Nel lessico della pubblica amministrazione si chiama “rinnovo di servizi”, ma nel dibattito politico-mediatico assume contorni ben più sensibili quando si intreccia con la sfera privata dei titolari di governo. È il caso dell’abbonamento alla pay-tv Sky attivato – o meglio rinnovato – presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che riaccende l’attenzione sulle abitudini sportive del vicepremier Matteo Salvini e sull’utilizzo degli strumenti informativi negli uffici ministeriali.
A sollevare il caso è un’informazione riportata da Domani, secondo cui in una nota del 21 gennaio l’ufficio di gabinetto del “Sig. Ministro” avrebbe segnalato l’esigenza di rinnovare per il 2026 la sottoscrizione del pacchetto “Vetrina + sport + calcio”. Un abbonamento dal costo annuo di 1.188 euro, cifra relativamente contenuta nei bilanci di un dicastero, ma sufficiente a innescare interrogativi sull’opportunità di una spesa destinata alla fruizione di contenuti sportivi – Serie A, coppe europee e altri eventi – all’interno di un ufficio pubblico.
Secondo quanto riportato, si tratterebbe di un pacchetto tipicamente utilizzato da attività commerciali come bar e ristoranti, pensato per la trasmissione continuativa di eventi sportivi. Un dettaglio che ha contribuito ad alimentare il dibattito politico e mediatico.
Dal Ministero arriva però una versione nettamente diversa. In una nota ufficiale, il Mit sottolinea che non si tratterebbe di una nuova attivazione, bensì del “semplice rinnovo di servizi già presenti in passato, prima dell’arrivo di Salvini e prima dell’attuale Governo”. La scelta sarebbe stata, secondo la ricostruzione ministeriale, maturata dagli uffici competenti e accompagnata da approfondimenti anche in vista delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, evento per il quale la disponibilità di contenuti sportivi televisivi sarebbe stata ritenuta funzionale.
Il dicastero precisa inoltre che il ministro “ha un regolare abbonamento televisivo che paga di tasca propria e utilizza a casa”, ribadendo che quello ministeriale non sarebbe destinato a uso personale. E aggiunge un dettaglio non secondario nella narrazione difensiva: la residenza privata del vicepremier sarebbe “l’unico luogo, oltre allo stadio, dove il ministro guarda le partite del Milan”.
La passione calcistica di Salvini, in effetti, non è mai stata un segreto. Frequenti le sue apparizioni allo stadio Giuseppe Meazza per seguire le partite della squadra rossonera, così come le partecipazioni a eventi legati al tifo organizzato milanista. Proprio questa vicinanza al mondo ultras è stata più volte oggetto di attenzione pubblica, anche per alcuni episodi passati.
Tra questi, la presenza del ministro – allora titolare del Viminale – alla festa della Curva Sud all’Arena civica di Milano, occasione in cui venne fotografato mentre stringeva la mano a Luca Lucci, figura di vertice della tifoseria organizzata rossonera. Lucci, successivamente coinvolto in vicende giudiziarie legate al tifo organizzato, è stato tra i principali imputati del processo “Doppia Curva”, che ha ricostruito l’esistenza di associazioni a delinquere all’interno delle frange ultras di Milan e Inter. In anni più recenti è stato inoltre condannato in via definitiva a pene rilevanti per traffico di stupefacenti e ritenuto coinvolto in episodi di estrema gravità.
Non è l’unico episodio che ha alimentato l’attenzione sul rapporto tra il ministro e il calcio. Il 19 agosto 2024, infatti, Salvini fu ripreso durante una diretta social mentre si trovava nei suoi uffici con un televisore acceso su una partita, episodio che contribuì a riaccendere il tema della commistione tra attività istituzionale e fruizione di eventi sportivi.
A completare il quadro c’è anche un elemento tecnologico: la copertura televisiva delle principali competizioni internazionali, incluse le Olimpiadi, è oggi distribuita tra Rai ed Eurosport, canali non integralmente presenti nel bouquet Sky, circostanza che rende ulteriormente peculiare l’utilizzo del pacchetto sportivo in ambito ministeriale.
Tra precisazioni amministrative, ricostruzioni politiche e inevitabili riflessi mediatici, la vicenda si inserisce in una più ampia cornice in cui la sfera privata dei rappresentanti di governo – soprattutto quando intrecciata a passioni personali molto visibili – diventa rapidamente terreno di confronto pubblico. E, nel caso di Matteo Salvini, il calcio resta una passione dichiarata che continua a riflettersi, direttamente o indirettamente, anche oltre i confini dello stadio.
