L’Unione europea volta pagina nei rapporti commerciali con l’America Latina e lo fa con un’intesa che Bruxelles definisce senza esitazioni “storica”. Dopo l’ok dei 27 Stati membri, l’accordo Ue–Mercosur incassa il plauso della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che rivendica la portata politica e strategica del via libera.
«La perseveranza e l’impegno dell’Europa nel realizzare le nostre priorità e mantenere i nostri impegni sono evidenti», afferma la numero uno dell’esecutivo comunitario. In un contesto globale segnato da tensioni, dipendenze economiche usate come leva geopolitica e rapporti commerciali sempre più transazionali, l’intesa con il Mercosur diventa, nelle parole di von der Leyen, la dimostrazione che «l’Europa traccia la propria rotta e si conferma un partner affidabile». Uno sguardo già rivolto al futuro: «Non vedo l’ora di recarmi in Paraguay per iniziare insieme questa nuova era».
Un accordo che vale miliardi
Sul piano economico, l’intesa promette un impatto rilevante per le imprese europee. È previsto l’azzeramento o una drastica riduzione dei dazi su prodotti e servizi che rappresentano oltre il 90% dell’export Ue verso i Paesi del Mercosur. Un capitolo che riguarda da vicino anche l’Italia, con settori chiave come automotive, macchinari industriali, chimica e farmaceutica, da sempre al centro degli interessi commerciali offensivi del nostro Paese.
La rimozione degli elevati dazi applicati dal Mercosur consentirà agli esportatori europei di risparmiare oltre 4 miliardi di euro all’anno in tariffe doganali. A questo si aggiungono procedure doganali semplificate, un accesso preferenziale esclusivo a determinate materie prime critiche e a specifici prodotti verdi, elementi che rafforzano la competitività europea e sostengono la transizione industriale.
Tutela del made in Europe e standard Ue
Uno dei pilastri dell’accordo riguarda la protezione delle eccellenze agroalimentari europee. L’intesa vieta l’imitazione di oltre 340 prodotti tradizionali dell’Ue riconosciuti come indicazioni geografiche: è il numero più alto mai tutelato in un accordo commerciale europeo. Tra questi figurano 57 Indicazioni Geografiche italiane, simbolo del made in Italy nel mondo.
Dall’Aceto Balsamico di Modena al Parmigiano Reggiano, dal Prosciutto di Parma al San Daniele, dalla Mozzarella di Bufala Campana ai grandi vini come Barolo, Brunello di Montalcino, Chianti Classico, Prosecco e Franciacorta, l’elenco abbraccia l’intero patrimonio enogastronomico nazionale, includendo anche oli, salumi, formaggi, paste e distillati. Una tutela che punta a contrastare l’italian sounding e a garantire ai consumatori l’autenticità dei prodotti.
Sul fronte delle importazioni, l’accordo stabilisce il rispetto degli standard europei per i prodotti provenienti dai Paesi Mercosur destinati al mercato Ue, rafforzando le garanzie in materia di sicurezza, qualità e sostenibilità.
Una svolta strategica
Oltre ai numeri, l’intesa Ue–Mercosur assume un valore politico di primo piano. In un mondo frammentato e segnato da nuove linee di frattura commerciali, Bruxelles rilancia il multilateralismo e rafforza i legami con un’area strategica come l’America Latina. Per la Commissione, l’accordo non è solo uno strumento economico, ma una scelta di campo: apertura, regole condivise e affidabilità come cifra dell’azione europea sulla scena globale.
