8 Settembre 2026, martedì
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Amanda Knox porta in scena “Cartwheel” e difende lo spettacolo: “È un tributo a Meredith Kercher”

Tra polemiche, una petizione per fermare il debutto e undici serate già sold out all’Edinburgh Fringe Festival, Amanda Knox rivendica il diritto di raccontare la propria storia: “Non banalizzo la violenza, la denuncio”

Amanda Knox torna al centro del dibattito pubblico, questa volta non per un’aula di tribunale ma per un palcoscenico. La 39enne statunitense ha deciso di raccontare la sua esperienza nello spettacolo teatrale comico “Cartwheel”, in programma all’Edinburgh Fringe Festival, il più importante festival mondiale dedicato alle arti performative. Una scelta che ha immediatamente riacceso polemiche e divisioni, tra chi considera l’opera una forma di narrazione personale e chi invece la giudica un’inopportuna trasformazione in intrattenimento di una tragedia che ha segnato profondamente una famiglia.

Knox ha respinto con fermezza le accuse di voler sminuire la violenza contro le donne. In un messaggio pubblicato sui social ha spiegato che lo spettacolo nasce con un intento opposto: rendere omaggio alla memoria di Meredith Kercher e riflettere sulla violenza subita da entrambe. “Cartwheel”, secondo la sua autrice, non sarebbe dunque una riscrittura ironica di un dramma, ma un tentativo di affrontare le conseguenze di una vicenda giudiziaria e mediatica che ha cambiato per sempre la sua vita.

La presa di posizione arriva dopo le parole di Stephanie Kercher, sorella di Meredith, affidate alla Bbc. La donna ha espresso il proprio dissenso sostenendo che portare sul palco una rappresentazione comica legata all’omicidio della studentessa britannica rischi di normalizzare e banalizzare la violenza contro le donne. Pur riconoscendo ad Amanda Knox il diritto di ricostruirsi un’esistenza dopo l’assoluzione definitiva pronunciata dalla Corte di Cassazione il 27 marzo 2015, Stephanie Kercher ha sottolineato come la scelta di trasformare quella tragedia in uno spettacolo rappresenti per la famiglia un’ulteriore sofferenza.

Un titolo nato da una controversia mai chiarita

Il nome dello spettacolo, “Cartwheel” — ovvero “La ruota” — richiama uno degli episodi più controversi e discussi della vicenda di Perugia del 2007: il presunto racconto secondo cui Knox avrebbe compiuto delle capriole in questura dopo l’omicidio di Meredith Kercher. Un dettaglio diventato nel tempo uno dei simboli della narrazione mediatica del caso, ma mai realmente confermato.

Attraverso il linguaggio della comicità, Knox punta a raccontare il peso dell’esposizione pubblica, il processo mediatico subito e il modo in cui la sua immagine è stata costruita e deformata negli anni. Una scelta narrativa che, proprio per il tema affrontato, si muove su un terreno estremamente delicato.

Lo spettacolo debutterà venerdì 7 agosto e resterà in cartellone per undici repliche consecutive. Nonostante le contestazioni, tutte le date risultano già esaurite, segnale dell’enorme interesse ancora suscitato da una delle vicende giudiziarie più seguite degli ultimi decenni.

La mobilitazione contro lo show

Parallelamente all’attesa per il debutto è cresciuta anche la protesta. Una petizione online chiede infatti la cancellazione dello spettacolo e ha raccolto oltre 4.400 adesioni. I promotori sostengono che la morte di Meredith Kercher non possa diventare materiale per uno spettacolo comico e hanno sollecitato anche un intervento del primo ministro britannico Keir Starmer.

La vicenda riapre così una domanda complessa: chi ha vissuto una tragedia ha il diritto di raccontarla attraverso qualsiasi forma artistica, anche l’ironia? Oppure esistono limiti etici quando il racconto personale si intreccia con il dolore ancora vivo di altre persone?

Il debutto di “Cartwheel” non sarà soltanto un evento teatrale, ma anche un nuovo capitolo di una storia che, a quasi vent’anni dai fatti di Perugia, continua a dividere opinione pubblica e protagonisti.

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