Nonostante uno scenario internazionale tutt’altro che disteso, i mercati finanziari continuano a mostrare una sorprendente resilienza. La crisi nello Stretto di Hormuz, ancora di fatto irrisolta, e un prezzo del petrolio stabilmente sopra i 100 dollari al barile non hanno scalfito più di tanto la fiducia degli investitori. A prevalere, almeno per ora, è la percezione di una possibile de-escalation tra Stati Uniti e Iran, sufficiente a riportare l’attenzione su ciò che davvero guida i listini: gli utili societari.
Ed è proprio su questo fronte che arrivano segnali robusti. Nel primo trimestre dell’anno, le aziende statunitensi hanno registrato una crescita degli utili pari al 23% su base annua, sostenuta in larga parte dalla spinta dell’intelligenza artificiale. Un dato che, secondo Roger Ruegg, Head of Multi-Asset Solution di Zürcher Kantonalbank/Swisscanto, rappresenta uno dei pilastri dell’attuale fase di mercato. A questo si aggiunge un altro elemento chiave: la prospettiva di una politica monetaria più accomodante nei prossimi mesi, in controtendenza rispetto al consenso prevalente fino a poche settimane fa.
Azionario ancora favorito, ma con maggiore selettività
In questo contesto, Swisscanto mantiene un orientamento positivo sull’azionario, pur con qualche aggiustamento tattico. Il sovrappeso sulle azioni resta, ma viene leggermente ridotto dopo il forte recupero dei listini e alla luce di un quadro geopolitico ancora fragile.
Secondo Ruegg, il mercato sembra essere entrato nuovamente in una fase di euforia, con segnali evidenti di eccesso soprattutto nel comparto tecnologico. L’aumento dell’appetito per il rischio si riflette anche nei derivati: i volumi delle opzioni call superano nettamente quelli delle put, indicando un posizionamento sbilanciato verso ulteriori rialzi.
Una dinamica che ha spinto il gestore a ridurre l’esposizione alle strategie legate al momentum e, allo stesso tempo, a ribilanciare il peso di alcuni temi particolarmente affollati, come quello dell’elettrificazione, che resta tra i più gettonati ma anche tra i più sensibili a correzioni.
Inflazione in calo e Fed più vicina al taglio dei tassi
Sul fronte macroeconomico, emergono segnali più rassicuranti. Le aspettative di inflazione sono tornate a scendere e il mercato prezza nuovamente un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve entro la fine dell’anno.
Una previsione che Swisscanto aveva già anticipato a fine marzo, aumentando la duration dei portafogli obbligazionari. Tuttavia, accanto a questi sviluppi favorevoli, iniziano a farsi strada nuove preoccupazioni legate alla crescita economica. Le stime sul Pil statunitense sono state riviste al ribasso, anche se gli indicatori anticipatori continuano a mostrare una tenuta più solida del previsto.
Per Ruegg, lo scenario recessivo resta dunque poco probabile nel breve termine. Piuttosto, si profila una fase di rallentamento moderato che potrebbe indurre le banche centrali ad accelerare l’allentamento monetario, fornendo ulteriore supporto ai mercati azionari.
Londra alternativa difensiva, focus su energia
In termini di allocazione geografica, Swisscanto guarda con crescente interesse al mercato britannico. Rispetto ad altre piazze, Londra offre un mix interessante di caratteristiche difensive, crescita degli utili e valutazioni relativamente contenute.
Particolarmente rilevante è il ritorno di appeal del settore energetico, che dopo la recente correzione presenta nuovamente opportunità interessanti, anche alla luce del contesto di prezzi elevati delle materie prime.
Obbligazioni: cautela sul credito, preferenza per i governativi
Al di fuori dell’azionario, l’approccio si fa più prudente. Nel comparto obbligazionario, Swisscanto mantiene un sottopeso significativo sul credito, preferendo invece i titoli governativi globali con duration più elevata.
La logica è chiara: in uno scenario di possibile discesa dei rendimenti, il potenziale di guadagni in conto capitale appare più interessante nei bond sovrani, soprattutto al di fuori della Svizzera.
Valute e asset alternativi: franco svizzero bene rifugio
Sul fronte delle valute, la preferenza resta per il franco svizzero, considerato ancora il miglior bene rifugio grazie alla solidità dei conti pubblici e a un’inflazione contenuta. Viene invece meno il sovrappeso su yen e dollaro australiano.
Completano il quadro un orientamento favorevole ai catastrophe bond, mentre il posizionamento resta neutrale su real estate e materie prime, oro compreso.
In sintesi, il messaggio di Swisscanto è chiaro: il contesto resta favorevole agli asset rischiosi, ma richiede un approccio più selettivo e consapevole. Tra euforia di mercato e incognite macro, la navigazione degli investitori si fa sempre più sottile.
