Domani, martedì 3 febbraio, alle ore 13, nell’aula stampa della Camera dei Deputati, le forze di opposizione terranno una conferenza stampa congiunta per denunciare quella che definiscono una vera e propria offensiva del Governo contro l’università pubblica italiana. Un appuntamento politico che mira a riportare al centro del dibattito nazionale le criticità strutturali del sistema universitario, aggravate – secondo i promotori – dalle più recenti scelte dell’Esecutivo.
Al centro dell’incontro ci sarà innanzitutto il controverso semestre-filtro per l’accesso alle facoltà di Medicina, giudicato un fallimento sotto il profilo didattico e organizzativo, oltre che penalizzante per migliaia di studenti. Le opposizioni contestano un modello che, anziché ampliare e qualificare l’offerta formativa, rischia di produrre ulteriore selezione sociale e incertezza nei percorsi universitari.
Altro nodo cruciale sarà il definanziamento progressivo del sistema universitario pubblico, che – nella fase successiva alla conclusione del PNRR – sta facendo emergere con forza il dramma del precariato nella ricerca. Una condizione ormai strutturale che coinvolge decine di migliaia di giovani ricercatori, assegnisti e dottorandi, privi di prospettive stabili e sempre più esposti alla fuga all’estero.
Nel mirino anche il progetto governativo di localizzazione totale dei concorsi universitari, una riforma che secondo le opposizioni rischia di compromettere la trasparenza e l’imparzialità delle procedure di selezione, aprendo la strada a nuove disuguaglianze territoriali e a una frammentazione del sistema accademico nazionale.
Alla conferenza stampa interverranno Alfredo D’Attorre (Partito Democratico), Antonio Caso (Movimento 5 Stelle), Elisabetta Piccolotti (Alleanza Verdi e Sinistra) e Davide Faraone (Italia Viva). Saranno inoltre presenti rappresentanti di associazioni, sindacati e realtà del mondo universitario e della ricerca, a testimonianza di un fronte ampio che chiede un cambio di rotta nelle politiche sull’istruzione superiore.
Un’iniziativa che punta a fare dell’università non solo un terreno di scontro politico, ma una priorità strategica per il futuro del Paese.
