22 Ottobre 2020, giovedì
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il cotone non è cachemire

il cotone non è cachemire

A cura di Tina Dello Iacono 

Qualche anno fa un imprenditore di Cuneo mi coinvolse nella ricerca di una nuova polizza per le sue abitazioni, scontento di quanto successo con il suo precedente broker e assicuratore in occasione del verificarsi di un sinistro. Alcuni mesi prima una gelata di particolare intensità ruppe le tubature dell’acqua che si infiltrò nel pavimento del salone. Il bagnamento aveva ormai irrimediabilmente compromesso alcuni metri quadri di un meraviglioso parquet intarsiato: il costo stimato per riprenderlo era di circa un migliaio di euro per ognuno dei cinque metri quadri danneggiati.

Purtroppo però la polizza scelta dal cliente era quel che si dice in gergo un prodotto “da scaffale”, una polizza standard per immobili certamente non di pregio. L’efficacia risarcitoria di quel contratto era limitata alle finiture standard, nel caso specifico era calibrata secondo dei normali criteri previsti per i costi di ricostruzione: nel particolare, il ripristino di 5 mq di un dozzinale gress porcellanato e non di un parquet intarsiato. Il risultato fu un risarcimento totale di 100 euro, ovvero di circa venti euro a metro quadro danneggiato.

Chiunque potrà immaginare l’espressione del cliente quando ebbe evidenza del magro risarcimento ottenuto. Io ho avuto modo di ascoltare le sue accese rimostranze in dialetto cuneese che non capii molto, ma l’ira mista a sconcerto arrivò a me in modo molto chiaro e netto.

Oggi finalmente le statistiche rivelano che gli italiani stanno dimostrando una forte sensibilità rispetto ai rischi naturali, che potrebbero colpire uno dei nostri beni più preziosi: la casa. La percentuale di abitazioni assicurate è infatti in linea con quella del resto d’Europa.

Alcune particolarità della nostra penisola, come l’elevata sismicità, avrebbero dovuto indurci prima degli altri Paesi a questa pratica assicurativa, ma l’importante è che ne abbiamo preso consapevolezza anche noi.

La domanda fondamentale da porsi però riguarda gli aspetti qualitativi della copertura scelta per proteggere la nostra casa: la mia polizza sarà in grado di risarcirmi al meglio?

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo prima capire se la polizza scelta sia o meno in grado di distinguere tra una casa qualsiasi da una casa di pregio. Potrebbe sembrare un aspetto futile e superficiale, invece è una delle principali insidie capaci di svelarsi con drammaticità al momento del sinistro, finanche impedendolo o limitandolo in modo drastico.

In Italia sono piuttosto diffuse le polizze ‘fabbricato’ o ‘multi rischi abitazione’, sicuramente valide ed efficaci per abitazioni comuni, che non sono state oggetto di importanti e onerose ristrutturazioni, senza particolari finiture di pregio e prive di tratti distintivi quali un bel pavimento in marmo/legno o di elementi artistici e architettonici.

Qualora però il vostro immobile presenti una o più di queste pregevoli caratteristiche dovrete fare molta attenzione.

Dalla storia raccontata, ahimè simile a molte altre, comprendiamo che l’errore sia stato a monte, proprio all’atto della scelta della polizza. Del resto anche una t-shirt in cotone può vestirci, ma se lo scopo è anche quello di tenerci al caldo e protetti, quindi evitare malanni, tendiamo a sceglierne una in lana o cachemire.

Quindi qualora la vostra abitazione presenti caratteristiche di pregio è bene verificare sempre prima che la polizza sia in grado di riconoscere e risarcire oltre al mero valore di ricostruzione anche il cosiddetto differenziale di pregio.

Ma le insidie non finiscono qui. Date un’occhiata alle limitazioni previste dal vostro contratto per i rischi di terremoto, fenomeni atmosferici e catastrofali. In particolare verificate le franchigie, scoperti e limiti. Se presenti, sappiate che ormai il mercato assicurativo è in grado di offrire queste coperture al 100%, quindi chiedete al vostro broker o assicuratore di adeguarle quanto prima. Fatelo però senza timori, perché nel mondo assicurativo, diversamente da quello dell’abbigliamento, il cachemire costa poco più del cotone.

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