16 Agosto 2026, domenica
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Israele risponde all’Angelus del Papa: “Le nostre operazioni minimizzano i danni ai civili”

Il governo israeliano difende le sue operazioni militari in risposta alle dichiarazioni del Papa sull'Angelus, sottolineando l'adesione al diritto internazionale e le misure per proteggere i civili.

In risposta all’Angelus del Papa, l’ambasciata israeliana presso la Santa Sede ha diffuso una nota ufficiale in cui ribadisce che le operazioni militari israeliane sono condotte “in piena conformità con il diritto internazionale” e sono mirate a ridurre al minimo i danni collaterali ai civili. La nota sottolinea che, mentre Hamas agisce deliberatamente colpendo i civili, Israele ha adottato “misure straordinarie” per limitare le perdite tra la popolazione non coinvolta nel conflitto.

Nel suo intervento, Israele ha anche risposto alle accuse di violazione del cessate il fuoco, precisando che Hamas ha “ripetutamente violato le condizioni di tregua” e ha utilizzato le pause nei combattimenti per “ricostruire il proprio arsenale militare”. Un altro punto sollevato nella nota riguarda la questione degli ostaggi, con il governo israeliano che ribadisce che “59 ostaggi sono ancora trattenuti a Gaza in condizioni disumane”, sottolineando come per Israele “sia un dovere morale” lavorare per il loro rilascio e per il loro ritorno a casa.

Questa risposta arriva dopo le parole del Papa, che domenica, durante l’Angelus, aveva esortato tutte le parti coinvolte nel conflitto a rispettare la vita umana e a fare ogni sforzo per fermare le violenze, sottolineando l’importanza della pace e della solidarietà.

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