5 Luglio 2026, domenica
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25 Aprile, il Pd attacca: “A Napoli la ‘remigrazione’ è un affronto alla memoria antifascista”

Ruotolo e Sarracino denunciano l’iniziativa alla vigilia della Liberazione: nel mirino la presenza di Luca Marsella e l’adesione di esponenti istituzionali. “Si legittima chi si richiama al fascismo e si mettono in discussione principi costituzionali”

Alla vigilia del 25 aprile, data simbolo della Liberazione e fondamento della memoria democratica del Paese, esplode la polemica politica su un’iniziativa prevista a Napoli e dedicata al tema della cosiddetta “remigrazione”. A sollevare il caso sono Sandro Ruotolo e Marco Sarracino, esponenti del Partito Democratico, che parlano apertamente di “affronto” alla storia e all’identità della città.

Nel mirino dei due dirigenti dem non c’è soltanto il merito dell’incontro, ma anche il contesto e i protagonisti annunciati. Tra questi, Luca Marsella, figura controversa della destra radicale, già condannato per aggressione alle forze dell’ordine e più volte al centro delle cronache per dichiarazioni provocatorie, tra cui il paragone tra antifascismo e Mafia. Una presenza che, secondo Ruotolo e Sarracino, conferisce all’evento un significato politico ben più ampio e problematico.

“La scelta di organizzare una manifestazione di questo tipo proprio alla vigilia del 25 aprile – sottolineano – non può essere liquidata come una semplice provocazione. È un atto che colpisce nel profondo una città decorata con la medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza, segnata dall’esperienza delle Quattro giornate di Napoli e storicamente legata ai valori dell’antifascismo”.

L’accusa si estende poi al piano istituzionale. I due esponenti del Pd criticano duramente la partecipazione o il sostegno all’iniziativa da parte di rappresentanti pubblici, ritenendo che ciò contribuisca a “legittimare un dibattito che mette in discussione diritti fondamentali e principi costituzionali”. Un passaggio particolarmente netto riguarda Gennaro Sangiuliano, oggi capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Campania ed ex ministro, chiamato in causa per la sua adesione all’evento. “È grave – osservano – che chi ha giurato sulla Costituzione nata dalla lotta antifascista partecipi a confronti in cui trovano spazio posizioni che si richiamano apertamente al fascismo”.

Nel loro intervento, Ruotolo e Sarracino rilanciano infine l’appello del segretario della CGIL Campania, Nicola Ricci, affinché gli esponenti istituzionali invitati facciano un passo indietro e rinuncino alla partecipazione. L’obiettivo, spiegano, è evitare che il confronto pubblico venga contaminato da posizioni ritenute incompatibili con i valori democratici sanciti dalla Costituzione.

La polemica si inserisce in un clima già carico di tensioni attorno alle celebrazioni del 25 aprile, confermando come il terreno della memoria storica e dell’identità antifascista continui a rappresentare uno dei fronti più sensibili del dibattito politico nazionale.

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