29 Giugno 2026, lunedì
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Flotilla fermata nel Mediterraneo, sbarco a Creta e tensione globale: Israele rivendica, Usa accusano

I 175 attivisti della Global Sumud Flotilla trasferiti sull’isola greca dopo l’intercettazione in acque internazionali. Due saranno interrogati in Israele. Scontro politico tra Tel Aviv, Washington e capitali europee

Il Mediterraneo torna a essere teatro di una crisi ad alta tensione geopolitica. La Global Sumud Flotilla, partita all’inizio del mese dalle coste europee con l’obiettivo dichiarato di forzare il blocco navale su Gaza, è stata intercettata e fermata dalle forze israeliane mentre navigava in acque internazionali, nei pressi dell’isola di Creta.

Il bilancio è significativo: 22 imbarcazioni bloccate e 175 attivisti fermati – tra loro 23 italiani – in un’operazione che ha immediatamente innescato un’ondata di reazioni politiche internazionali. Nelle ore successive all’intervento, gli attivisti sono stati trasferiti proprio a Creta: lo sbarco è avvenuto nel sud-est dell’isola, dove sono stati presi in carico da unità della guardia costiera greca e fatti salire su quattro autobus diretti verso una destinazione non resa nota dalle autorità.

Secondo gli organizzatori, si tratta di un episodio senza precedenti. La flotilla denuncia “un’escalation pericolosa” e parla apertamente di “pirateria internazionale”, sottolineando come l’intervento sia avvenuto a oltre 900 chilometri da Gaza, dunque ben lontano dalle acque territoriali israeliane. Una lettura che, se confermata, aprirebbe interrogativi giuridici rilevanti sul piano del diritto internazionale marittimo.

Di tutt’altro tenore la posizione di Benjamin Netanyahu, che rivendica il successo dell’operazione con toni durissimi. Il premier israeliano ha definito gli attivisti “sostenitori di Hamas” e ha ribadito la linea della fermezza: nessuna nave avrebbe raggiunto Gaza, né tantomeno le acque controllate da Israele. Una chiusura accompagnata da una dichiarazione destinata a far discutere: gli attivisti, ha detto, “continueranno a guardare Gaza su YouTube”.

Nel frattempo, da Tel Aviv emerge un ulteriore elemento destinato ad alimentare la tensione. Due degli attivisti fermati saranno trasferiti in Israele per essere interrogati, in quanto ritenuti “pesantemente indiziati” di attività sospette. Si tratterebbe di Saif Abu Keshek, sospettato di affiliazione a un’organizzazione terroristica, e dell’attivista brasiliano Thiago Avila, accusato di attività illegali. Una decisione che rischia di complicare ulteriormente il quadro diplomatico e giuridico della vicenda.

Sul fronte internazionale, la reazione più netta arriva dagli Stati Uniti. Il Dipartimento di Stato ha bollato l’iniziativa come “filo-Hamas” e “controproducente”, accusandola di compromettere gli sforzi diplomatici per una de-escalation nella regione. Washington ha inoltre ventilato possibili conseguenze per chi sostiene la missione, invitando gli alleati a negare supporto logistico alle imbarcazioni coinvolte, dai porti ai rifornimenti.

In Europa, invece, prevale una linea più prudente ma non meno critica. Italia e Germania chiedono il rispetto del diritto internazionale e chiarimenti sull’operazione. A Roma, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato una riunione d’urgenza con i ministri competenti, tra cui il titolare degli Esteri Antonio Tajani e quello della Difesa Guido Crosetto.

Il governo italiano ha formalmente condannato il sequestro delle imbarcazioni e chiesto a Israele l’immediata liberazione dei cittadini italiani coinvolti, oltre a garanzie sulla loro incolumità. Una presa di posizione che richiama il rispetto delle norme internazionali, ma che resta ancorata a un equilibrio diplomatico complesso, evitando uno scontro diretto con Tel Aviv.

La vicenda della flotilla si inserisce così in un quadro già estremamente fragile, dove diritto internazionale, sicurezza e propaganda si intrecciano in modo sempre più serrato. E dove anche il Mediterraneo, ancora una volta, si trasforma in linea di frattura tra visioni opposte del conflitto e del suo possibile epilogo.

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