Una svolta significativa si profila nei rapporti commerciali tra Unione europea e Cina sul delicato dossier delle auto elettriche made in China. Da Pechino arriva l’annuncio di un passo avanti nei negoziati con Bruxelles sui dazi all’importazione delle e-car cinesi, tema che da mesi alimenta tensioni politiche ed economiche tra le due sponde dell’Eurasia.
L’Unione europea si appresta a pubblicare un Documento di orientamento sulla presentazione delle domande di impegno sui prezzi, un passaggio tecnico ma cruciale che, secondo quanto comunicato dalle autorità cinesi, sancirà l’impegno formale dell’Ue a rispettare il principio di non discriminazione. In concreto, Bruxelles si impegnerà ad applicare gli stessi criteri giuridici a tutte le richieste presentate, nel pieno rispetto delle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto).
Un segnale accolto con favore da Pechino, che sottolinea come l’Ue abbia garantito valutazioni “obiettive e imparziali”, ribadendo la volontà di muoversi nel solco dello spirito di dialogo e degli esiti delle consultazioni bilaterali tra Cina e Unione europea. Per il governo cinese, il nuovo approccio europeo rappresenta una conferma della centralità del confronto negoziale rispetto a misure unilaterali o punitive.
La partita resta aperta e complessa, sullo sfondo della crescente competizione globale nel settore dell’auto elettrica e delle preoccupazioni europee per la tutela dell’industria interna. Tuttavia, il cambio di passo annunciato suggerisce la volontà comune di evitare un’escalation commerciale e di ricondurre il confronto entro binari multilaterali, nel rispetto delle regole internazionali e degli equilibri di mercato. Un segnale politico che potrebbe avere effetti rilevanti non solo per il comparto automotive, ma per l’intero rapporto economico tra Bruxelles e Pechino.
