la stessa polemica, sulla stessa questione, aveva portato alla replica della giornalista Milena Gabanelli che aveva risposto così al primo sfogo di Brunetta.
“Di cosa si sta preoccupando l’onorevole Brunetta? Se fosse un signor qualunque nessuno si interesserebbe a lui, ma è un politico di rilievo, e quindi accetti l’esistenza di giornalisti curiosi, visto che non mi risulta che qualcuno l’abbia molestato! Comprendo che non gradisca i servizi che vengono trasmessi dentro Report ma altri telespettatori sì, quindi porti democraticamente pazienza!”.
La dieta vegetariana uccide più animali di quella onnivora
Anni di convinzioni andate in fumo grazie ad uno studio condotto dall’Università del New South Wales, in Australia. I ricercatori hanno scoperto che i vegetariani, coloro che ritengono che mangiare carne non sia etico, in realtà uccidono più animali, in misura 25 volte maggiore di quanto facciano gli onnivori.
I vegetariani ritengono che l’allevamento danneggi l’ambiente e che sprechi vegetali. Il professore che ha condotto lo studio, Mike Archer, ha dimostrato invece che la produzione dei vegetali consumati dall’uomo possa uccidere un numero di animali 25 volte superiore per chilogrammo di proteine utilizzabili prodotte, rispetto a quanto avviene per la produzione di carne.
La maggior parte dei bovini macellati si nutrono di vegetazione spontanea e la produzione di grano, riso e legumi comporta proprio l’eliminazione di vegetazione spontanea. Il tutto comporta, secondo la logica, alla morte di migliaia di animali la cui sopravvivenza è legata a quel determinato tipo di vegetazione ed ecosistema.
Dal pascolo non si ottengono vegetali consumabili dall’uomo e al fine di ottenerli si rischia solo di distruggere nuova vegetazione spontanea.
Differenze sostanziose quindi tra il numero degli animali uccisi per essere mangiati e quelli uccisi per non essere mangiati. Lo studio ha stimato che un bovino cresciuto al pascolo, abbattuto, rende una carcassa di 288 kg per un 68% di carne: 45kg (23%) di proteine per animale ucciso.
Per ottenere 100kg occorre quindi abbattere 2,2 animali. Tanti sono gli animali che vengono uccisi per difendere i raccolti, spesso avvelenati. Per esempio nella coltivazione del frumento vengono uccisi almeno 100 topi per ettaro ogni anno.
Orrore nelle Filippine: morta bimba nata dopo il tifone Haiyan, i respiratori non funzionano perchè non c’è corrente
Era nata cinque giorni dopo il tifone Haiyan che ha devastato le Filippine la piccola Althea Mustacia, ma la sua vita è durata solo tre giorni. È morta ieri in un ospedale di Tacloban, dove i respiratori che avrebbero potuto salvarla non funzionavano a causa della mancanza di energia elettrica. La sua breve vita si è svolta tutta nella cappella del centro medico, dove i 28 neonati ricoverati erano stati trasferiti a causa dei danni al reparto neonatale. Althea era venuta al mondo con asfissia neonatale, incapacità di respirare responsabile del 20% delle morti alla nascita registrate ogni anno al mondo, quasi un milione di bambini, e di altrettanti neonati con danni permanenti come epilessia, deficit della vista e paralisi cerebrale. Un problema che nei Paesi sviluppati è invece raro grazie agli alti standard di assistenza al parto, tanto che negli Usa è la decima causa di morte dei neonati. Althea era nata il 13 novembre, cinque giorni dopo che il tifone si è abbattuto sulle Filippine causando la morte di oltre 3.600 persone. I suoi genitori hanno tentato di sostituirsi ai respiratori fuori uso dell’ospedale danneggiato dal ciclone, utilizzando sistemi di ventilazione manuale. Per tre giorni si sono alternati al dispositivo con cui soffiare ossigeno nei polmoni della piccola. Ma i loro sforzi non sono stati sufficienti e Althea non ce l’ha fatta.
Alluvione in Sardegna – On. Bueno: “Dolore per le vittime del ciclone in Sardegna”
Roma, 19/11/2013 – “Ho appreso con grande dolore e sconcerto della drammatica situazione che sta vivendo in queste ore la Sardegna, dove già si registrano 17 morti e due dispersi a causa del Ciclone Cleopatra che ha messo in ginocchio l’isola “. Lo dichiara la deputata italo-brasiliana, Renata Bueno che questa mattina ha appreso dagli organi di informazione della morte di un’intera famiglia brasiliana, padre, madre e due figli che sono stati sommersi da tre metri d’acqua all’interno di un seminterrato dove vivevano ad Arzachena.
“Sono veramente dispiaciuta ed esprimo la mia vicinanza e cordoglio a questa famiglia e ai familiari delle altre persone che hanno perso la vita in un modo cos ì tragico e spero che si ritrovino presto in vita coloro che risultano ancora dispersi. E’ una tragedia nazionale, senza dubbio, – ha detto in conclusione la Bueno – ed è molto triste, ancora oggi, perdere la vita per colpa del maltempo“.
Trasmesso e pubblicato
Ufficio Stampa
On. Renata Bueno










