16 Agosto 2026, domenica
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Diritti Civili: Zan (Pd) Esulta per la Sentenza della Cassazione

Una storica vittoria contro la discriminazione e l'ideologia del Governo

“La sentenza della Cassazione segna un passo decisivo per la tutela dei diritti di tutti i bambini e le bambine”, così commenta Alessandro Zan, responsabile Diritti nella segreteria nazionale del Partito Democratico ed europarlamentare, a seguito della decisione che ha sancito l’uso della dicitura “genitore 1” e “genitore 2” al posto di “madre” e “padre” sulla carta d’identità elettronica.

Secondo Zan, la pronuncia della Suprema Corte rappresenta una netta sconfitta per la “crociata ideologica” portata avanti dal Governo, che, secondo il deputato del Pd, ha cercato in tutti i modi di ignorare la pluralità delle configurazioni familiari. La Cassazione, infatti, ha ribadito che non è legittimo scrivere “madre” e “padre” quando la realtà familiare si compone di due genitori dello stesso sesso o quando vi sono altre forme di genitorialità, come quelle derivanti da adozioni o ricorsi a metodi di procreazione assistita.

Un’Ingente Vittoria per le Famiglie Arcobaleno

“Negare a una bambina o a un bambino un documento d’identità che rifletta le legittime conformazioni dei nuclei familiari è una violazione grave e discriminatoria”, sottolinea Zan. La sentenza storica della Cassazione, infatti, rifiuta di accettare la visione del mondo portata avanti dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e dalla stessa Giorgia Meloni, che hanno sostenuto l’imposizione della dicitura “madre” e “padre” nei documenti ufficiali, malgrado la realtà delle famiglie italiane fosse ben diversa.

Zan non esita a definire il decreto del 2018, firmato dall’allora ministro Salvini, come “vergognoso per un Paese civile”, evidenziando come la destra abbia tentato di imporre una visione ideologica e discriminatoria, a discapito dei diritti di molte famiglie. “Il decreto Salvini è stato un atto di disprezzo nei confronti di quelle famiglie che, con amore e dedizione, crescono i propri figli, senza che il loro modello familiare fosse mai messo in discussione”, afferma Zan.

Un Governo Accecato dall’Ideologia

Zan prosegue poi accusando la destra di aver utilizzato le famiglie arcobaleno per fini puramente politici. “La retorica ipocrita della destra, che si riempie la bocca di parole vuote in difesa dei minori e delle famiglie, è stata smascherata oggi dalla giurisprudenza. C’era una precisa volontà discriminatoria che finalmente è stata riconosciuta per quello che è: una violazione dei diritti fondamentali”, afferma il parlamentare del Pd, ribadendo l’importanza della sentenza e la determinazione nel continuare la battaglia per l’uguaglianza.

Zan conclude il suo intervento con una promessa fermissima: “Non permetteremo mai che la destra al governo cancelli la realtà a colpi di decreti, accecata dall’ideologia e dall’odio”. Un invito a proseguire senza esitazioni nella difesa dei diritti civili di tutte le famiglie italiane, affinché nessuno venga mai più discriminato per la propria composizione familiare.

Con questa sentenza, la Cassazione ha quindi fatto un passo importante per il riconoscimento e la protezione delle famiglie arcobaleno, ponendo fine a un’era di discriminazione che sembrava destinata a durare, e offrendo un segnale forte di progresso civile e giuridico per il nostro Paese.

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