Allarme caldo in Italia: stop ai lavori all’aperto in 13 Regioni
L’ondata di calore che sta colpendo l’Europa non risparmia l’Italia, dove l’emergenza termica ha raggiunto livelli allarmanti. Martedì 2 luglio saranno 18 le città con bollino rosso, massimo livello di allerta per le condizioni meteorologiche. Il giorno prima erano già 17. Tra le più colpite Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Perugia e Torino, che da mercoledì 26 giugno vivono una situazione di allarme continuo.
L’emergenza ha spinto 13 Regioni ad adottare misure straordinarie per tutelare i lavoratori esposti al sole nelle ore più calde della giornata. La Lombardia, tra le prime a muoversi, ha disposto – con un’ordinanza firmata dal presidente Attilio Fontana – lo stop alle attività all’aperto dalle 12:30 alle 16 dal 2 luglio al 15 settembre, nei giorni in cui il rischio sarà classificato come “alto”. Il provvedimento si applica a settori come edilizia, agricoltura, florovivaismo e cave.
«La priorità è la tutela della salute dei lavoratori – ha dichiarato Fontana –. In momenti come questi il caldo può diventare insopportabile, e l’ordinanza rappresenta un passo concreto per garantire condizioni di lavoro sicure». L’annuncio è arrivato al termine di un incontro tra Regione, sindacati e rappresentanti delle imprese, convocato dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso.
Le deroghe e le linee guida operative
Il divieto non si applica alle attività urgenti o di pubblica utilità, a condizione che vengano rispettate tutte le misure di prevenzione. Esclusi anche gli interventi di protezione civile, i lavori delle pubbliche amministrazioni, dei concessionari di servizi pubblici e dei loro appaltatori. L’ordinanza sarà trasmessa a Prefetti, sindaci, ATS, ASST, associazioni datoriali e sindacali, affinché siano garantite adeguata informazione e attuazione.
L’interruzione del lavoro all’aperto scatterà solo nei giorni in cui il sito www.worklimate.it segnalerà un livello di rischio elevato, sulla base delle previsioni meteo e degli indici biometeorologici.
Le altre Regioni coinvolte
Insieme alla Lombardia, hanno adottato misure simili anche Abruzzo, Emilia-Romagna, Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia, Toscana e Marche. Le modalità variano da territorio a territorio, ma l’obiettivo comune è prevenire i colpi di calore nei lavoratori impiegati in attività fisicamente pesanti sotto il sole estivo.
Pronto soccorso sotto pressione
Intanto, le strutture sanitarie affrontano un notevole aumento degli accessi dovuto alle alte temperature. Secondo Alessandro Riccardi, presidente della Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza (Simeu), si registra «un incremento dal 5 al 20% degli ingressi nei pronto soccorso», con picchi nelle aree urbane più colpite e nelle località turistiche.
A soffrire maggiormente sono anziani, pazienti cronici e persone pluripatologiche, che risultano più vulnerabili alle ondate di calore. Le alte temperature possono infatti aggravare patologie preesistenti e determinare scompensi clinici anche gravi.
Le raccomandazioni dell’Oms
L’Organizzazione Mondiale della Sanità rinnova le raccomandazioni per proteggersi dal caldo estremo:
- evitare di uscire nelle ore centrali della giornata,
- mantenere freschi gli ambienti domestici,
- idratarsi e rinfrescare il corpo regolarmente,
- prendersi cura delle persone fragili come anziani e malati.
In un’estate che si preannuncia tra le più torride degli ultimi anni, le istituzioni si preparano a misure straordinarie per contenere i rischi sanitari e garantire sicurezza sul lavoro. La sfida, ancora una volta, sarà quella di coniugare tutela della salute e continuità delle attività produttive.
