5 Agosto 2026, mercoledì
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Ferrari, scossa in Borsa dopo la “Luce”: il mercato boccia il design, il titolo tenta il recupero

Dopo il tonfo dell’8% innescato dalle critiche alla prima elettrica del Cavallino, il titolo rimbalza timidamente a Piazza Affari. Intanto i petroliferi frenano con il calo del greggio.

C’è chi lo chiama scivolone, chi invece preferisce parlare di fisiologica reazione a una scelta radicale. Fatto sta che a Piazza Affari il debutto della nuova elettrica di Ferrari non è passato inosservato. Anzi, ha lasciato un segno profondo sui mercati. Dopo il brusco arretramento della vigilia, con una perdita superiore all’8% che ha riportato il titolo a quota 284 euro, il Cavallino rampante prova oggi a rialzare la testa, segnando un modesto rimbalzo attorno all’1%.

Il contesto, nel frattempo, resta favorevole: le principali Borse europee si muovono in territorio positivo, sostenute dall’onda lunga dei nuovi record registrati a Wall Street. Ma a Milano l’attenzione è tutta per Maranello, finita al centro di un acceso dibattito che va ben oltre i numeri.

Una “Luce” che divide

Il nodo è uno solo: il design. La nuova Ferrari Luce, primo modello completamente elettrico della casa emiliana, ha acceso immediatamente i riflettori, ma non nel modo che forse il mercato si aspettava. La linea, decisamente distante dai canoni più recenti del marchio, ha spaccato pubblico e investitori, generando una valanga di reazioni online, in larga parte critiche.

Una rottura estetica che si accompagna a una rivoluzione tecnica: cinque posti, impostazione inedita e un prezzo che sfiora i 550mila euro. Elementi che avrebbero potuto segnare un passaggio epocale, ma che sono stati in parte oscurati proprio dalla percezione visiva del modello. Non sono mancati paragoni provocatori, tra cui quello con una ipotetica “Apple Car”, mai realmente arrivata sul mercato ma evocata come simbolo di un design futuristico e divisivo.

Strategia o azzardo?

Se l’obiettivo era far parlare di sé, la missione può dirsi compiuta. Ferrari ha scelto una strada dichiaratamente disruptive, rompendo con la tradizione per affrontare la transizione elettrica con un linguaggio nuovo. Tuttavia, il mercato ha reagito con cautela, se non con aperto scetticismo, segnalando quanto sia delicato il bilanciamento tra innovazione e identità per un marchio iconico.

Il rimbalzo odierno, per ora contenuto, suggerisce che la partita è tutt’altro che chiusa. Gli investitori restano in attesa di capire se le polemiche si tradurranno in un danno strutturale o se, al contrario, l’effetto sorpresa potrà trasformarsi in un vantaggio competitivo nel medio periodo.

Piazza Affari, petroliferi sotto pressione

Nel resto del listino milanese, la giornata è segnata dalla debolezza dei titoli energetici, penalizzati dal nuovo arretramento del prezzo del greggio. Il Wti con consegna a luglio scende del 2,6% a 91,45 dollari al barile, mentre il Brent perde l’1,9% attestandosi a 97,73 dollari.

In questo scenario, arretrano Saipem e Eni, entrambe in calo dell’1,5%, mentre Tenaris cede oltre un punto percentuale. In flessione anche Enel, che lascia sul terreno circa l’1,2%.

Un quadro complessivamente stabile, dunque, ma attraversato da segnali contrastanti: da un lato la spinta dei mercati globali, dall’altro le incognite legate alle singole storie industriali. E tra queste, oggi più che mai, spicca quella di Ferrari, sospesa tra tradizione e futuro elettrico.

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