31 Luglio 2021, sabato
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A Gaza già 95 morti. Obama offre la mediazione Usa

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha espresso ieri al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu tutta la sua preoccupazione per l’escalation delle violenze tra Israele e il movimento palestinese Hamas e ha offerto la propria mediazione per l’istituzione di un cessate il fuoco. In una conversazione telefonica con il capo del governo dello Stato ebraico, Obama “ha sottolineato la necessità per tutte le parti in causa di fare il possibile per proteggere i civili e ripristinare la calma”, si legge in un comunicato della Casa Bianca “Gli Stati Uniti restano pronti ad agevolare la fine delle ostilità, compreso il ritorno all’accordo di cessate il fuoco del novembre 2012″, è stato sottolineato nella nota. L’intesa del 2012, raggiunta grazie alla mediazione dell’ex segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, e dell’Egitto, aveva messo fine a otto giorni di raid aerei israeliani contro Hamas
Raid israeliani su Gaza e pioggia di missili di Hamas, del resto, hanno caratterizzato l’intera giornata di ieri.Le sirene d’allarme sono tornate a risuonare nel pomeriggio a Gerusalemme e nel sobborgo di Beit Shemesh, riferisce un reportage dell’Ansa. Sarebbero stati due i razzi intercettati dall’Iron Dome su Gerusalemme e le zone limitrofe alla città, mentre altri due sono caduti in zone disabitate. Lo dice l’esercito. In città si sono avvertire chiaramente quattro esplosioni, dovute probabilmente all’intercettazione dei razzi. E’ insomma un crescendo di violenza nella guerra: al terzo giorno di ostilità i raid aerei dello stato ebraico sulla Striscia di Gaza il bilancio si è appesantito a 95 morti e 550 feriti, mentre Israele ha fronteggiato una tempesta di 365 razzi, una media di uno ogni 10 minuti, intercettati dal sistema difensivo Iron Dome per un buon 90%. Ma molti diretti verso città distanti fino a 150 km da Gaza e perfino nelle vicinanze dell’impenetrabile centrale nucleare israeliana di Dimona.Intervenendo a una riunione del consiglio di sicurezza il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon si è detto preoccupato per la situazione. E’ piu’ urgente che mai trovare terreno comune per ritornare alla calma e ad un cessate il fuoco” a Gaza, ha detto Ban Ki-moon. Ban ha parlato con il premier israeliano Benyamin Netanyahu e con il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, lanciando un appello alla “massima calma” e a fare il possibile per “evitare il rischio di una ulteriore escalation”. Il segretario generale dell’Onu condanna il lancio di razzi da Gaza, ma denuncia anche come “l’eccessivo uso della forza da parte di Isarele sia intollerabile”. Nella serata di ieri  il presidente palestinese Abu Mazen  ha annunciato che Israele, dopo che il Netanyhau ha detto no a qualsiasi ipotesi di tregua, sta per lanciare l’offensiva di terra nella Striscia di Gaza. Secondo Abu Mazen l’offensiva dovrebbe iniziare nelle prossime ore, come dimostra la richiesta arrivata ai palestinesi che vivono nelle aree della Striscia a ridosso del confine di lasciare le loro case. Tank israeliani sono stati schierati in vista dell’attacco. Per ora, comunque, Israele continua a lanciare i suoi jet contro Gaza, con incursioni che hanno causato nella notta almento sei morti, e Hamas risponde con i suoi missili: uno ha centrato una stazione di servizio nella città portuale di Ashdod, a circa 28 km da Gaza, e causato il ferimento di tre persone, delle quali una è grave.

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