2 Maggio 2026, sabato
HomeItaliaEconomiaBollette sempre più pesanti, l’allarme di Confcommercio: oltre 2.000 euro al mese...

Bollette sempre più pesanti, l’allarme di Confcommercio: oltre 2.000 euro al mese per negozi e ristoranti

Il rapporto 2025 dell’Osservatorio energia di Confcommercio fotografa l’impatto dei rincari su imprese del terziario: costi in crescita e fine degli aiuti emergenziali

Bollette sempre più care e margini sempre più stretti. È il quadro che emerge dal rapporto 2025 dell’Osservatorio Confcommercio energia (Ocen), che accende i riflettori sul peso crescente dei costi energetici per ristoranti, bar e negozi. Per chi gestisce un’attività del terziario, la spesa mensile per luce e gas ha ormai superato la soglia dei 2.000 euro, diventando una voce sempre più difficile da sostenere.

I numeri raccontano un’escalation netta. Nel corso dell’ultimo anno, la bolletta elettrica per le imprese del terziario è cresciuta del 28,8%, mentre quella del gas ha fatto registrare un balzo ancora più marcato, pari al 70,4%. Un aumento che arriva in un contesto già complesso, segnato dal rallentamento dei consumi e da una domanda interna ancora fragile.

Secondo Confcommercio, a incidere sul conto finale non è soltanto il prezzo dell’energia in senso stretto. La componente energia rappresenta circa il 60% della spesa complessiva, ma un peso rilevante torna ad averlo anche il capitolo degli oneri di sistema. Dopo la fine delle misure emergenziali introdotte dal governo per attenuare l’impatto dei rincari, questi costi sono risaliti fino a sfiorare il 20% del totale della bolletta.

Il risultato è una pressione crescente sui bilanci delle imprese, in particolare di quelle più piccole, che faticano a scaricare gli aumenti sui prezzi finali senza perdere competitività. Ristoratori e commercianti si trovano così stretti tra l’esigenza di contenere i costi e quella di non allontanare una clientela già cauta nelle spese.

L’allarme lanciato da Confcommercio mette in evidenza come il tema dell’energia resti centrale per la tenuta del tessuto produttivo del terziario. Senza interventi strutturali in grado di ridurre il peso delle bollette e garantire maggiore stabilità dei costi, avverte l’associazione, il rischio è che i rincari continuino a erodere redditività e investimenti, con effetti a cascata sull’occupazione e sulla vitalità dei centri urbani.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti