Ha tentato il suicidio nella sua cella del carcere di Villa Armea, a Sanremo, Becken Olivieri, il 51enne arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di omicidio volontario per la morte della compagna, Mary Elizabeth Hopkins. Un gesto estremo, maturato a pochi giorni dalla confessione del delitto, che ha richiesto l’intervento immediato del personale penitenziario, decisivo nel salvargli la vita.
L’uomo si trova ora ricoverato nella camera detentiva del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) dell’ospedale di Sanremo, dove è stato trasferito in condizioni monitorate, dopo i primi soccorsi ricevuti all’interno della struttura carceraria.
Il caso aveva scosso profondamente l’entroterra imperiese. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Olivieri avrebbe ucciso la compagna soffocandola con un cuscino nella loro abitazione isolata tra i boschi di Ceriana, piccolo centro sulle alture alle spalle della Riviera. Un contesto appartato, lontano da occhi esterni, dove si è consumato il femminicidio.
Dopo il delitto, l’uomo si era presentato spontaneamente ai carabinieri, confessando l’accaduto e facendo scattare il fermo con l’accusa di omicidio volontario. Trasferito nel carcere di Villa Armea, era in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria quando ha tentato di togliersi la vita.
Restano ora da chiarire i contorni psicologici e le dinamiche che hanno portato prima all’omicidio e poi al gesto autolesionistico. Gli inquirenti proseguono gli accertamenti per delineare un quadro completo della vicenda, mentre sul fronte sanitario sarà determinante la valutazione clinica degli specialisti che hanno in carico il detenuto.
L’episodio riaccende i riflettori sul tema della violenza di genere e sulle fragilità che spesso si consumano nell’intimità domestica, lontano da segnali evidenti ma con esiti tragici e irreversibili.
