26 Ottobre 2026, lunedì
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Trump minaccia Musk: “Deportarlo? Potrei pensarci”

Botta e risposta infuocato tra l’ex presidente e il patron di Tesla. Intanto Usa e Ue trattano sul nodo dazi: si punta a un compromesso sul 10%

Washington – La tensione tra Donald Trump ed Elon Musk si fa sempre più accesa, in un confronto che intreccia politica, affari e polemiche pubbliche. Dopo l’ennesima critica di Musk alla legge di bilancio americana, l’ex presidente non ha esitato a rispondere con un tono tagliente e, per molti, preoccupante. Alla domanda di un sostenitore sull’eventualità di espellere il magnate sudafricano, Trump ha replicato: “Darò un’occhiata”.

L’uscita del tycoon è arrivata all’indomani di un attacco frontale di Musk alla manovra finanziaria dell’amministrazione Biden, bollata come “una spesa folle” che alza il tetto del debito di 5mila miliardi di dollari. In un post pubblicato su X, la piattaforma di cui è proprietario, il CEO di Tesla ha scritto: “È evidente che viviamo in un Paese governato da un unico partito, il partito del maiale”, con riferimento sprezzante all’accusa di sperperi bipartisan.

Trump, un tempo alleato di Musk e oggi sempre più distante dalle sue posizioni, ha colto l’occasione per ironizzare sui benefici che le aziende del miliardario hanno ottenuto in passato: “Se rimane senza sussidi, può anche chiudere bottega e tornarsene in Sudafrica”. Un’affermazione che ha avuto un effetto immediato anche sui mercati: il titolo Tesla ha chiuso in forte calo a Wall Street, risentendo della crescente instabilità attorno alla figura del suo fondatore.

Parallelamente, sul fronte commerciale si registrano segnali di distensione tra Stati Uniti e Unione Europea. Il commissario europeo per il Commercio, Maroš Šefčovič, è volato a Washington per un nuovo round di negoziati sui dazi. L’obiettivo è raggiungere un accordo che limiti le tariffe al 10%, una soglia considerata accettabile se accompagnata da opportune compensazioni.

Secondo fonti citate da Bloomberg, Bruxelles punterà a ottenere esenzioni per settori strategici come farmaceutica, alcolici, semiconduttori e aviazione civile. Si tratta di comparti ad alto valore aggiunto per l’economia europea, che rischiano di essere penalizzati da un’escalation protezionistica.

Il clima, tanto nei rapporti transatlantici quanto nei duelli personali tra protagonisti della scena americana, resta teso. E il confine tra strategia politica e provocazione sembra sempre più sottile.

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