Un intero settore industriale che chiude i battenti e un Paese in difficoltà anche a spostarsi. L’Italia si scopre improvvisamente più vulnerabile, in fabbrica come nelle stazioni. E mentre il Governo tace o minimizza, dal Parlamento si alza forte la voce del Movimento 5 Stelle, che con la vicepresidente Chiara Appendino denuncia una duplice emergenza: l’uscita dell’Italia dalla produzione di etilene e il collasso dei trasporti.
Con la chiusura dei cracking Eni a Brindisi e Priolo, l’Italia è diventata il primo Paese in Europa a non produrre più etilene, una materia prima fondamentale per l’intera filiera chimica. Una scelta che, secondo Appendino, non può essere liquidata come una semplice decisione aziendale: “Parliamo di Eni, una società partecipata dallo Stato. C’è una responsabilità politica diretta, che ricade sul Governo e sulla sua totale assenza di visione industriale”.
Una decisione giudicata gravissima in un momento di instabilità globale, in cui la capacità produttiva interna diventa cruciale: “Rinunciare alla chimica di base per ragioni di presunta convenienza a breve termine significa compromettere l’autonomia strategica dell’Italia”, ha dichiarato la vicepresidente M5S in Commissione Attività Produttive.
Ma l’allarme riguarda anche i lavoratori. Le promesse di tutela occupazionale, secondo Appendino, non reggono alla prova dei fatti. “Le esperienze di Porto Marghera, Gela, Porto Torres sono state fallimentari. Promesse di investimenti mai mantenute, centinaia di posti di lavoro persi. Ora rischiamo di ripetere lo stesso schema, senza che nessuno intervenga”.
Il Movimento chiede con forza che vengano esplorate alternative alla dismissione: rilancio degli impianti, coinvolgimento di nuovi soggetti industriali, una strategia di medio-lungo periodo. “Serve una politica industriale vera. La sovranità produttiva non è un dettaglio: è una questione di interesse nazionale”.
“Trasporti in tilt, Salvini si occupi del suo ministero o si dimetta”
Nel frattempo, il Paese fa i conti con un’altra emergenza strutturale: quella dei trasporti. Treni in ritardo, voli cancellati, disservizi a catena che colpiscono cittadini, turisti e pendolari ogni giorno. L’ennesimo fine settimana nero ha spinto Appendino a chiedere un’informativa urgente alla Camera.
“La situazione dei trasporti è da bollettino di guerra”, ha attaccato. “E mentre tutto questo accade, il Ministro Salvini è un fantasma. Invece di occuparsi dei servizi essenziali, si dedica esclusivamente a propaganda e annunci”.
Secondo il M5S, il Ministro delle Infrastrutture è responsabile di un sistema ormai al collasso: “Se non è in grado di garantire il diritto a una mobilità sicura ed efficiente, venga in Aula a dirlo. Oppure lasci spazio a chi ha le competenze per farlo”.
Il richiamo è netto: “Non si può parlare ogni giorno di sicurezza senza occuparsi della sicurezza quotidiana dei cittadini. Quella che passa anche da un treno in orario, da un volo garantito, da un servizio pubblico che funziona”.
Due facce della stessa crisi: industria e servizi pubblici abbandonati. È l’Italia che rischia di fermarsi, mentre la politica industriale e infrastrutturale resta senza guida. E il Movimento 5 Stelle chiede conto al Governo: “Smettetela di rincorrere emergenze e iniziate a governare davvero”.
