Bending Spoons compie il grande salto e sceglie Wall Street per consolidare la propria dimensione globale. La società tecnologica italiana debutta oggi al Nasdaq, fissando il prezzo dell’offerta pubblica iniziale a 29 dollari per azione, in quella che si configura come una delle più rilevanti IPO europee del 2026 e un evento non frequente per il settore software.
L’operazione segna un passaggio cruciale per il gruppo milanese, specializzato nell’acquisizione e nel rilancio di piattaforme digitali, che negli ultimi anni ha costruito una traiettoria di crescita aggressiva e altamente strategica.
I numeri dell’offerta
Nel dettaglio, l’IPO prevede l’offerta complessiva di 57.971.015 azioni ordinarie. Di queste, 34.398.640 sono messe sul mercato direttamente dalla società, mentre 23.572.375 provengono da azionisti venditori. Una distinzione non secondaria: Bending Spoons, infatti, non incasserà proventi dalla quota ceduta dagli azionisti esistenti.
Le azioni iniziano oggi le contrattazioni sul Nasdaq Global Select Market con il ticker “BSP”, mentre la chiusura dell’offerta è attesa per il 2 luglio 2026.
Prevista inoltre una “greenshoe option”: gli underwriter potranno acquistare ulteriori 5.244.026 azioni dalla società e fino a 3.451.626 azioni dagli azionisti venditori, sempre al prezzo di collocamento, al netto di sconti e commissioni. Una leva che potrebbe rafforzare ulteriormente la portata finanziaria dell’operazione.
Regia finanziaria e peso internazionale
A guidare l’operazione sono alcuni dei nomi più rilevanti della finanza globale. Goldman Sachs International, J.P. Morgan e Allen & Company LLC svolgono il ruolo di joint lead book-running manager. Al loro fianco, un ampio consorzio di istituti tra cui Wells Fargo Securities, BofA Securities, Jefferies, Evercore ISI, BNP Paribas, Mizuho, Société Générale, Crédit Agricole CIB, Intesa Sanpaolo (IMI CIB Division), UniCredit e Banca Akros.
Una presenza che conferma il peso internazionale dell’operazione e l’interesse dei mercati verso un modello di business considerato tra i più dinamici nel panorama tech europeo.
Dal 2013 a oggi: la crescita per acquisizioni
Fondata nel 2013, Bending Spoons ha costruito la propria identità su una strategia ben definita: acquisire piattaforme digitali già consolidate e rilanciarle attraverso innovazione tecnologica e ottimizzazione operativa.
Nel portafoglio del gruppo figurano nomi di rilievo come Vimeo e WeTransfer, cui si sono aggiunte recentemente operazioni su marchi storici del web come AOL e il portale di ticketing Eventbrite. Un’espansione che testimonia la volontà dell’azienda di presidiare segmenti sempre più ampi dell’economia digitale.
Conti in netta inversione di rotta
Sul fronte finanziario, i numeri raccontano una trasformazione significativa. Nel primo trimestre dell’anno, Bending Spoons ha registrato un utile netto di 27,5 milioni di dollari su ricavi pari a 601 milioni. Un risultato che segna un deciso cambio di passo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando la società aveva chiuso con una perdita di 112,2 milioni a fronte di 259 milioni di fatturato.
Un’inversione che rafforza la credibilità del gruppo agli occhi degli investitori e contribuisce a spiegare l’interesse che ha accompagnato l’IPO.
Un segnale per l’Europa tech
Il debutto al Nasdaq rappresenta non solo una tappa fondamentale per Bending Spoons, ma anche un segnale più ampio per l’ecosistema tecnologico europeo. In un contesto in cui le grandi quotazioni restano relativamente rare, l’operazione rilancia il ruolo delle aziende del continente sui mercati globali e riaccende l’attenzione degli investitori internazionali.
Per la società milanese si apre ora la sfida più impegnativa: confermare sul mercato pubblico la crescita costruita negli ultimi anni e dimostrare che il modello basato su acquisizioni e rilancio di piattaforme digitali può reggere nel lungo periodo.
Se vuoi, posso adattarlo a uno stile ancora più analitico (tipo Sole 24 Ore) oppure più narrativo e divulgativo.
