3 Luglio 2026, venerdì
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Appendino: “Sicurezza solo a parole e diritti calpestati. Così la Manovra schiaffeggia cittadini e lavoratori”

Manovra nel mirino del M5S: sicurezza urbana bocciata e norma sul lavoro contestata. Appendino attacca il governo Meloni

Una doppia accusa, dura e senza sconti, contro la maggioranza e contro l’impianto della Manovra. Chiara Appendino, deputata del Movimento 5 Stelle, punta il dito sia sul fronte della sicurezza urbana sia su quello del lavoro, parlando di scelte che aumentano l’insicurezza nelle città e indeboliscono le tutele dei lavoratori, mentre il governo – a suo dire – si limita alla propaganda.

Sicurezza urbana, “no” ai patti integrati

Secondo Appendino, la bocciatura in Manovra della proposta sui patti per la sicurezza integrata rappresenta l’ennesimo passo falso dell’esecutivo. La deputata ricorda come, dopo l’“avviso prima di arrestare” attribuito al ministro Nordio e il voto contrario sull’urgenza della procedibilità d’ufficio, la maggioranza abbia respinto anche l’emendamento del M5S, a prima firma Scarpinato, che riprendeva una sua proposta di legge.

L’idea era quella di istituire un fondo per le politiche pubbliche integrate di sicurezza urbana, con una dotazione di 500 milioni di euro l’anno per tre anni. Le risorse sarebbero servite a sostenere protocolli tra Comuni e Prefetture, puntando su riqualificazione sociale, recupero degli spazi urbani e rafforzamento della polizia locale.

Una proposta che, per Appendino, stride con l’andamento dei reati: rispetto al 2019, ricorda, le violenze sessuali sarebbero aumentate del 35%, le rapine del 24% e gli scippi del 7,9%. “Il governo osserva inerte mentre i reati crescono”, denuncia, parlando di uno “schiaffo ai cittadini onesti”.

A rafforzare l’accusa, la deputata cita anche una recente lettera inviata da quattro sigle sindacali alla presidente del Consiglio, in cui si afferma che per il governo la sicurezza è uno slogan buono per i discorsi pubblici, ma non una vera priorità quando si tratta di investire risorse concrete.

Lavoro, la norma “nascosta” che divide

Il secondo affondo riguarda il lavoro. Appendino denuncia l’inserimento, definito “di nascosto”, di una norma che – a suo giudizio – peggiora sensibilmente la posizione di migliaia di lavoratori. Si tratta di una misura che Fratelli d’Italia aveva già tentato di introdurre nei mesi scorsi e che era stata bloccata grazie all’opposizione parlamentare, ma che sarebbe riemersa durante i lavori in commissione Bilancio al Senato.

Il punto più contestato è l’effetto sui contenziosi salariali: se un giudice accerta che una retribuzione non rispetta l’articolo 36 della Costituzione, il lavoratore non potrebbe più recuperare le somme perse negli anni precedenti. Un messaggio che, secondo Appendino, è devastante: “Si legittima il sottopagare, violando la legge senza pagarne le conseguenze”.

“Propaganda al posto dei fatti”

Nel complesso, la deputata M5S parla di una destra che “umilia chi lavora” e che svuota di contenuto la Costituzione, mentre sulla sicurezza preferisce gli annunci roboanti ai provvedimenti strutturali. La conclusione è netta: “Meloni fa molta propaganda, ma nei fatti non è interessata ai problemi reali dei cittadini”.

Il Movimento 5 Stelle, assicura Appendino, continuerà a contrastare in Parlamento ogni tentativo di ridurre le tutele e di trasformare la sicurezza in uno slogan privo di risorse e soluzioni concrete.

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