Nel giorno dedicato al Tricolore, la bandiera italiana torna a farsi voce di un’idea di Paese che va oltre il simbolo e chiama in causa coscienze, diritti e doveri. Un richiamo forte, affidato ai social da Giuseppe Conte, che invita a “stringersi attorno alla nostra bandiera” come collante di valori comuni: un’Italia “serva di nessuno”, capace di anteporre il diritto e i diritti di ciascuno ai privilegi del più forte, una Repubblica indivisibile e solidale, che non lascia indietro chi cerca riscatto. Un patrimonio da difendere, sottolinea l’ex presidente del Consiglio, con un impegno rinnovato e quotidiano.
Parole che trovano un naturale punto di caduta a Reggio Emilia, città simbolo della nascita del vessillo nazionale, dove si sono svolte le celebrazioni per il 229° anniversario del Tricolore. Qui, come ogni anno, le cerimonie hanno intrecciato memoria storica ed emozione civile, riaffermando il senso profondo di una bandiera che non è mai stata solo un drappo, ma l’espressione concreta di un ideale condiviso.
A sottolinearlo è Marwa Mahmoud, componente della Segreteria nazionale del Partito Democratico e assessora alle Politiche educative del Comune di Reggio Emilia, che ha partecipato alle celebrazioni parlando di “orgoglio ed emozione” per un anniversario che appartiene non solo alla città, ma all’intero Paese. «A Reggio Emilia – ha ricordato – non è nata soltanto una bandiera. Dietro ogni bandiera c’è un’idea che unisce comunità, attraversa le generazioni e affronta le sfide dei tempi che cambiano».
Un’idea che continua a vivere e a rinnovarsi, anche grazie alla partecipazione delle scuole, protagoniste dei festeggiamenti come segno tangibile di un ideale che si trasmette alle nuove generazioni. Un passaggio tutt’altro che simbolico, soprattutto nell’anno in cui ricorre l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica e del voto alle donne: due pilastri che rafforzano il legame tra il Tricolore e i valori di unità, pari dignità e diritti universali.
Oggi, quell’idea di Paese – ha sottolineato Mahmoud – si incarna nelle persone che scelgono Reggio Emilia come casa e come comunità. Cittadine e cittadini che, durante le cerimonie nella storica Sala del Tricolore, hanno preso la parola per raccontare cosa significhi appartenere alla Repubblica: non solo l’insieme dei diritti garantiti, ma anche le responsabilità che ne derivano.
Perché il Tricolore, nel suo significato più autentico, non è un simbolo da esibire nelle ricorrenze, ma un impegno quotidiano. Un richiamo costante affinché i valori che rappresenta – libertà, uguaglianza, solidarietà e giustizia – trovino piena realizzazione nella vita democratica del Paese. Un impegno che, oggi più che mai, chiama tutti a sentirsi parte attiva della stessa storia.
