29 Giugno 2026, lunedì
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Putin apre uno spiraglio: “Con gli Stati Uniti c’è un’intesa su come risolvere la guerra in Ucraina”

Il leader del Cremlino parla di “questioni complesse ma affrontabili” e riconosce l’impegno di Washington. Trump lo ringrazia con un video, mentre un nuovo attacco russo paralizza Kiev e altre nove regioni ucraine. Intanto la Banca Mondiale prevede un netto rallentamento dell’economia russa.

Il presidente russo Vladimir Putin ha parlato per la prima volta di una possibile “intesa con gli Stati Uniti” su una via d’uscita al conflitto in Ucraina, lasciando intravedere un cauto spiraglio diplomatico dopo oltre due anni di guerra. “Russia e Stati Uniti hanno un’intesa su come risolvere pacificamente il conflitto, ma si tratta di questioni difficili e complesse”, ha dichiarato il leader del Cremlino, sottolineando come il dialogo con Washington sia in corso ma ancora fragile.

Putin ha poi speso parole insolite nei confronti del presidente americano, riconoscendo “gli sforzi per affrontare problemi complicati che persistono da anni o addirittura decenni”. Un passaggio che molti osservatori hanno interpretato come un messaggio di apertura verso l’amministrazione statunitense, in un momento di alta tensione internazionale. “Non spetta a me dire se meritava il Premio Nobel per la Pace”, ha aggiunto Putin con tono volutamente ironico ma meno tagliente del solito.

A stretto giro è arrivata la replica di Donald Trump, che ha ringraziato Putin pubblicando un video sul suo social network, Truth Social. “Grazie, presidente Putin”, ha detto l’ex inquilino della Casa Bianca, rilanciando così il suo consueto tono ammiccante nei confronti del leader russo e confermando l’intreccio politico-diplomatico che accompagna la corsa alla presidenza americana del 2025.

Mentre le dichiarazioni dei due leader monopolizzano la scena internazionale, sul terreno la guerra non dà tregua. Nelle ultime ore un massiccio attacco russo ha colpito le infrastrutture energetiche ucraine, causando gravi interruzioni nella fornitura di energia elettrica e acqua a Kiev e in altre nove regioni del Paese. Secondo le autorità ucraine, i bombardamenti hanno preso di mira centrali e impianti strategici in un momento già critico per il sistema energetico nazionale, messo a dura prova da mesi di raid mirati.

Dal canto suo, il ministero della Difesa russo ha rivendicato l’abbattimento di 42 droni ucraini lanciati nella notte contro varie regioni del Paese, confermando l’intensificarsi della guerra aerea lungo tutto il fronte. “I sistemi di difesa hanno distrutto e intercettato tutti i bersagli nemici”, ha riferito Mosca attraverso l’agenzia Tass.

Sul fronte economico, la Banca Mondiale ha diffuso un rapporto che segnala un sensibile rallentamento della crescita russa: per il 2025 è prevista una crescita del Pil appena dello 0,9%, in netto calo rispetto al 4,3% registrato nel 2024. Un dato che riflette l’impatto cumulativo delle sanzioni internazionali, delle spese belliche e dell’isolamento finanziario del Paese.

Il quadro che emerge è dunque quello di una Russia impegnata su più fronti: militare, economico e diplomatico. L’apertura di Putin verso Washington, pur accolta con prudenza, segna un possibile cambio di tono dopo mesi di rigidità e retorica bellicista. Tuttavia, la simultanea intensificazione dei bombardamenti in Ucraina e il deterioramento della situazione interna mostrano come la fine del conflitto resti ancora lontana, intrappolata in un equilibrio precario tra diplomazia e forza.

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