La notte di guerra in Ucraina lascia dietro di sé un bilancio pesante di vittime e distruzione. A Kryvyj Rih, città natale del presidente Volodymyr Zelensky, un attacco russo condotto con droni ha colpito un centro commerciale, provocando almeno cinque morti e 52 feriti, tra cui sei bambini. Un bilancio destinato a essere verificato e che potrebbe aggravarsi nelle prossime ore, mentre i soccorritori continuano a lavorare tra le macerie.
Secondo la ricostruzione fornita da Zelensky, l’attacco si sarebbe sviluppato in due ondate. Dopo il primo impatto, seguito dall’incendio nell’area colpita, sarebbe trascorsa circa mezz’ora prima di una seconda incursione. Per il presidente ucraino, questa seconda fase avrebbe avuto come obiettivo anche le squadre impegnate nei soccorsi.
«I russi hanno sferrato un attacco assolutamente cinico e spregevole», ha scritto Zelensky, esprimendo le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime. La denuncia introduce un elemento particolarmente grave nella dinamica dell’attacco: non soltanto un’area civile densamente frequentata, ma anche il rischio di colpire chi interviene per salvare i feriti e mettere in sicurezza la zona.
Il bilancio di Kryvyj Rih
L’impatto dei droni ha provocato incendi e ingenti danni nell’area del centro commerciale. Le autorità locali hanno avviato le operazioni di soccorso immediatamente dopo il primo attacco, mentre medici e vigili del fuoco hanno lavorato per assistere le persone coinvolte.
Il dato più drammatico riguarda la presenza di minori tra i feriti: sei bambini sono rimasti coinvolti nell’offensiva. Le autorità stanno verificando l’entità complessiva dei danni e le condizioni delle persone ricoverate.
La sequenza descritta da Kiev, con un secondo attacco arrivato mentre erano già in corso le operazioni di emergenza, è ora al centro delle accuse ucraine contro Mosca.
Due morti nella regione di Kharkiv
Nella stessa notte un’altra offensiva russa ha colpito il villaggio di Lebyazhe, nel distretto di Chuhuiv, nella regione di Kharkiv.
Secondo quanto riferito dal governatore regionale Oleg Synegubov, sei droni sono stati lanciati contro l’area, causando la morte di un uomo di 73 anni e di una donna di 66 anni. Altre due persone, un uomo di 41 anni e una donna di 73, sono rimaste ferite.
L’attacco ha inoltre provocato una vasta scia di distruzione nelle abitazioni private. Cinque edifici residenziali sono stati interessati dagli incendi, tre dei quali sono andati completamente distrutti. Complessivamente, risultano danneggiate una ventina di abitazioni, comprese alcune pertinenze.
I servizi di emergenza sono rimasti impegnati nelle operazioni di spegnimento degli incendi, nella messa in sicurezza degli edifici e nell’assistenza alla popolazione.
Una notte con 135 droni
Gli episodi di Kryvyj Rih e Kharkiv si inseriscono in un’offensiva più ampia. Secondo l’Aeronautica militare ucraina, nella notte la Russia ha impiegato complessivamente 135 droni, tra Shahed, versioni a propulsione a reazione, Gerbera e droni-esca Parodiya.
I velivoli sarebbero stati lanciati da diverse direttrici, comprese aree russe come Kursk, Millerovo, Orel e Primorsko-Akhtarsk, oltre ai territori occupati di Donetsk e Crimea.
La difesa aerea ucraina sostiene di avere abbattuto o neutralizzato 107 droni entro le 8 del mattino, ora di Kiev, nel corso delle operazioni condotte nel nord, nel sud e nell’est del Paese.
Numeri che restituiscono la dimensione dell’attacco, ma che non raccontano da soli la sua portata umana. Anche quando gran parte dei droni viene intercettata, quelli che riescono a raggiungere i propri obiettivi possono trasformarsi in una minaccia devastante per la popolazione civile.
A Kryvyj Rih, il bilancio delle vittime e il coinvolgimento dei soccorritori rendono ancora più drammatica una notte nella quale la guerra ha nuovamente portato la sua violenza ben oltre le linee del fronte.










