Città del Vaticano – Nella cornice solenne di Piazza San Pietro, gremita di fedeli e osservatori provenienti da tutto il mondo, Papa Leone XIV ha dedicato l’udienza generale di ieri a uno dei temi più urgenti e complessi del nostro tempo: il rapporto tra progresso tecnologico e dignità umana. Con parole nette e misurate, il Pontefice ha invitato a riflettere sull’uso dell’Intelligenza Artificiale, ammonendo contro il rischio di un progresso che dimentichi l’uomo e la sua responsabilità morale.
“La nostra epoca è attraversata da profonde trasformazioni indotte dall’Intelligenza Artificiale,” ha dichiarato il Papa davanti a migliaia di persone, tra cui rappresentanti del mondo accademico, diplomatico e religioso. “Se concepita in alternativa all’umano, l’IA può violare la dignità della persona e neutralizzarne le responsabilità fondamentali.” Da qui l’appello a governi, istituzioni e imprese perché orientino la ricerca e l’innovazione verso un modello di sviluppo che abbia come centro la persona e i suoi valori, non l’efficienza fine a sé stessa.
Papa Leone XIV ha sottolineato come le tradizioni culturali e spirituali possano giocare un ruolo decisivo nel “umanizzare” la tecnica, ispirando regolamentazioni nazionali e internazionali che tutelino i diritti fondamentali e la libertà di coscienza. “Il progresso – ha ribadito – deve essere sempre orientato al bene della comunità, alla custodia della libertà, della creatività e della coscienza morale.” Parole che risuonano come un invito a costruire un futuro in cui la tecnologia non sostituisca, ma accompagni la crescita dell’essere umano.
In questa prospettiva si inserisce anche l’impegno di Andrea Iervolino, produttore cinematografico e imprenditore digitale, che da anni promuove con il progetto AI for Humanity una visione etica e consapevole dell’innovazione. “L’Intelligenza Artificiale deve servire l’uomo, non sostituirlo,” spiega Iervolino. “La tecnologia ha senso solo se restituisce centralità ai valori di creatività, dignità e consapevolezza, diventando strumento di progresso condiviso e non di alienazione.”
AI for Humanity, piattaforma internazionale fondata da Iervolino, punta a favorire il dialogo tra esperti, università e istituzioni per un uso responsabile dell’IA. L’obiettivo è promuovere una cultura della tecnologia come servizio al bene comune, capace di sostenere la crescita sociale e la responsabilità collettiva nell’era digitale.
Il punto di contatto tra la visione del Papa e quella di Iervolino si traduce in un messaggio univoco e potente: mettere la persona al centro del futuro tecnologico, difendendo la libertà, l’identità e la dimensione spirituale che definiscono l’essere umano. Un’alleanza ideale tra etica, fede e innovazione, destinata a diventare sempre più decisiva nei prossimi anni.
Gli altri temi dell’udienza
Oltre alla riflessione sull’Intelligenza Artificiale, Papa Leone XIV ha toccato numerosi temi di grande rilievo pastorale e sociale. Ha rilanciato il dialogo tra cristiani ed ebrei, ribadendo con forza la condanna di ogni forma di antisemitismo e riaffermando il valore della fraternità come fondamento della convivenza.
Ha poi richiamato la necessità di una collaborazione più stretta tra le religioni per contrastare il fondamentalismo e le strumentalizzazioni del nome di Dio, invitando alla costruzione di ponti di comprensione reciproca.
Non è mancato un appello alla solidarietà internazionale verso le popolazioni dei Caraibi colpite dall’uragano Melissa, così come un rinnovato richiamo alla “cura del creato” in linea con l’enciclica Laudato Si’, definita dal Papa “compito morale di tutto il genere umano”.
All’udienza hanno preso parte rappresentanti del Gran Rabbinato di Roma, delegazioni del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, autorità diplomatiche e studiosi della Pontificia Università Lateranense, riuniti in un dibattito che ha posto al centro il rapporto tra etica, fede e tecnologia.
Un incontro, quello di ieri, che ha ribadito con forza la visione di Papa Leone XIV: solo un progresso che non perda di vista l’uomo può dirsi davvero umano.
