La controversia commerciale tra Bruxelles e Washington torna al centro della scena. La Commissione europea si prepara a consegnare all’amministrazione americana un dossier dettagliato, ventisette pagine che Politico.eu afferma di aver visionato, per chiedere formalmente l’esclusione di un’ampia gamma di prodotti europei dai dazi decisi dalla Casa Bianca.
Il documento, costruito dai governi dei Ventisette e ora pronto per essere presentato oltreoceano, include alcune delle eccellenze più emblematiche del mercato comunitario. Pasta, formaggi, vino e olio d’oliva sono in prima fila, simboli del successo dell’agroalimentare europeo negli Stati Uniti e, al tempo stesso, bersagli vulnerabili di un irrigidimento tariffario che rischia di colpire duramente le esportazioni. Ma l’elenco è ben più esteso e tocca comparti molto diversi: liquori, occhiali da sole, diamanti, utensili, tubature metalliche, componenti per motori navali, macchinari industriali, tessuti, calzature, cappelli, ceramiche e robot utilizzati nei processi produttivi.
La delegazione europea presenterà formalmente il dossier lunedì al segretario statunitense al Commercio, Howard Lutnick, e al rappresentante per il Commercio, Jamieson Greer, durante la riunione dedicata ai rapporti bilaterali. Il confronto proseguirà poi in un pranzo di lavoro con i ministri dei Ventisette.
I settori ora inseriti nella richiesta europea non rientravano nell’intesa raggiunta lo scorso luglio tra Trump e la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, durante l’incontro tenuto in Scozia. Una lacuna che spiega la necessità, per Bruxelles, di tornare alla carica con una lista aggiornata e molto più ampia di quelle precedentemente discusse.
Tra i capitoli più delicati spicca quello della pasta, il cui destino rappresenta un tema particolarmente sensibile per l’Italia. Il comparto, già penalizzato da un dazio del quindici per cento, rischia di dover affrontare dall’inizio del prossimo anno un incremento fino al novantadue per cento nell’ambito di un procedimento antidumping. Una soglia tale da rendere, se confermata, praticamente impossibile continuare a esportare negli Stati Uniti.
Per Bruxelles la posta in gioco è alta. Da un lato bisogna proteggere interi settori produttivi europei, dall’altro mantenere aperto un canale di dialogo con una Casa Bianca tornata su posizioni aggressive in politica commerciale. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se gli Stati Uniti saranno disposti a rivedere almeno in parte le misure annunciate o se l’Europa dovrà prepararsi a un confronto ancora più aspro.
