Roma — “Essere testardamente unitari non significa nulla, serve essere testardamente coerenti”. È un messaggio chiaro e diretto quello che Chiara Appendino, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, ha lanciato alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, durante un intervento alla trasmissione Agenda su Sky TG24.
Le parole della leader pentastellata arrivano a poche ore dall’intervista in cui Schlein rilancia l’idea di un’opposizione unita contro la destra. Ma per Appendino, l’unità non può essere un mantra vuoto: “Oggi ho letto con piacere l’intervista di Schlein, che finalmente afferma un punto che sostengo da mesi: il ‘testardamente unitari’ non significa nulla, proprio come il concetto di ‘campo largo’. L’ho detto anche pochi giorni fa a Bari, durante un’iniziativa sul referendum: serve coerenza, non compromessi al ribasso”.
Appendino incalza, e mette in discussione la possibilità di costruire alleanze con chi, a suo avviso, ha posizioni ambigue o contraddittorie: “Vogliamo davvero battere la destra? Allora dobbiamo avere il coraggio di essere radicali. Si può davvero marciare insieme a chi non ha avuto il coraggio di scendere in piazza per condannare le azioni di Netanyahu? Oppure a chi vota con Giorgia Meloni riforme della giustizia che definire incommentabili è dir poco? E che dire di chi ha scritto e difende ancora oggi il Jobs Act, che ha prodotto solo precarietà?”.
Nel mirino della vicepresidente M5S non c’è solo il Pd, ma un’intera idea di opposizione troppo annacquata, fatta – secondo lei – di ambiguità strategiche e compromessi che non portano risultati: “La destra non si batte rincorrendola o imitando il suo linguaggio. La si combatte con una proposta politica alternativa, netta e riconoscibile. Serve coraggio, serve coerenza, e il Movimento 5 Stelle è disponibile a lavorare in questa direzione. Ma senza ambiguità”.
Il messaggio è inequivocabile: il Movimento 5 Stelle apre a un dialogo, ma solo con chi è disposto a rompere davvero con le politiche del passato. Un avvertimento per Schlein, ma anche una chiamata alle armi per chi, nel campo progressista, continua a credere in un’alternativa forte e radicale alla destra di governo.
