29 Giugno 2026, lunedì
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E’ morta Ornella Vanoni, un’artista, una vita da protagonista

Addio alla Signora della musica italiana: 91 anni di arte, passione e innovazione

Ornella Vanoni, la grande interprete che ha segnato la storia della musica italiana, è scomparsa oggi all’età di 91 anni, lasciando un vuoto incolmabile nel panorama musicale e culturale del nostro Paese. Con la sua voce unica, capace di esplorare ogni sfumatura di emozione, e una carriera che ha attraversato decenni di cambiamenti, la Vanoni è diventata un’icona senza tempo, capace di rimanere sempre al passo con le evoluzioni musicali senza mai tradire se stessa.

Nata a Milano il 22 settembre 1934, figlia di un industriale farmaceutico e di una madre appassionata d’arte, Ornella cresce in un ambiente che mescolava rigore e passione. La sua carriera, che l’ha vista fiorire come una delle più importanti voci della musica leggera e d’autore, inizia in modo insolito, lontano dai riflettori musicali. A soli 19 anni si iscrive all’Accademia del Piccolo Teatro di Milano, dove diventa allieva prediletta del celebre regista Giorgio Strehler. Nel 1956 debutta in teatro con “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello, segnando i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo. Ma la sua vera vocazione, quella che la consacrerà al pubblico, è la musica.

Il suo esordio discografico avviene nel 1958, con il primo 33 giri per la Ricordi, un album che la lancia nel panorama musicale. Con il suo stile audace e il suo timbro inconfondibile, Ornella si distingue subito nell’interpretazione delle canzoni della ‘mala’, il genere che raccontava la cronaca nera e la vita popolare con una forza drammatica senza pari. In quegli anni, la sua figura emerge con prepotenza: una cantante che sfida le convenzioni, che reinventa la propria immagine e la propria musica, e che, pur attraversando generi e tendenze, rimane fedele alla sua voce unica e inimitabile.

La svolta arriva quando, dopo la fine della sua relazione con Strehler, incontra Gino Paoli. La loro storia d’amore, pur tormentata, si rivelerà proficua sul piano artistico, dando vita ad alcuni dei brani più emblematici della musica italiana. “Senza fine”, “Che cosa c’è” e “Cercami”, quest’ultimo pubblicato nel 1961, sono solo alcuni dei capolavori nati dalla loro collaborazione, che segnano un successo commerciale straordinario per Ornella Vanoni. Nel frattempo, la cantante si fa notare anche a Sanremo, dove parteciperà per ben otto edizioni, concludendo la sua esperienza festivaliera con il secondo posto nel 1968 con “Casa bianca” e un quarto posto in tre edizioni diverse (1967, 1970, 1999).

Negli anni ’70, la Vanoni evolve ancora una volta il suo stile e la sua immagine. La sua musica si fa più ricercata, e nasce l’amore per la musica brasiliana, che sfocerà nel 1976 nell’album “La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria”, realizzato con Toquinho e Vinícius de Moraes. Questo disco non solo le regala un grande successo di critica, ma entra anche nella storia della musica italiana, venendo incluso tra i 100 dischi italiani più belli della storia dalla rivista Rolling Stone. Con questo album, Ornella inaugura un periodo di grande sperimentazione musicale, che si spingerà fino agli anni ’80, quando diventa una delle cantanti più acclamate della scena musicale internazionale.

Il decennio successivo è quello della piena maturazione artistica. La Vanoni si fa carico di ogni aspetto della sua carriera, dai testi agli arrangiamenti, e firma album che segnano l’evoluzione della sua arte. “Ricetta di donna” (1980), “Duemilatrecentouno parole” (1981), “Uomini” (1983): dischi che riflettono una nuova Ornella, più introspettiva, più consapevole, e sempre più legata alla ricerca di un linguaggio musicale che unisse il jazz, la musica brasiliana e la canzone d’autore. È anche l’epoca delle collaborazioni prestigiose con Lucio Dalla, Paolo Conte, e Gerry Mulligan, e del fortunato ritorno sul palco con Gino Paoli nel tour “Insieme” (1985).

Il suo percorso artistico negli anni ’90 subisce una leggera riduzione delle apparizioni pubbliche, ma la qualità della sua musica non conosce cali. Album come “Sheherazade” (1995), dedicato all’universo femminile, e “Argilla” (1997), dove il jazz e la musica brasiliana si intrecciano, continuano a testimoniare la sua capacità di rinnovarsi e di restare al passo con le nuove tendenze, pur mantenendo una forte identità musicale.

Il nuovo millennio la vede celebrata per i suoi cinquant’anni di carriera con un concerto memorabile in Piazza Duomo a Milano, davanti a 35.000 persone (2008). Ancora una volta, Ornella è protagonista della scena musicale, capace di affascinare nuove generazioni con duetti con artisti di ogni età, e con il doppio disco dal vivo realizzato insieme a Gino Paoli. “L’appuntamento”, uno dei suoi brani più amati, torna in auge grazie al film Ocean’s Twelve, scalando nuovamente le classifiche e confermando l’intemporalità del suo repertorio.

Nel 2018, a 83 anni, Ornella sorprende ancora una volta il pubblico esibendosi al Festival di Sanremo con “Imparare ad amarsi”, un brano che la vede affiancata da Bungaro e Pacifico. L’interpretazione di questa canzone le vale una standing ovation e il Premio della Critica per la Migliore Interpretazione. Nel 2023, all’età di 89 anni, è ancora ospite al Festival di Sanremo, a testimonianza di una presenza costante nella musica italiana, capace di attraversare epoche e tendenze.

Nel 2024, la sua apertura al nuovo e alle nuove generazioni è ancora evidente: partecipa alla rivisitazione del suo brano “Ti voglio”, reinterpretato insieme a Elodie e Ditonellapiaga, un progetto che fonde tradizione e innovazione e che viene accolto con entusiasmo da pubblico e critica. Con più di 100 lavori, oltre 55 milioni di dischi venduti e una vita interamente dedicata alla musica, Ornella Vanoni si è affermata come una delle figure più importanti della cultura italiana.

Sofisticata, ironica, sensuale, ma anche profonda e capace di esplorare temi universali con sincerità, la Vanoni è una delle ultime grandi icone della canzone d’autore. La sua carriera, la sua vita, e il suo spirito indomito, resteranno per sempre parte della memoria musicale del nostro Paese.

La sua morte lascia un grande dolore, ma anche una traccia indelebile nella storia della musica. Da ogni angolo del mondo dello spettacolo, della politica e della cultura, piovono messaggi di cordoglio per la scomparsa di una delle figure più straordinarie e complete della nostra tradizione musicale. Ornella Vanoni non sarà mai dimenticata.

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