5 Agosto 2026, mercoledì
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Mercati a rischio Bolkestein, Appendino attacca: “Così si colpiscono 160mila famiglie”

Scontro politico sulla direttiva europea: il M5S difende gli ambulanti e denuncia disparità con altri settori. Schlein (Pd) incalza il governo anche sul fronte industriale: “Electrolux, licenziamenti da ritirare”

La direttiva Bolkestein torna al centro del dibattito politico italiano, riaccendendo lo scontro tra governo e opposizioni. A sollevare il caso è la deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino, che dalla Commissione Attività produttive lancia un affondo netto contro l’ipotesi di applicazione ai mercati ambulanti.

Secondo l’ex sindaca di Torino, si tratterebbe di una scelta “assurda” e potenzialmente devastante per un comparto già fragile. “Parliamo di circa 160mila famiglie – sottolinea – che lavorano in veri e propri presidi sociali, capaci anche di contenere i prezzi dei beni per i cittadini”. Un sistema, dunque, che non ha soltanto una funzione economica, ma rappresenta un elemento di equilibrio sociale nelle città.

Appendino contesta nel merito la linea dell’esecutivo, evidenziando una presunta incoerenza nell’applicazione delle regole europee: da un lato, l’intenzione di mettere a gara le concessioni nei mercati; dall’altro, la permanenza di affidamenti senza gara in settori ben più rilevanti, come quello autostradale. Un doppio standard che, ricorda la parlamentare, è già finito sotto la lente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), con l’apertura di una procedura di infrazione.

Non solo. L’esponente pentastellata sottolinea come l’applicazione della direttiva non rappresenti un obbligo automatico, citando esempi europei: “La Francia, secondo Paese in Europa per numero di mercati, non l’ha applicata; la Spagna ha seguito percorsi completamente diversi, almeno su altri dossier strategici come l’energia”.

Nel mirino anche la circolare attualmente in discussione, accusata di prevedere criteri penalizzanti per gli ambulanti e, soprattutto, di essere stata elaborata senza un adeguato confronto con le associazioni di categoria. “Se si vuole davvero ampliare la concorrenza – osserva – basterebbe mettere a bando nuovi spazi: non c’è scarsità di posteggi”. Il problema, al contrario, sarebbe opposto: circa il 35% dei posti risulterebbe oggi vacante, segnale di una professione sempre meno sostenibile economicamente. “Se si uccidono i mercati – conclude – si elimina un presidio sociale fondamentale”.

Sul fronte politico, la questione si intreccia con un’altra emergenza, quella industriale. A intervenire è la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, che accende i riflettori sulla vertenza Electrolux e sui 1.700 esuberi annunciati dalla multinazionale.

La leader dem chiede un passo indietro immediato: “I licenziamenti vanno ritirati. Non possono essere i lavoratori a pagare le ristrutturazioni aziendali”. Schlein rivendica un impegno diretto e strutturale del governo, denunciando l’insufficienza del tavolo convocato dal ministro delle Imprese Adolfo Urso per il prossimo 25 maggio.

Nel mirino, più in generale, l’assenza di una politica industriale organica: “È necessario che Palazzo Chigi prenda in mano i dossier delle crisi che attraversano il Paese, dall’automotive all’acciaio”. Un richiamo diretto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accusata di non affrontare con decisione una fase considerata critica per il tessuto produttivo nazionale.

Il messaggio dell’opposizione è netto: tra la difesa dei mercati locali e la gestione delle grandi crisi industriali, il governo è chiamato a scelte che incidono non solo sull’economia, ma sulla tenuta sociale del Paese.

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