2 Luglio 2026, giovedì
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Pandemia e scontro politico, Appendino attacca: “Processo mediatico contro Conte e il M5S”

Chiara Appendino denuncia una campagna orchestrata dalla destra e da alcuni quotidiani: “Si riscrive la storia del Covid per creare un capro espiatorio”

La memoria della pandemia torna terreno di scontro politico. E lo fa con toni accesi, che riportano al centro del dibattito pubblico la gestione dell’emergenza sanitaria e il ruolo del governo guidato da Giuseppe Conte nei mesi più drammatici del Dopoguerra. A intervenire è Chiara Appendino, deputata del Movimento 5 Stelle ed ex sindaca di Torino, che in un lungo intervento affida ai social una dura replica a quella che definisce una “campagna di sciacallaggio” contro il M5S e l’ex presidente del Consiglio.

Appendino richiama innanzitutto la propria esperienza diretta durante l’emergenza: “C’ero anch’io, in quei giorni”, scrive, ricordando le decisioni assunte da amministratrice locale in un contesto segnato dall’incertezza scientifica e dall’urgenza di tutelare la salute pubblica. Un passaggio che serve a rivendicare la complessità di scelte prese “nel buio più totale”, quando – sottolinea – nessun modello operativo era disponibile e ogni decisione comportava responsabilità enormi.

Nel mirino della parlamentare finiscono alcuni grandi quotidiani, accusati di agire come “megafono della propaganda della destra”, rilanciando una narrazione univoca sulla gestione della crisi. Secondo Appendino, si tratterebbe di un “processo mediatico” volto a delegittimare l’operato del governo Conte attraverso la riproposizione di accuse già esaminate in sede giudiziaria. “Non è informazione – afferma – ma un tentativo di riscrivere la storia della pandemia”.

Uno dei punti centrali della critica riguarda proprio il destino delle inchieste giudiziarie legate alla gestione del Covid: l’esponente M5S ricorda come molte delle ipotesi di reato evocate negli anni – dalle forniture di dispositivi sanitari alle presunte irregolarità negli approvvigionamenti – non abbiano trovato conferme, sfociando in archiviazioni o in un progressivo ridimensionamento. Un esito che, secondo Appendino, non avrebbe però fermato la pressione mediatica.

La deputata punta inoltre il dito contro i lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla pandemia, accusando la maggioranza di voler circoscrivere il perimetro dell’indagine escludendo le Regioni, titolari della competenza in materia sanitaria. Una scelta che, osserva, finirebbe per evitare un approfondimento sulle responsabilità territoriali, in particolare nelle aree più colpite dal virus.

Sul piano politico, l’attacco si allarga all’attuale governo. Appendino parla di una destra “allo sbando”, incapace – a suo dire – di rispondere alle criticità del presente, dalla sanità al potere d’acquisto delle famiglie, fino alle difficoltà del sistema industriale. Da qui, la necessità di spostare il confronto sul passato, costruendo un avversario simbolico.

In difesa di Giuseppe Conte, l’esponente pentastellata rivendica la trasparenza dell’ex premier, ricordando la sua disponibilità a rispondere ai magistrati e a intervenire pubblicamente sulle questioni sollevate negli anni. “Ha retto il Paese nel momento più buio”, sostiene, contrapponendo quella fase alla dialettica politica dell’epoca, segnata – secondo la sua ricostruzione – da posizioni contraddittorie di altre forze.

Il messaggio si chiude con una presa di posizione netta: il Movimento 5 Stelle, assicura Appendino, continuerà a rispondere “con i fatti e con la verità” agli attacchi ricevuti, ribadendo “piena vicinanza” al suo leader. E soprattutto, conclude, “non un passo indietro”.

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