Milano celebra il design con il FuoriSalone, un palcoscenico urbano unico che trasforma showroom, musei e siti di archeologia industriale in una mostra a cielo aperto. Un appuntamento collettivo e spettacolare capace di attrarre una comunità internazionale di professionisti e appassionati e celebrare il design come linguaggio interattivo.
Con l’inaugurazione ufficiale di Materiae la mostra-evento di Interni, il Fuorisalone invade la città: un percorso d’eccellenza che si snoda tra l’Università Statale e altri quattro luoghi simbolo. Oltre 400 eventi imperdibili segnalati dalla guida ufficiale di Interni per vivere la Milano Design Week attraverso un itinerario che unisce storia, innovazione e creatività diffusa. Sotto la storica direzione di Gilda Bojardi, il magazine del Gruppo Mondadori, trasforma ancora una volta il capoluogo lombardo in un laboratorio a cielo aperto, una piattaforma globale dove la materia diventa il fulcro di una sperimentazione senza precedenti.
In un ecosistema creativo che conta oltre 40 installazioni, più di 50 progettisti internazionali esplorano il futuro attraverso un dialogo inedito tra Intelligenza Artificiale, arte, poesia e industria. L’invito dei designer è esplicito: superare la soglia della semplice osservazione per entrare in una relazione profonda e interattiva con l’opera, trasformando lo spettatore nel protagonista del processo progettuale, come spiega Gila Bojardi.
Con 19 quartieri attivati, le relazioni di Materiae abbracciano l’intera Milano. Non è più solo una serie di eventi espositivi, ma una kermesse globale che permea il tessuto urbano, consolidando il FuoriSalone come il principale “festival del progetto” itinerante al mondo.
Una narrazione corale che attraversa i quartieri storici e quelli emergenti: da Brera a Tortona, da Isola alle 5VIE, da Porta Venezia fino alle nuove frontiere di Baggio, Feltre, Dergano e Lambrate. Questa geografia in continuo mutamento rompe i confini tra pubblico e privato: le soglie di palazzi storici, atelier e cortili segreti si spalancano, trasformando l’intera città in un palcoscenico accessibile a tutti.
Tra le perle di questa edizione, l’apertura straordinaria di Villa Pestarini: grazie ad Alcova, il pubblico ha potuto varcare per la prima volta la soglia dell’unica dimora privata firmata da Franco Albini. Parallelamente, il cuore della città è stato teatro di una provocazione poetica: Piazza Duomo è stata simbolicamente “occupata” per una colazione con baratto ideata da Maurizio Cattelan. Attorno a lui, protagonisti come Piero Lissoni, Charley Vezza e Stefano Seletti hanno animato un esperimento di socialità dove curiosi e appassionati si sono scambiati oggetti di ogni sorta. Grande successo anche per il distretto di via Durini, trasformatasi in un salotto a cielo aperto con una successione ininterrotta di installazioni e arredi all’aperto.
Il percorso prosegue tra i chiostri della Statale, dove l’accoglienza è affidata alla scultura di un gorilla in meditazione che tiene in grembo un capriolo. Al centro del cortile d’onore, l’atmosfera cambia drasticamente con l’installazione Mater di Alessandro Scandurra. Attraverso la riattivazione di un cumulo di macerie viene evocato il trauma della guerra, trasformando i detriti in una testimonianza tangibile che irrompe nella serenità del contesto accademico.
Dalla sopravvivenza all’identità spirituale: il percorso alla Statale si snoda tra i ponteggi concettuali dello IED, pensati per spiegare come resistere a un cataclisma, e l’impatto pop di Richard Orlinski. Qui, l’iconico gorilla rosso alto tre metri diventa il custode di un’esperienza digitale: un sistema di AI che permette ai visitatori di scoprire, in un dialogo tra arte e software, quale sia il proprio animale guida. Nel Cortile della Farmacia, l’installazione Infinity di Marco Nereo Rotelli e la luna fluttuante di Chiedi alla Luna (Artset per Ever in Art con LiveHelp) invitano a riflettere sul legame tra uomo e IA. In quest’ultima opera, l’intelligenza artificiale GeniusAgents permette alla luna di dialogare in tempo reale con i visitatori via chat.
Restando nel cuore della città, Portrait accoglie Origins, l’esclusivo progetto firmato dallo studio Zaha Hadid Architects, mentre l’atmosfera suggestiva dell’Orto Botanico di Brera fa da cornice a The Garden of the Hesperides, l’installazione immersiva dell’architetto Annabel Karim Kassar.
