1 Giugno 2026, lunedì
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Stellantis accelera a settembre: +15,5%, ma il mercato resta in affanno

Il mercato italiano dell’auto torna a crescere, +4% sullo stesso mese del 2024. Stellantis corre tre volte più veloce, ma il bilancio dei primi nove mesi resta negativo

Il mercato automobilistico italiano prova a rialzare la testa, ma il percorso resta incerto. Nel mese di settembre sono state immatricolate 126.679 vetture, con un incremento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2024, secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti. Un segnale positivo che interrompe la fase di stagnazione, ma che non basta a cancellare le difficoltà strutturali del settore.

Il bilancio complessivo dei primi nove mesi dell’anno rimane infatti in terreno negativo: da gennaio a settembre le immatricolazioni complessive hanno raggiunto quota 1.167.437, registrando un calo del 2,9% rispetto allo stesso arco temporale del 2024. Una frenata che riflette un contesto segnato da consumi deboli, incertezza economica, politiche di incentivo altalenanti e una transizione all’elettrico ancora faticosa.

In questo scenario spicca la performance di Stellantis. Il gruppo automobilistico nato dalla fusione tra FCA e PSA ha immatricolato in Italia 33.946 vetture a settembre, mettendo a segno un balzo del 15,5% rispetto all’anno precedente: più di tre volte la crescita media del mercato. Nei primi nove mesi del 2025, però, il dato resta in rosso, con 331.035 immatricolazioni complessive e un calo del 9,4% rispetto al 2024.

Il risultato di settembre testimonia la capacità di Stellantis di capitalizzare su alcuni modelli di punta, spingendo soprattutto sulle compatte e sui veicoli ibridi. Tuttavia, il saldo negativo dei nove mesi indica che la spinta non è sufficiente a invertire la rotta, almeno per ora.

La fotografia complessiva conferma dunque un settore ancora fragile. Se da un lato la crescita mensile lascia intravedere un raggio di sole, dall’altro i numeri dei nove mesi rivelano un mercato che fatica a ripartire in modo strutturale. La transizione ecologica, le tensioni geopolitiche che pesano sui costi delle materie prime e la domanda interna ancora debole restano ostacoli di fondo. Per l’automotive italiano, insomma, settembre è stato un mese di respiro, ma non ancora di svolta.

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