16 Agosto 2026, domenica
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La provocazione di Cambiare Rotta Milano: “C’è sempre posto a piazzale Loreto, Elon…”

Un atto simbolico contro Elon Musk richiama la memoria di un capitolo oscuro della storia italiana, sollevando un dibattito internazionale sul gesto del miliardario.

Gli studenti del collettivo Cambiare Rotta Milano hanno scelto un simbolico quanto controverso atto di protesta, scatenando polemiche e discussioni in rete. Nella serata di ieri, il collettivo ha pubblicato su Instagram una foto che ritrae un fantoccio con la faccia di Elon Musk, sospeso a testa in giù in piazzale Loreto. Un luogo che, nella memoria collettiva, richiama il crudele spettacolo esposto nel 1945: il corpo di Benito Mussolini, dopo essere stato impiccato, venne appeso in quella stessa piazza per essere esposto al pubblico. La foto, con un chiaro intento provocatorio, è accompagnata dalla didascalia: “C’è sempre posto a piazzale Loreto, Elon…”, un riferimento diretto al luogo della storica esibizione del corpo di Mussolini.

Il gesto di Cambiare Rotta Milano è chiaramente un’azione di critica nei confronti di Elon Musk, in particolare legata a un episodio che ha sollevato polemiche internazionali: durante le celebrazioni per l’insediamento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Musk ha compiuto un gesto che alcuni hanno interpretato come un richiamo al saluto romano, simbolo della propaganda fascista. Dopo il suo intervento di supporto al nuovo presidente nella Capital One Arena di Washington, Musk, nel ringraziare l’elettorato repubblicano, si è colpito il petto con la mano destra e ha disteso il braccio verso l’alto, ripetendo il gesto due volte. Le sue parole, durante la celebrazione, hanno sollevato ulteriori critiche: “Voglio ringraziare tutti per aver fatto in modo che vincessimo – ha detto Musk al pubblico – grazie a voi il futuro della civiltà è assicurato. Avremo città sicure, confini sicuri e spese sensate”.

Il gesto ha scatenato un acceso dibattito, con alcune voci che hanno denunciato un possibile legame con simboli del nazismo, mentre i collaboratori del miliardario hanno cercato di minimizzare l’accaduto. La reazione della Anti-Defamation League (ADL), un’organizzazione no-profit che combatte l’antisemitismo, ha cercato di calmare le acque, escludendo una connessione con ideologie naziste. “Sembra che Elon Musk abbia fatto un gesto imbarazzante in un momento di entusiasmo, non un saluto nazista”, hanno dichiarato, sottolineando che, seppur inappropriato, il gesto non sarebbe stato intenzionale.

Nonostante ciò, il collegamento tra il gesto di Musk e le simbologie fasciste è stato subito percepito come problematico da molti osservatori, alimentando la riflessione su come le figure di potere e i loro comportamenti possano suscitare reazioni forti, soprattutto in contesti storici e simbolici così delicati come quelli legati al fascismo e alla Seconda Guerra Mondiale. In questo scenario, l’azione del collettivo milanese, seppur controversa, si inserisce in un ampio dibattito su memoria storica, responsabilità dei leader pubblici e il potere dei simboli.

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