1 Febbraio 2023, mercoledì
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Fermiamoli! Torna la violenza nel calcio

A cura di Luigi Rubino

Si dice sempre che lo sport a qualsiasi latitudine che si faccia o si segua dovrebbe avvicinare gli individui, invece, alla luce di quello che è successo in autostrada, vicino Arezzo, c’è il pericolo che li allontani.  Ecco quindi che partite di calcio diventano l’occasione per scaricare a malincuore tutta la tensione, la cattiveria di individui senza scrupoli e senza mente che marciano, follemente nella vita, senza una meta precisa, dignità umana e rispetto degli altri che la pensano diversamente, tifando per un’altra squadra di calcio. 

Il calcio è bello. Seguire la propria squadra del cuore è lecito, ma bisogna farlo con amore, rispetto per tutti e non con la violenza. Provocazioni, cori razzisti, bastoni, bombe carta mettono in pericolo non solo la vita degli stessi scalmanati, ma anche quella degli altri.  Non si può morire per una partita e vivere nel terrore a causa di gruppi di scalmanati.  

Si pensava che fenomeni delinquenziali come quelli accaduti in autostrada domenica, presso l’area di servizio di  Badia al Pino, vicino Arezzo tra gruppi di tifosi napoletani e romanisti, che se ne sono date di santa ragione, non dovessero avvenire. Invece l’odio, la lotta delle bande di tifosi, in maggioranza vestite di nero e con i classici cappucci che nascondono in parte il viso,  sono tornati in strada.  Un attacco premeditato? Possibile, anche perché i gruppi numerosi delle opposte fazioni erano ben equipaggiati. 

L’allerta alta delle forze della Polizia, che sono subito entrate in azione all’incrocio lungo l’A1 con i napoletani diretti a Genova e i romani a Milano e l’ aspra rivalità  tra le due tifoserie  scoppiata dall’omicidio del giovane napoletano Ciro Esposito nel lontano 2014, non faceva presagire nulla di buono. 

Il bilancio degli scontri tra i 300 ultras del Napoli e Roma, all’altezza dell’area di servizio dove nel 2007 fu ucciso il tifoso laziale Gabriele Sandri riporta un ferito grave, l’arresto di tre ultràgiallorosso ed un napoletano, che fa parte della Brigata Carolina, gruppo caldo della Curva A, residente a San Giovanni a Teduccio.Trovati spranghe di ferro nei bagagliai delle auto.  

A seguito degli scontri in autostrada tra le opposte fazioni, la Polizia ha identificato a Genova, prima della partita Sampdoria – Napoli, 80 ultrà napoletani. Le accuse: attentato alla sicurezza dei trasporti.  Per i responsabili, alcuni dei quali finiti in manette, scatterà il Daspo, cioè il divieto assoluto di assistere a qualsiasi partita ed avvenimento sportivo.

Le indagini da parte della Digos di Arezzo vanno comunque avanti con  il controllo delle chat, in cui i tifosi si sono scambiati messaggi di guerra.   

Sugli scontri il ministro Giovanni Abodi ha detto: “ Non c’è cosa peggiore di definire tifosi quest’ultimi.”  Chi sbaglia paga. “

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