La parola fine arriva dalla Corte d’Assise d’Appello di Cagliari, che ha confermato l’ergastolo per Igor Sollai, riconosciuto colpevole dell’omicidio volontario aggravato e dell’occultamento del cadavere della moglie, Francesca Deidda, 42 anni. Una decisione che ricalca integralmente la sentenza di primo grado pronunciata nel luglio 2025, consolidando l’impianto accusatorio nei confronti del 43enne originario di San Sperate, nell’hinterland cagliaritano.
Il caso, che aveva scosso profondamente la Sardegna, affonda le sue radici nella scomparsa della donna, avvenuta il 10 maggio 2024. Da quel momento, le ricerche si erano protratte per settimane, alimentando speranze e timori. Il tragico epilogo era arrivato il 18 luglio, quando il corpo di Francesca Deidda era stato rinvenuto nascosto all’interno di un borsone, abbandonato nelle campagne tra Sinnai e San Vito.
Un ritrovamento che aveva immediatamente orientato le indagini verso un contesto familiare, fino alla confessione dello stesso Sollai, che ha ammesso le proprie responsabilità nel delitto. Nonostante ciò, i giudici d’appello hanno ritenuto di non riconoscere l’aggravante della crudeltà, pur confermando la gravità estrema dei fatti e la piena responsabilità dell’imputato.
Sul piano civile, la sentenza segna un punto fermo: nessun beneficio economico potrà derivare all’uomo dal crimine commesso. La Corte ha infatti escluso qualsiasi forma di indennizzo o diritto sulla casa familiare, evitando che il condannato possa trarre vantaggio, diretto o indiretto, dalla morte della moglie.
Respinta, inoltre, la richiesta di risarcimento avanzata dagli zii della vittima, costituitisi parte civile nel processo d’appello. Resta invece valido il riconoscimento già disposto in favore del fratello di Francesca Deidda, unica posizione accolta sul fronte dei ristori.
Con la conferma dell’ergastolo, la giustizia ribadisce la propria risposta a uno dei casi di cronaca più dolorosi degli ultimi anni nell’isola: un delitto maturato nel silenzio domestico e culminato in un tentativo di cancellarne le tracce, che non è bastato a sottrarre il colpevole alle proprie responsabilità.
